AULA DELL’OPUS SECTILE DI PORTA MARINA AL MUSEO NAZIONALE DELL'ALTO MEDIOEVO

Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina - Museo Nazionale dell’alto Medioevo - Roma
I gioielli non si trovano soltanto nelle gioiellerie oppure nelle mostre a loro dedicate. Ci sono luoghi in cui non si penserebbe mai di trovare tesori, come per esempio il Museo Nazionale dell’alto Medioevo che si trova al quartiere EUR di Roma, proprio lì, vicino all’obelisco che in molti in tutto il mondo ha visto in televisione in occasione del Gran Premio di Formula E che si è svolto qualche settimana fa. Il nome del Museo dice ben poco anzi, non sembrerebbe poter introdurre al post d’oggi.
Una volta entrati nel Museo, si viene accolti da varie teche che contengono monili sia in oro che in pietre più o meno preziose, vasellami, sculture di piccole dimensioni, tessuti. Tutto interessante perché ci mostra gli oggetti d’uso comune di varie epoche, ma la vera chicca, quel gioiello di cui vi accennavo poco fa, si trova in fondo nell’ultima stanza del percorso espositivo.
Ci si arriva passando per una passerella le cui pareti sono nere (la faccio breve) e dopo qualche metro si entra in una grandissima stanza che contiene l’Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina. Una meraviglia… un’esplosione di marmi policromi, mosaici, greche che sono stati ricomposti all’interno di questa sala nel modo in cui si trovavano 1600-1700 anni fa. Gli archeologi durante gli scavi che si sono svolti tra il 1959 e il 1966 al di fuori di Porta Marina ad ostia Antica, hanno riposato alla luce una ricca dimora collocata sul mare. Gli scavi hanno permesso di costatare che la costruzione contenente questa sala non era stata ancora ultimata perché sono stati ritrovati materiali da cantiere ed alcuni dei mosaici non erano stati ancora ultimati. La datazione dell’opera si colloca tra la fine del IV e l’inizio del V sec. d.C. perché è stata trovata una moneta di bronzo dell’imperatore Massimo (383-388 d.C.) all’interno della malta d’allettamento del mosaico con il leone che si trova sulle pareti. A proposito di felini, uno dei mosaici rinvenuti con la tigre, si trova al secondo piano del Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini, sicuramente è il più bello e meglio conservato (ultima foto). Un plauso va anche ai restauratori che sono riusciti ricollocare tutto com’era in origine ed ad integrare il tutto all’interno di questo ambiente, dando la sensazione di entrare in una sala antica percependone lo splendore originale.

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