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mercoledì 21 gennaio 2026

BAROCCO Il Gran Teatro delle Idee

 

Il Museo Civico San Domenico di Forlì 
annuncia la grande mostra del 2026 
dedicata al Barocco 

BAROCCO Il Gran Teatro delle Idee 

200 capolavori, tra cui opere di Bernini, Borromini, Guercino, Guido Reni, Van Dyck, Rubens, Pietro da Cortona, ma anche Bacon, Boldini, de Chirico, Fontana, Melotti, Boccioni, daranno vita a un percorso che compone un dialogo tra due epoche lontane ma intimamente connesse: il Seicento e il Novecento.

21 febbraio – 28 giugno 2026 

Museo Civico San Domenico, Forlì

La forma inquieta, il ritmo alternato, la sregolatezza, il naufragio dei sensi, l’esaltazione della festa, il teatro dell’esistenza: questo è il Barocco. Fenomeno culturale che attraversa il Seicento e da inizio alla nostra modernità. Qui nasce la scienza e si afferma il primato della coscienza. 

È il momento magico dell’Arte. Una febbre vivificante che porta principi e sovrani a farsi promotori di un grande rinnovamento pittorico e letterario, urbanistico e architettonico. Trionfano le cose. Collezionisti e mecenati incoraggiano i generi più diversi. 

A quest’epoca straordinaria, a tutti i suoi artisti e all’influenza che hanno esercitato e ancora esercitano sulla produzione artistica, è dedicata la grande esposizione BAROCCO. Il Gran Teatro delle Idee che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizza al Museo Civico San Domenico dal 21 febbraio al 28 giugno 2026. 

La mostra – a cura di Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle, Fernando Mazzocca – nasce da un articolato e approfondito percorso di studi e intende restituire una visione complessiva della cultura barocca: il ruolo di Roma e delle corti europee, i protagonisti che ne plasmarono le forme, il ruolo delle committenze che ne sostennero lo sviluppo e le strategie di rappresentazione del potere che la determinarono. 

Per comprenderne appieno le origini, il percorso partirà dal confronto con la raffigurazione del dramma nell’età ellenistica e le sperimentazioni spaziali del tardo manierismo, passando dal realismo radicale di Caravaggio che riconduce lo sguardo a una dimensione più intima. 

Roma, fulcro e culla di questa straordinaria stagione, sarà il punto di avvio di una narrazione che si estenderà poi all’Europa, seguendo la diffusione del linguaggio barocco e il mutare del contesto politico internazionale, soprattutto nella seconda metà del Seicento. 

A testimoniare questo fervore creativo saranno capolavori di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona, i due Gentileschi, Luca Giordano, Guercino, Guido Reni, Van Dyck, Andrea Pozzo, Nicolas Poussin, Peter Paul Rubens, Francisco de Zurbarán e molti altri. 

La riscoperta novecentesca del Barocco, da Vienna a Dresda, all’Italia degli anni Trenta è decisiva per intendere parte della rivoluzione artistica del primo Novecento. Le opere di Lovis Corinth, Francis Bacon, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Giuseppe Ducrot, Fausto Melotti e Umberto Boccioni offrono un’occasione unica al visitatore per cogliere il sorprendente dialogo tra due epoche lontane ma intimamente connesse sotto il segno dell’inquietudine formale ed esistenziale. 

200 capolavori – provenienti, tra gli altri, dall’Albertina (Vienna), dal Museo del Prado (Madrid), dai Musei Vaticani (Città del Vaticano), dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica (Roma), dalle Gallerie degli Uffizi (Firenze) e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli) – daranno vita a un percorso articolato in dieci sezioni, allestite negli spazi del Museo Civico San Domenico, in un viaggio che dal fascino dell’antico arriva fino alle risonanze contemporanee.

 Per informazioni: https://mostremuseisandomenico.it/

Guercino,Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di SanPietro)1618
olio su tela
Cento, Civica Pinacoteca Il Guercino

Pieter Paul Rubens e bottega, Caccia alle fiere1619-1620 ca
olio su tela
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica

Gian Lorenzo Bernini, Laocoonte sec. XVII (16201625) marmo
Roma, GalleriaSpada

Tanzio da Varallo, Davide con la testa di Golia1623-1625 ca.
olio su tela
Varallo, Palazzo dei Musei, Pinacoteca

Bernardo Strozzi, Natura morta con ortensie e rose in fiore in un vaso d'anfora 1633-1644
Olio su tela
Monaco, Maison d'Art

Carlo Maratti, Ritratto di Clemente IX (Rospigliosi, 1667-1669)1669
olio su tela
Città del Vaticano, Musei Vaticani

Umberto Boccioni, Sotto il pergolato a Napoli1914
olio e collage su tela
Milano, Museo del Novecento

Maria Baccio Bacci, Il figliol prodigo1925
olio su tela
Milano, Museo del Novecento

Giuseppe Ducrot, Busto di Vescovo 2024
terracotta invetriata
Proprietà dell'Artista



sabato 18 aprile 2020

SAN SEBASTIANO CURATO DAGLI ANGELI DI PIETER PAUL RUBENS

Pieter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli (1601-1602) - Galleria Corsini - Roma


Sebastiano, ufficiale dell’esercito romano convertitosi alla fede cristiana, fu condannato a morte durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Venne legato a un palo, o a un albero, e trafitto dalle frecce scagliate dai soldati, che poi lo abbandonarono agonizzante. Tuttavia la nobildonna romana Irene ne ebbe pietà e lo curò, ma secondo un’altra tradizione fu l’intervento miracoloso degli angeli a salvarlo. Sebastiano fu condotto nuovamente al cospetto dell’imperatore che ordinò di farlo flagellare a morte e di gettare il suo cadavere nella fogna cittadina, la Cloaca Maxima, affinché non potesse essere sepolto.

Il dipinto, realizzato da Rubens durante il suo primo soggiorno romano, presenta l’iconografia del santo curato dagli angeli: Sebastiano è al centro della scena, ormai quasi completamente libero dalle corde e dalle frecce, mentre sulla sinistra una stupenda armatura poggiata sul terreno ne ricorda la carriera militare. L’equilibrio della composizione, i rimandi alla classicità dell’antica Roma e la tavolozza dai toni caldi, oltre ai vivaci svolazzi dei panneggi, sono alcuni degli elementi più caratteristici del periodo italiano dell’artista fiammingo. (dal sito Galleria Corsini)



Autore: Pieter Paul Rubens (Singen 1577 - Anversa 1640)
Titolo: San Sebastiano curato dagli angeli
Supporto: Olio su tela
Anno: 1601 - 1602
Misure (cm.): 155,5 x 119,5
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

sabato 11 aprile 2020

COMPIANTO SUL CRISTO MORTO DI PIETER PAUL RUBENS

Photo by Massimo Gaudio
Peter Paul Rubens, Pianto sul Cristo morto (1602) - Galleria Borghese - Roma
 Nel dipinto Rubens fonde l'iconografia del compianto sul Cristo morto con quella della deposizione nel sepolcro, con Giuseppe d'Arimatea, la Madonna, san Giovanni Evangelista e la Maddalena che piangono l'evento. 
L'opera risale al primo soggiorno romano del pittore all'inizio del Seicento. La suggestione dell'antico si riflette nell'ara con scene di sacrificio, ma sopratutto nel forte rilievo scultoreo delle figure.
Verso la fine del XVIII, o all'inizio del seguente, l'opera è stata ingrandita su tutti i lati con l'aggiunta di strisce di tela forse per adattarla a una nuova cornice.
L'ultimo restauro (1986-1987) ha consentito il recupero delle raffinatissime cromie della tavolozza rubensiana e ha messo in risalto la straordinaria capacità dell'artista nel differenziare e graduare, tramite i colori, le consistenze e le qualità materiche, come per esempio il contrasto fra i diversi bianchi del marmo, del sudario e della veste della Maddalena. (da Galleria Borghese)





Autore: Pieter Paul Rubens (Siegen 1577 - Anversa 1640)
Titolo: Compianto sul Cristo morto
Supporto: Olio su tela
Anno: 1603 ca.
Misure (cm.): 180 x 157
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

Fontana della Botte

  © Photo by  Massimo Gaudio Pietro Lombardi, Fontana della Botte Quando si entra nella parte più antica del Rione Trastevere, si entra in u...