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Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

     #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621) Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti   (Utrecht 1590 - 1656) Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto) Datazione: 1621 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 168 x 202 Si trova:

Statua della Venere Capitolina

Photo by Massimo Gaudio

Statua della Venere Capitolina, Da originale di Prassitele (IV secolo a.C.) Musei Capitolini - Roma
 La scultura, di dimensioni di poco maggiori del vero, fu rinvenuta nei pressi della basilica di San Vitale intorno al 1666-1670 e fu acquistata e donata alle collezioni capitoline, da papa Benedetto XIV nel 1752. E' una delle più note statue del museo e vanta una serie di riproduzioni anche all'interno di collezioni internazionali. In un marmo pregiato (probabilmente pario) è rappresentata la dea Venere-Afrodite uscente dal bagno nuda, in raccoglimento, protesa in avanti con le braccia poste ad assecondare le rotondità del corpo di ossatura fine, morbido e carnoso, e a coprire petto e pube. La gamba destra è flessa e avanzata, e la sinistra è in appoggio. La testa è leggermente piegata verso sinistra e presenta una capigliatura complessa a mo' di cercine con un nodo alto "a fiocco" e ciocche ricadenti a toccare le spalle. L'espressione del volto sembra incentrata a una "assenza", psicologicamente resa dagli occhi piccoli, che sono languidi, e dalla bocca piccola e carnosa. La venere del Museo Capitolino ha definito il cosidetto "tipo Capitolino", del quale sono a tutt'oggi conosciute ben cento repliche. Si tratterebbe della variante della Venere pudica. Gli studiosi hanno a lungo dibattuto per l'individuazione dell'ambito cronologico in cui situare l'immagine della dea e per fare chiarezza sulla cronologia delle copie. La Capitolina potrebbe ritenersi, forse, una delle prime e più fedeli repliche, probabilmente destinata, come tutte le raffigurazioni di questo tipo, ad adornare un complesso imperiale di notevole raffinatezza. (testo dal sito dei Musei Capitolini)






Autore:
Titolo: Statua della Venere Capitolina
Supporto: Marmo
Anno: Da originale di Prassitele (IV secolo a.C.)
Misure (cm.): 193
Posizione: Musei Capitolini
Località: Roma

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