VIAGGIO FOTOGRAFICO NELLA BASILICA PAPALE DI SAN PAOLO FUORI LE MURA (pt.3)

CONFESSIONE
Vorrei riallacciarmi al Ciborio di Arnolfo di Cambio del quale mi sono interessato ieri nel viaggio fotografico all'interno della Basilica papale di San Paolo fuori le mura a Roma. Durante le ispezioni archeologiche eseguite tra il 2002 ed il 2003 nell'area della Confessione sottostante al Ciborio, hanno permesso di riportare alla luce il sarcofago marmoreo di San Paolo che si trova tutt'ora in posizione originale sotto l'Altare maggiore e che poggia sul piano del calpestio della Basilica realizzata dall'imperatore Teodosio. E' stato necessario il taglio del muro di mattoni rossi per poter riuscire a vedere il fianco del sarcofago. Presso la Confessione arde una fiamma perenne, l'unica sempre accesa in tutta la Basilica ed è alimentata ad olio. Vicino alla lampada ad olio, è posta una teca in bronzo e cristallo, dove al suo interno è custodita la catena che secondo la secolare tradizione, ha segnato la condizione di San Paolo come prigioniero di Roma.

Confessione con il Sepolcro di San Paolo ed il Ciborio
Confessione con il Sepolcro di San Paolo
Tomba col sarcofago di San Paolo
Tomba col sarcofago di San Paolo
Reliquiario della catena della prigionia di San Paolo
Reliquiario della catena della prigionia di San Paolo
Fiamma Paolina perenne
CANDELABRO DEL CERO PASQUALE
Il Candelabro di San Paolo, presenta una decorazione sull'intera superficie ed è subbiviso in otto settori: un basamento con figure simboliche costituite da bestie mostruose e da figure femminili alludenti alla Grande Babilonia; un registro con motivi vegetali ed animali; scene della Passione di Cristo; la Resurrezione e l'Ascensione; un registro con intrecci vegetali, figure di leoni ed aquile; una coppa reggicero che porta la luce di Cristo. L'opera è attribuita a Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto appartenenti a due delle famiglie di marmorari più note a Roma dei secoli XII e XIII d.C.
Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.)

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.)

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare
Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

PORTA BIZANTINA
La Porta Bizantina rappresenta una delle più rafinate testimonianze artistiche dell'inizio del secondo millennio. Dalle varie iscrizioni sia in latino che greco, si riesce a capire che la Porta è stata forgiata a Costantinopoli nel 1070. Fu donata dal Console Pantaleone di Amalfi all'Abate Ildebrando di Soana, diventato poi Papa Gregorio VII. In origine fu posta come varco principale della vecchia Basilica, ma poi a seguito dell'incendio del 1823, fu restaurata e posta in controfacciata alla Porta Santa. La cornice è in bronzo dorato e le 54 formelle in gemina d'argento illustrano le 12 scene evangeliche, 12 apostoli e le 12 rappresentazioni del loro martirio, 12 profeti, 2 aquile, 2 croci e 4 riquadri cin iscrizioni dedicatorie.
Porta Bizantina (1070)

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