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lunedì 15 aprile 2024

MAUSOLEO OSSARIO GARIBALDINO

© Photo by Massimo Gaudio


Mausoleo Ossario Garibaldino

Il Mausoleo Ossario Garibaldino si trova sul colle Gianicolo, a pochi passi dalla Fontana dell'Acqua Paola, proprio sulla via dedicata a Giuseppe Garibaldi che, insieme a suo figlio Menotti, furono tra i promotori della legge per individuare il Gianicolo il luogo adatto per accogliere le spoglie degli eroici patrioti. Negli anni Trenta del '900, il figlio di Ricciotti Garibaldi, Ezio, riprese l'idea del nonno di creare un Mausoleo per accogliere i resti dei patrioti caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1848 al 1870. Il progetto per la realizzazione dell'opera fu affidato all'architetto Giovanni Jacobucci dal Governo che accolse la proposta di Ezio Garibaldi e si fece carico di tutte le spese. Fu solennemente inaugurato il 3 novembre del 1941 dopo due anni di lavoro.
L'area sacra che accoglie il Mausoleo si trova in quello che tra il 30 aprile e i primi giorni di luglio 1849 fu campo di battaglia tra i difensori della Repubblica Romana proclamata il 9 febbraio dello stesso anno e l'esercito Francese. Il Mausoleo è formato da un quadriportico in travertino con tre archi a tutto sesto per lato e al centro un'ara formata da un monoblocco di granito di Baveno. Il quadriportico è situato al termine di una scalinata in travertino dove ai quattro angoli si trovano altrettanti piedistalli con sopra un braciere in bronzo decorato con teste di lupa e sulle pareti dei piedistalli sono ricordati i luoghi delle battaglie più significative per la liberazione di Roma. Rappresentazioni allegoriche presenti in tutto il Mausoleo si ispirano alle antichità romane come la lupa, l'aquila imperiale, gli scudi e i gladi. 
Al Sacrario sottostante si accede attraverso una doppia rampa situata nella parte posteriore. Esso è composto da due ambienti: il primo è un vestibolo a doppia abside che accoglie varie lapidi. Da quest'ultimo si accede a una sala di forma quadrata con al centro un grande pilastro ricoperto da un mosaico d'oro. Sulle pareti sono incisi in nomi dei patrioti morti in battaglia tra i quali si trovano quelli di Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, Emilio Morosini, Luciano Manara, Enrico Dandolo, Edoardo Negri, Giacomo Venezian, Colomba Antonietti Porzi e Giuditta Tavani Arquati. 
Nella parete in fondo dietro la colonna centrale, si trova il sarcofago in porfido che accoglie le spoglie del poeta genovese e autore dell'Inno d'Italia Goffredo Mameli, ferito a morte nel 1849 all'età di 21 anni proprio sul Gianicolo.









L'ara

Il gladio

Il braciere in bronzo

Il Sacrario





La tomba di Goffredo Mameli

Gerolamo Induno, Ritratto di Goffredo Mameli (seconda metà XIX sec.)
Museo della Repubblica Romana


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

sabato 12 agosto 2023

FARO DEL GIANICOLO

© Photo by Massimo Gaudio


Il Faro del Gianicolo

Sul colle del Gianicolo nel rione Trastevere, si trova un faro tutto bianco costruito nel 1911 in occasione del cinquantenario della creazione del Regno d'Italia. Si deve la sua costruzione, grazie ai fondi raccolti dagli italiani emigrati in Argentina. Con questo monumento inaugurato il 19 Settembre di quell'anno, gli italiani d'Argentina vollero rendere omaggio all'Italia unita e alla sua capitale che, originariamente situata a Torino (1861-1865), poi a Firenze (1865-1870), finalmente venne trasferita a Roma dopo un breve conflitto con lo Stato Pontificio il 20 Settembre 1870).
Autore dell'opera è l'architetto Manfredo Manfredi (1859-1927) il quale fu chiamato anche per la costruzione dell'Altare della Patria a Piazza Venezia. Il faro è alto 20 metri e alla sua sommità c'è scritto
A - ROMA - CAPITALE - GLI - ITALIANI - D'ARGENTINA - MCMXI






Vi ringrazio.

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Massimo

MONUMENTO A GIUSEPPE GARIBALDI AL GIANICOLO

© Photo by Massimo Gaudio


Monumento a Giuseppe Garibaldi nel 1990

Nel Rione Trastevere si trova il Gianicolo, uno dei colli di Roma che non rientra tra i sette più famosi. Il colle fu campo di battaglia contro i francesi nel 1849 durante la Repubblica Romana, così in memoria degli eroi che combatterono per la liberazione di Roma, dopo l'Unità d'Italia questo luogo divenne un parco pubblico dove si trovano moltissimi busti eretti in loro onore. Nel punto più alto di esso, da dove si gode una bellissima vista su Roma,  si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi realizzato da Emilio Gallori e inaugurato il 20 Settembre del 1895 in occasione del 25° anniversario della presa di Roma nota anche come breccia di Porta Pia che fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia. Il monumento bronzeo alto più di 20 metri si trova ovviamente in piazza Giuseppe Garibaldi e raffigura l'eroe sopra un cavallo che poggia su un basamento in marmo decorato con gruppi bronzei raffiguranti episodi di battaglie garibaldine e le allegorie dell'Europa e dell'America.







Vi ringrazio.

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Massimo



MONUMENTO A CICERUACCHIO AL GIANICOLO (1907)

© Photo by Massimo Gaudio


Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio di Ettore Ximenes (1907)

Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX e i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli.
Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi e Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia contro l'esercito assediante francese nel 1849. Da vero patriota si diresse verso Venezia che ancora resisteva contro gli Austriaci, ma alcuni abitanti del posto ai quali Brunetti chiese aiuto per arrivare a Venezia, lo denunciano agli Austriaci che fucilarono lui, i figli Lorenzo e Luigi e altre persone alla mezzanotte del 10 Agosto dello stesso anno.
Nella Passeggiata del Gianicolo tra piazza Garibaldi e Porta San Pancrazio, si trova il monumento che Roma gli ha dedicato. In un primo momento si trovava nei pressi di Ponte Margherita per poi essere collocato nella posizione attuale nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. L'opera in bronzo realizzata dallo scultore palermitano Ettore Ximenes, fu inaugurata il 3 novembre del 1907, mostra Ciceruacchio fiero, che guarda dritto negli occhi il nemico mostrando il petto indicando di mirare al cuore, mentre ai suoi piedi c'è il figlio Lorenzo bendato e inginocchiato. L'altro figlio, Luigi, non è stato inserito perché scomodo, in quanto pare sia stato l'artefice della morte del ministro degli Interni del Governo Pontificio Pellegrino Rossi. Di lato a destra, nella parte alta della base marmorea c'è scritto: E. XIMENES SCOLPI' IN ROMA.





Vi ringrazio.

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Massimo

MONUMENTO A RIGHETTO, IL BAMBINO EROE DELLA REPUBBLICA ROMANA

© Photo by Massimo Gaudio


Monumento a Righetto

La Repubblica Romana che riuscì a scacciare via papa Pio IX da Roma non ebbe lunga vita, perché l'esercito francese di Napoleone III decise di andare in aiuto del papa, che nel frattempo si era rifugiato a Gaeta, per riportare il potere del papato a Roma. 
Sul Gianicolo adesso ci sono edifici di vario genere, ma cercate di immaginare quella zona verso la metà del XIX secolo, immaginate di vedere soltanto campi, vallate e colline, terreno ideale per sferrare un attacco. I francesi che sbarcano a Civitavecchia, si diressero direttamente verso Roma e giunti dove si trova Villa Pamphili, schierarono la loro batteria di cannoni e cominciarono a bombardare. La difesa della Repubblica Romana venne affidata a Giuseppe Garibaldi che riuscì ad avere un aiuto sia dai combattenti arrivati da varie parti dell'Italia, sia da combattenti arrivati da oltre confine e sia dal popolo romano. Tra i tanti popolani che presero parte alla resistenza, c'era il trasteverino Righetto, un orfano di padre e madre che per vivere faceva il garzone per un fornaio a Trastevere. Si dice che si presentò a Garibaldi con l'intento di combattere ma vista la sua giovane età, 12 anni, gli venne negata l'opportunità, allora per niente scoraggiato si mise a raccogliere le bombe sparate dai Francesi dopo averle disattivate. Per chi faceva questo tipo di "lavoro" veniva riconosciuta dalla Repubblica Romana una ricompensa perché quelle bombe, una volta riarmate, venivano a loro volta usate contro i Francesi stessi. Righetto, che era sempre accompagnato dalla sua inseparabile cagnolina Sgrullarella, era molto bravo in questo. In pratica quando arrivava una bomba, lui con uno straccio bagnato spegneva la miccia rendendola inoffensiva, purtroppo però il 29 giugno del 1949 mentre si trovava a Ponte Sisto nei pressi dell'attuale piazza Trilussa, non riuscì nella sua impresa e la bomba che aveva una miccia troppo corta per essere spenta scoppiò uccidendolo.
La sua morte non passò inosservata tra i garibaldini diventando così un eroe e il suo nome divenne famoso sia tra il popolo romano che tra gli aristocratici, tanto che il conte Litta, commissionò in suo onore nel 1851 allo scultore Giovanni Strazza, una scultura in marmo intitolata l'Audace che si trova nello scalone d'onore a Palazzo Litta di Milano. 
Il 9 febbraio del 2005 è stato inaugurato un monumento bronzeo a Righetto, copia di quello che si trova a Milano, collocato a qualche decina di metri dal Monumento a Giuseppe Garibaldi. La scultura rivolta verso quella di Garibaldi, raffigura Righetto con il braccio sinistro alzato affiancato dalla sua fedele Sgrullarella e sulla base in travertino c'è scritto:

A RIGHETTO

 GIOVANE TRASTEVERINO
 SIMBOLO DEI RAGAZZI
 CADUTI IN DIFESA DELLA GLORIOSA
 REPUBBLICA ROMANA DEL 1849






Vi ringrazio.

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Massimo




ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...