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Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio alla Galleria Borghese

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio , Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti (1510-1520) Il dipinto è sicuramente rintracciabile negli inventari solo a partire dal fidecommisso del 1833. Il soggetto della tela, comunemente definito ‘Sacra conversazione’, sarà particolarmente gradito alla committenza privata, tanto da avere uno straordinario successo nel secolo XVI. Ai lati della Vergine, assisa su un trono dal basamento scolpito, sono inginocchiati i due committenti del quadro, rispettivamente presentati a sinistra da santa Barbara, identificabile per l’attributo della torre, e a destra da santa Cristina, che reca sotto il braccio la pietra da macina del martirio. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio (Serina 1480 - Venezia 1528) Titolo: Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti Datazione:

Statua della Venere Capitolina

Photo by Massimo Gaudio

Statua della Venere Capitolina, Da originale di Prassitele (IV secolo a.C.) Musei Capitolini - Roma
 La scultura, di dimensioni di poco maggiori del vero, fu rinvenuta nei pressi della basilica di San Vitale intorno al 1666-1670 e fu acquistata e donata alle collezioni capitoline, da papa Benedetto XIV nel 1752. E' una delle più note statue del museo e vanta una serie di riproduzioni anche all'interno di collezioni internazionali. In un marmo pregiato (probabilmente pario) è rappresentata la dea Venere-Afrodite uscente dal bagno nuda, in raccoglimento, protesa in avanti con le braccia poste ad assecondare le rotondità del corpo di ossatura fine, morbido e carnoso, e a coprire petto e pube. La gamba destra è flessa e avanzata, e la sinistra è in appoggio. La testa è leggermente piegata verso sinistra e presenta una capigliatura complessa a mo' di cercine con un nodo alto "a fiocco" e ciocche ricadenti a toccare le spalle. L'espressione del volto sembra incentrata a una "assenza", psicologicamente resa dagli occhi piccoli, che sono languidi, e dalla bocca piccola e carnosa. La venere del Museo Capitolino ha definito il cosidetto "tipo Capitolino", del quale sono a tutt'oggi conosciute ben cento repliche. Si tratterebbe della variante della Venere pudica. Gli studiosi hanno a lungo dibattuto per l'individuazione dell'ambito cronologico in cui situare l'immagine della dea e per fare chiarezza sulla cronologia delle copie. La Capitolina potrebbe ritenersi, forse, una delle prime e più fedeli repliche, probabilmente destinata, come tutte le raffigurazioni di questo tipo, ad adornare un complesso imperiale di notevole raffinatezza. (testo dal sito dei Musei Capitolini)






Autore:
Titolo: Statua della Venere Capitolina
Supporto: Marmo
Anno: Da originale di Prassitele (IV secolo a.C.)
Misure (cm.): 193
Posizione: Musei Capitolini
Località: Roma

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