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Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

     #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621) Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti   (Utrecht 1590 - 1656) Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto) Datazione: 1621 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 168 x 202 Si trova:

ANNIBALE OPPURE LUDOVICO CARRACCI A PALAZZO BARBERINI ?

Photo by Massimo Gaudio

Annibale (o Lodovico) Carracci, Tabernacolo portatile con la Pietà, scene di santi e martiri (1603) - Palazzo Barberini - Roma

 Visitando i nuovi allestimenti delle nuove Sale al primo piano dell'Ala nord della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, sono entrato in una Sala che non avevo mai visto prima nel corso delle varie visite effettuate al museo. La Sala 22 è bellissima ed è ricca di marmi e decorazioni che dalle pareti salgono su fino alla volta. Non conosco la sua destinazione iniziale, ma le decorazioni non hanno riferimenti religiosi quindi non credo che fosse una cappella privata. La Sala è dedicata ad una sola singola opera esposta all'interno di una teca che la protegge. L'opera è di un pittore bolognese della famiglia Carracci che si intitola Tabernacolo portatile con la Pietà, scene di santi e martiri  realizzata intorno al 1603 ed è un olio su tavola, rame, ebano e oro che misura cm 43,8 x 31,2 chiuso. 
La descrizione del museo sull'opera recita così: "L’altarolo, prezioso oggetto di devozione privata, ha una forma a trittico, con le ante laterali richiudibili e dipinte su entrambi i lati. Nello scomparto centrale è raffigurata una scena di Compianto, con i personaggi disposti a ventaglio: in piedi, ammantata di rosso, la Maddalena, alla quale segue Giovanni, chinatosi a sorreggere Maria, ormai priva di sensi; infine, il corpo di Gesù, armonioso seppur esanime, la cui forma serpentinata è ricorrente nelle numerose Pietà dipinte da Annibale Carracci. Il pathos è intenso: Maria non è seduta, come di consueto, ma distesa guancia a guancia accanto al figlio. Gli angioletti, tristi e inconsolabili, esprimono al fedele tutta la sofferenza della scena: uno di loro indica la corona di spine, per sollecitare la meditazione sulla Passione di Gesù. Negli scomparti laterali interni, si trovano santa Cecilia (a sinistra, con iscrizione ANGELO.AMATORE(?) BEATISSIMA VIRGO), sant’Ermenegildo (a destra, corredato dalla frase REX REGEM REGUM COLUIT); in basso, scene del loro martirio. Sulle facce esterne, invece, san Michele Arcangelo e l’angelo custode, sormontati rispettivamente da Cristo e Dio Padre. L’altarolo venne commissionato dal cardinale Odoardo Farnese, che con le grandi imprese decorative di Palazzo Farnese, prime fra tutte la Galleria, aveva inaugurato la fortuna della scuola bolognese a Roma."
Fin qui tutto normale, il Museo afferma che l'opera è di Annibale Carracci, soltanto che, avendo la possibilità di vedere anche il retro (nella collocazione precedente non era possibile), mi sono accorto che nelle etichette applicate nella parte posteriore non risulta Annibale come autore, bensì il fratello Ludovico
Poco prima che i musei venissero chiusi a causa del COVID-19, ho provato ad avere informazioni in merito, ma purtroppo, per ovvi motivi, non ho ricevuto ancora risposta.








Autore: Annibale o Ludovico Carracci 
Titolo: Tabernacolo portatile con la Pietà, scene di santi e martiri
Supporto: Olio su tavola e rame, ebano, oro
Anno: 1603
Misure (cm.): 43,8 x 31,2 (chiuso)
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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