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La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598) L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Federico Barocci detto il Fiori   (Urbino 1535 -1612) Titolo: La fuga di Enea da Troia Datazione: 1598

PABLO RUYZ Y PICASSO ED IL SIPARIO DI PARADE

Pablo Ruiz y PICASSO, Il sipario di Parade (1917)

Alle Scuderie del Quirinale a Roma, il 22 Settembre 2017 ha avuto inizio una mostra dedicata a Pablo Ruiz y PICASSO. Al suo interno erano esposte tutte le opere in mostra tranne una, semplicemente perché non c'era un luogo adatto a poterla contenere, quindi è stata esposta all'interno del salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini che si trova poco distante e nelle due ultime foto di questo articolo capirete il perché.
L'opera a cui mi riferisco è un sipario che misura 16,40 x 10,50 metri pari a 172 mq. ed è il dipinto più grande che Picasso abbia realizzato e porta come titolo Il sipario di Parade del 1917 commissionato da Sergey Djagilev per un balletto teatrale ideato da Jean Cocteau chiamato "Parade" andato in scena il 18 Maggio 1917 a Parigi. Nonostante fosse destinato per la capitale francese dove effettivamente è stato creato, Picasso è venuto in Italia ed ha trovato l'ispirazione nei viaggi fatti tra Roma e Napoli. Nella raffigurazione il pittore ha voluto anticipare quello che forse il pubblico avrebbe visto una volta alzato il sipario. In fotografia non si ha la stessa sensazione che si ha vedendolo di persona e vi assicuro che è impressionante per bellezza ed i curatori della mostra sono stati proprio bravi a ricreare l'atmosfera tipica del teatro pochi istanti prima dell'inizio dello spettacolo.





Sala Pietro da Cortona - Palazzo Barberini - Roma

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