domenica 6 agosto 2023

BASILICA DI SAN LORENZO FUORI LE MURA

© Photo by Massimo Gaudio


Basilica di San Lorenzo fuori le mura, il piazzale e la colonna con la statua del santo

La basilica di San Lorenzo fuori le mura si trova nel quartiere Tiburtino ed è circondata dalle mura del Verano, il primo cimitero comunale realizzato agli inizi del XIX secolo. La basilica fa parte delle Sette Chiese, ovvero quell'itinerario pellegrinale praticato a Roma che parte dalla basilica papale di San Pietro in Vaticano e termina alla basilica papale di Santa Maria Maggiore. Nella basilica sono ospitate le tombe dei santi Lorenzo martire e Stefano protomartire, di cinque papi: San Zosimo, San Sisto III, Sant'Ilario, Damaso II e il beato Pio IX. Oltre a queste e altre tombe, è presente anche quella dello statista italiano Alcide De Gasperi.
La basilica di San Lorenzo fuori le mura in realtà è composta da due basiliche unite tra loro, realizzate la prima dall'imperatore Costantino I nel IV secolo in prossimità della tomba di San Lorenzo martire, poi modificata da papa Pelagio II nel VII secolo (basilica pelagiana), mentre la seconda (basilica onoriana) fu fatta costruire da papa Onorio III nel XII secolo ed è quella con la quale iniziamo.

Basilica Onoriana
La porzione che interessa la basilica Onoriana è a tre navate separate tra loro da 22 colonne diverse tra loro. Con l'abbattimento dell'abside, la vecchia basilica subì un ampliamento verso ovest, l'ingresso fu ribaltato e la stessa divenne così il presbiterio della nuova chiesa con una collocazione più rialzata rispetto alla nuova navata centrale. 
Si accede da piazza del Verano, ma prima di entrare nella basilica si passa attraverso un portico dove sui muri sono rappresentate attraverso affreschi, le storie tratte dalla Vita di San Lorenzo e Santo Stefano protomartire e i miracoli attribuiti ai due santi. Nella parete di sinistra è collocato il monumento funebre ad Alcide De Gasperi, opera realizzata da Giacomo Manzù, inoltre sono presenti alcuni sarcofagi e una lapide che ricorda la visita di papa Pio XI il 19 luglio 1943 dopo il terrificante bombardamento alleato del quartiere San Lorenzo dove andarono distrutti gli antichi affreschi della parte superiore della facciata.
Come si entra attraverso il portale a sinistra e a destra della controfacciata, sono collocati rispettivamente il battistero e il monumento funebre del cardinale Guglielmo Fieschi composto da un sarcofago del III secolo e da un baldacchino cosmatesco. Anche il pavimento e i due amboni che si trovano nella navata centrale verso l'altare maggiore sono dei Cosmati. La navata centrale si presenta con i muri senza gli affreschi realizzati nel XIX secolo da Cesare Fracassini perché andati distrutti durante il bombardamento, dei quali però sono rimasti soltanto quello presente nella controfacciata sopra il portale e quello dell'arco trionfale. La navata di sinistra non presenta particolari opere, tranne che nella parte verso il presbiterio, dove si trova il monumento funebre di Michele Bonelli, due monumenti funebri realizzati su disegno di Pietro da Cortona e tra i due vi è l'accesso alla cappella sotterranea di Santa Ciriaca. Nella navata di destra sono presenti i resti di due affreschi medievali, il monumento funebre di Giuseppe Rondinino e la cappella di San Tarcisio realizzata da Virginio Vespignani dove è conservata una tela di Emilio Savonazzi con la raffigurazione della sepoltura di San Lorenzo. Pochi metri più avanti si trova la sagrestia da dove si passa per accedere al chiostro realizzato verso la fine del XII secolo. La navata di destra termina con la scalinata che scende verso la catacomba di San Lorenzo.


Portico

Portico

Monumento funebre di Alcide de Gasperi oper di Giacomo Manzù
Navata centrale


Navata centrale, San Lorenzo

Navata centrale, Santo Stefano

Controfacciata, Battistero

 Controfacciata, Monumento funebre del cardinale Guglielmo Fieschi

Navata centrale

Navata centrale

Navata centrale, Ambone Vangelo

Navata centrale, Ambone

Navata centrale, Arco trionfale lato basilica onoriana

Navata di destra

Navata di destra, Affresco raffigurante quattro santi

Navata di destra, Affresco raffigurante la Madonna col Bambino

Navata di destra, monumento funebre di Giuseppe Rondinino

Navata di destra, Cappella di san Tarcisio

Navata di destra, Cappella di san Tarcisio, Emilio Savonanzi, La raffigurazione della Sepoltura di San Lorenzo (1619)

Navata di sinistra

Navata di sinistra, Monumento funebre di Michele Bonelli 

Navata di sinistra, Due monumenti funebri realizzati su disegno di Pietro da Cortona e l'ingresso alla Cappella di Santa Ciriaca

Navata di sinistra, Cappella sotterranea di Santa Ciriaca


Basilica Pelagiana
Fu l'imperatore Costantino I a erigere nel IV secolo la prima basilica vicino alla tomba di San Lorenzo martire e proprio sulla sua tomba fu costruito un piccolo oratorio che a sua volta fu rimpiazzato dalla nuova chiesa fatta costruire da papa Pelagio II nel VI secolo. In origine la basilica pelagiana aveva l'ingresso contrapposto a quello attuale e quello che una volta era il nartece, ora è la cappella di papa Pio IX. Il presbiterio come lo vediamo ora, una volta era la navata centrale che terminava con un'abside demolita nel XII secolo per creare un collegamento con la basilica Onoriana. L'attuale presbiterio è in una posizione rialzata rispetto all'altra basilica e vi si accede da quest'ultima attraverso due rampe di scale. Al di sotto vi è la cripta accessibile scendendo alcuni gradini, nella quale è possibile venerare i santi Lorenzo e Stefano. Sopra queste scale si trova l'arco trionfale dove si trovano mosaici del VI secolo raffiguranti Gesù tra i santi e papa Pelagio II visibile dalla parte della basilica pelagiana. 
Superato il confine tra le due basiliche, si arriva all'interno del presbiterio fatto rialzare da papa Onorio III, nel quale è possibile ammirare una splendida pavimentazione cosmatesca. I Cosmati oltre alla pavimentazione di quasi tutta la basilica, si occuparono della costruzione del ciborio nel 1148 e del trono papale. Tutto intorno al presbiterio si trovano colonne sormontate da un matroneo e nella parte posteriore corrispondente al trono papale è situato l'organo.
Ritornando verso la navata centrale e dirigendosi verso la navata di destra, si può accedere scendendo una scalinata, in quella che era una volta la basilica Pelegiana vera e propria, da dove è possibile vedere la cripta dei santi Lorenzo e Stefano e la cappella di papa Pio IX, realizzata da Raffaele Cattaneo nel XIX secolo, con mosaici che ritraggono i momenti di vita del beato e dove sono esposte le sue spoglie.
Sotto il presbiterio, contrapposto alla cripta dei santi, si trova una lastra di marmo dove, secondo la tradizione, il corpo di San Lorenzo martire fu depositato subito dopo il suo martirio, lasciando l'impronta del corpo. I cristiani portarono il marmo nel cimitero di Ciriaca. Un'antica iscrizione andata ormai perduta così citava: questa è la pietra su cui è stato posto il corpo arrostito di San Lorenzo martire.

Basilica pelagiana, Presbiterio

Basilica pelagiana, Presbiterio verso la basilica onoriana

Basilica pelagiana, Presbiterio, Ciborio cosmatesco, particolare (1148)

Basilica pelagiana, Ciborio cosmatesco (1148)

Basilica pelagiana, Ciborio cosmatesco (1148) e l'arco trionfale

Basilica pelagiana, Presbiterio, Trono papale cosmatesco
Basilica pelagiana, Presbiterio e cripta con le tombe dei santi Lorenzo e Stefano protomartire

Basilica pelagiana, Cripta con le tombe dei santi Lorenzo e Stefano protomartire

Scalinata da dove si scende per la cripta

Basilica pelagiana, Navata di destra

Basilica pelagiana, Navata di sinistra

Basilica pelagiana, Il Marmo di san Lorenzo



Basilica pelagiana, Cappella di Pio IX

Basilica pelagiana, Cappella di Pio IX, Monumento funebre

Basilica pelagiana, Cappella di Pio IX


Chiostro
Il Chiostro risalente al XII secolo, faceva parte della cittadella medioevale. Vi si accede passando per la sacrestia ottocentesca. È uno dei più antichi di Roma ed è circondato da colonne singole sormontate da capitelli dove non ci sono decorazioni. Sotto il portico si conservano epigrafi catacombali, sarcofagi, resti di sculture antiche e frammenti ritrovati durante gli scavi della basilica costantiniana.

Portico del Chiostro









Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

 #artiebellezzeitaliane

© Photo by Massimo Gaudio


Galleria Nazionale d'Arte Moderna

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea si trova nel quartiere Pinciano in via delle Belle Arti, proprio di fronte a Villa Borghese. Costituita nel 1883, la sua primaria collocazione era presso il Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, ma nel 1913 fu trasferita in quella attuale perché non più adatta a contenere tutte le opere che via via andavano aumentando. Per la progettazione dell'edificio fu incaricato l'ingegnere romano Cesare Bazzani, che nel 1933 riprogettò ed inaugurò un ampliamento che raddoppiò lo spazio espositivo reso necessario a causa dei crescenti acquisti e donazioni. La crescita della Galleria si deve molto a Palma Bucarelli che dal 1941 fino al 1975 ne è stata sovrintendente, apportando modifiche per quello che concerne tutti quei servizi che oggi sono considerati indispensabili ad una struttura museale moderna: servizio didattico, biblioteca, caffetteria, libreria, presentazione di libri, incontri con gli artisti, oltre che ad eventi mondani. C'è una sala a lei dedicata all'interno del Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, che tra l'altro ne è un distaccamento.
Custodisce la più completa collezione dedicata all’arte italiana e straniera tra il XIX e il XXI secolo. Tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, le quasi 20.000 opere della raccolta sono espressione delle principali correnti artistiche degli ultimi due secoli come il Neoclassicismo, l’Impressionismo, il Divisionismo, le Avanguardie storiche dei primi anni del Novecento, il Futurismo e Surrealismo, inoltre è composto dal più cospicuo nucleo di opere di arte italiana tra gli anni ’20 e gli anni ’40, ed infine non possono non mancare le opere della Scuola Romana.
E' il principale museo statale d’arte moderna e contemporanea italiano e custodisce una delle più ampie e importanti collezioni d’arte pubblica del Paese. L’attuale allestimento è suddiviso in quattro settori e pone in dialogo le opere dell’Ottocento e del primo Novecento con quelle della contemporaneità. Di seguito troverete soltanto alcune delle opere esposte, per le altre... vale la pena poterle ammirare di persona.


Primo settore



Alfonso Balzico, Cleopatra (1874 ca.)

Giuseppe Pellizza, Il sole (1904)

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca (1924)

Alberto Burri, Cretto G1 (1975)

Antonio Canova, Ercole e Lica (1795-1815)

Pietro Tenerani, Psiche svenuta (1869)


Secondo settore

Francesco Paolo Michetti, Il Voto (1883)

Michele Cammarano, La battaglia di san Martino (1880-1883)

Giacomo Balla, La pazza (1905)



Terzo settore



Vittorio Corcos, Sogni (1896)

Amedeo Modigliani, Ritratto di Hanka Zborowska (1917)

Claude Monet, Ninfee rosa (1897-1899)

Edgar Degas, Dopo il bagno (1886 ca.)

Francesco Hayez, I Vespri siciliani (1846) 10

Giacomo Balla, Dimostrazione interventista - Bandiere all'Altare della Patria (1915)

Giacomo Balla, Villa Borghese- Parco dei daini (1910)

Giovanni Boldini, M.le Lanthèlme (1907)

VasiliJ KandinskiJ, Linea Angolare (1930)

Umberto Boccioni, Ritratto del Maestro Busoni (1916)

Silvestro Lega, La visita (1868)

Renato Guttuso, Ritratto della madre (1939-1940)

Joan Mirò, Il compianto degli amanti (1953)

Gustav Klimt, Le tre età (1905)

Giuseppe De Nittis, Le corse al Bois de Boulogne (1881)

Vincent Van Gogh, Il giardiniere (1889)



Quarto settore



Carlo Carrà, L'ovale delle apparizioni (1918)

Giorgio Morandi, Natura morta (1918)

Giovanni Boldini, Ritratto della marchesa Casati con piume di pavone (1911-1913)

Giuseppe Cominetti, Can-can (1911 ca.)

Jackson Pollok, Watery paths - Sentieri ondulati (1947)

Mario Mafai, Autoritratto (1942)

Mario Sironi, Il costruttore (1936)

Paul Cézanne, Le Cabanon de Journdan (1906)

René Magritte, Le paysage an feu (1928)

Man Ray, Nudo (1930-1937)

Man Ray, Rayographies (1921-1963)

Michelangelo Pistoletto, Un giovanotto -La smorfia (1962-1975)
Ci sono anch'io


Grazie

Valentin de Boulogne - 11 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Jean Valentin detto VALENTIN DE BOULOGNE  (Coulommiers, 3 gennaio 1591 – Roma, 19 agosto 1632) Valentin de Boulog...