MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI PER LE ARTI DECORATIVE (pt.2)

La Primavera di Chini

Nel precedente articolo, abbiamo visto cosa c'è nel primo livello del
Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative. Per accedere al secondo, abbiamo due possibilità: l'uso delle scale e l'uso del bellissimo ascensore degli anni trenta tutto in legno (il legno ha un sia profumo dolce che di antico).
Arrivati al piano (utilizzando le scale), si entra nel corridoio dove si affacciano molte sale e dove sono esposti alcuni dipinti, ma ve ne parlerò fra poco perché prima vi voglio portare nella sala chiamata La Primavera di Chini che si trova proprio di fronte le scale. Al suo interno troviamo alcune delle tele dell'artista fiorentino Galilei Chini (Firenze 1873 - 1956) realizzate per la Biennale di Venezia del 1914. Delle diciotto tele che componevano il ciclo della Primavera, quattro sono quelle esposte nella sala: due hanno come titolo La primavera che perennemente si rinnova, mentre le altre si intitolano La primavera classica e La primavera delle selve. Nella sala sono esposti due grandi vasi cinesi e gli immancabili abiti di alta sartoria tra cui un'abito da sera dello stilista Valentino.
La Primavera di Chini

La Primavera di Chini

Valentino, Abito da sera, Collezione Autunno-Inverno 1992
Uscendo dalla sala ritorniamo nel corridoio di prima. Qui entriamo in un percorso formato da tre spazi espositivi che ci porta all'interno della Belle-Epoque e più precisamente nella ritrattistica. Sulle pareti della corridoio-galleria si possono ammirare dipinti di Camillo Innocenti (Roma 1871 - 1961), Evangelina Alciati (Torino 1883 - 1959), Richard Emile Miller (St. Louis 1875 - St. Augustine 1943 Stati Uniti) e due sculture di Leo Guerrini (Faenza 1895 - 1925) e di Guido Balsamo Stella (Torino 1882 - Asolo 1941). Ovviamente non mancano oggetti di arredamento.

La ritrattistica della Belle Epoque

Camillo Innocenti, La visita (1907-08)

Camillo Innocenti, Sera d'estate
Evangelina Alciati, Mia madre (1919)
  
Richard Emile Miller, Donna dal ventaglio (1916)

Guido Balsamo Stella, Sirena (1915)
Leo Guerrini, Lo scolaro (Alfredo Lusa) (1923)
A metà del corridoio, sulla sinistra, si trova una stanza nella quale viene ripreso il tema della ritrattistica nel periodo della Belle-Epoque. E' affascinante vedere attraverso la pittura il modo di vestire durante quel periodo, grazie anche al pennello degli artisti provenienti da oltre confine. Nella sala a destra di come si entra, c'è una grande vetrina dove al suo interno sono esposti oggetti sempre dell'epoca ed alcuni dipinti come ad esempio quello del pittore ungherese Philip de Làszlò (Budapest 1869 - Londra 1937) e del pittore Inglese John Lavery (Belfast 1856 - Kilmoganny 1941). Sulle pareti della sala invece sono esposti dipinti di vari artisti come Camillo Innocenti, Edoardo Gelli (Savona 1856 - Firenze 1933), Giacomo Grosso (Cambiano 1860 - Torino 1938), Pilade Bertieri (Torino 1864 - 1965), Virginia Tomescu Scrocco (Bucarest 1886 - Tivoli 1950) ed una scultura di Amleto Cataldi (Napoli 1882 - Roma 1930).


La ritrattistica della Belle Epoque

La ritrattistica della Belle Epoque

Philip de Làszlò, Ritratto della moglie (1905)

John Lavery, Elisabetta Asqvith

Camillo Innocenti, In chiesa (1905-1906)

Edoardo Gelli, Ritratto di giovane donna (1906)

Giacomo Grosso, La Contessa Malacidra

Pilade Bertieri, Ritratto in rosso (1909)

Virginia Tomescu Scrocco, Autoritratto (1914)

Amleto Cataldi, Pagina triste (1907)
Alla terza sala (più che sala è il proseguimento del corridoio) dedicata alla ritrattistica della Belle-Epoque, ci si arriva sia dalla sala appena citata che dal corridoio. Qui troviamo due splendide tele di altrettanti artisti italiani: Enrico Lionne detto ENRICO DELLA LEONESSA (Napoli 1865 - 1921) e Arturo Noci (Roma 1874 - New York 1953). Sono presenti inoltre due sculture bronzee di Ernesto Bazzaro (Milano 1859 - 1937) e di Giulio Passaglia (Firenze 1879 - 1956). Anche qui non poteva mancare oggetti vari sia di arredamento che accessori moda e l'immancabile abito risalente a quel periodo.
La ritrattistica della Belle Epoque

Enrico Lionne detto ENRICO DELLA LEONESSA, La Signora dell'Oppio (1892)

Arturo Noci, Nella cabina (1911)

Ernesto Bazzaro, Il Giornalista Arturo Mazzucchetti (1910)

Giulio Passaglia, Ritratto (1916)

Dopo aver ammirato quello splendido esempio di divisionismo attraverso la tela di Arturo Noci, possiamo accedere ad una piccola sala chiamata Gli Affetti che si trova alla sua sinistra. Animali, rappresentazioni di bambini e di adolescenti sono i soggetti di questa sala dedicata ai sentimenti. Come si entra nella sala, ci accoglie un ritratto di una delle figlie di Giacomo Balla  (Torino 1871 - Roma 1958) posto sulla parete a sinistra, di fronte invece, c'è un'altro ritratto questa volta della fidanzata di Cipriano Efisio Oppo (Roma 1891 - 1962) e sparsi nella sala altri due dipinti a tema floreale di Domenico Caputi (Vieste 1909 - 1971) e di Guido Peyron (Firenze 1898 - 1960). Nella grande vetrina, sono esposte piccole sculture bronzee, oggetti in ceramica ed altri dipinti tra cui spicca il ritratto dell'altra figlia di Giacomo Balla, seguito da un'altro dipinto di Armando Spadini (Firenze 1883 - Roma 1925) dove i bambini sono i protagonisti.
Gli Affetti

Gli Affetti

Giacomo Balla, La figlia del pittore (1939)

Cipriano Efisio Oppo, Ritratto della fidanzata (1920)

Domenico Caputi, Fiori (1940)

Guido Peyron, Fiori con bicchiere (1941)

Giacomo Balla, Ritratto di Luce (1910)

Armando Spadini, Bambini con ventaglio (1913 ca.)

Amleto Cataldi, Acquaiola (1918)

Nicola D'Antino, Nudino femminile (1916)

Attilio Pallafacchina, Danzatrice (1925 ca.)

 Con questa ultima sala, abbiamo visitato una metà del percorso d'arte che ci offre il secondo livello del Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative. Nel prossimo articolo visiteremo altre sale che vi lasceranno a bocca aperta per le opere contenute, sopratutto l'ultima, un piccolo gioiello degli anni trenta.



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