LA STANZA DELL'INCENDIO DI BORGO DI RAFFAELLO AI MUSEI VATICANI

Photo by Massimo Gaudio

Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Incendio di Borgo (1514-1517) - Musei Vaticani

Ai Musei Vaticani, optando per il percorso più lungo per arrivare alla Cappella Sistina, si passa attraverso quattro Sale chiamate Stanze di Raffaello. In queste Stanze si trovano vari affreschi realizzati principalmente da Raffaello Sanzio (Urbino 6 Aprile 1483 - Roma 6 Aprile 1520) e i suoi aiuti a partire dal 1508 e terminati dagli aiuti nel 1524 dopo la morte del Maestro. Costituiscono parte dell'appartamento pontificio, decorato principalmente durante il pontificato di papa Giulio II (1503-1513) e di papa Leone X (1513-1521) ed utilizzato dai loro successori fino a papa Gregorio XIII (1572-1585). La Stanza a cui si riferisce questo articolo, è l'ultima che s'incontra lungo il percorso e prende il nome da uno degli affreschi nei lunettoni, ossia Stanza dell'Incendio di Borgo, commissionata da papa Giulio II a Pietro Vannucchi detto il Perugino nel 1508, il quale però dipinse soltanto la volta. Le pareti invece furono dipinte da Raffaello tra il 1514 ed il 1517, in pieno pontificato di papa Leone X, il quale volle imprimere negli affreschi la sua politica ed anche il suo volto, riconoscibile in tutte e quattro le scene raffigurate.

Iniziamo proprio dalla scena intitolata Incendio di Borgo, dove viene raffigurato l'incendio divampato nell'anno 847 nel quartiere antistante la vecchia Basilica di San Pietro chiamato appunto Borgo. Nella rievocazione del terribile incendio, sono state raffigurate varie scene. Partendo da sinistra si vede un palazzo in fiamme da dove un uomo tenta di scappare lasciandosi cadere dal tetto, di fianco a lui una donna cerca di mettere in salvo un bambino ancora in fasce lanciandolo verso un uomo che dal piano strada è pronto a prenderlo. In basso a sinistra c'è la scena di un giovane uomo che porta in salvo un'anziano sulle proprie spalle e di fianco loro si trova un bambino. Questa scena rievoca la Fuga da Troia da parte di Enea che porta sulle spalle il padre Anchise ed il figlio Ascanio. Nella parte centrale del dipinto, sono raccolte in ginocchio alcune donne con i propri figli che si disperano, una di loro con le braccia alzate verso la Chiesa sembra chiedere un aiuto. Il papa (con il volto di leone X) dal canto suo, affacciato dalla loggia delle benedizioni, impartendo una benedizione solenne, estinse miracolosamente il fuoco salvando la chiesa ed il popolo. Nella parte destra dell'affresco si vedono uomini a donne che corrono portando acqua per spegnere il fuoco.














A destra dell'affresco sull'incendio di Borgo, si trova un'altro affresco dove viene raffigurata l'incoronazione di Carlo Magno nella vecchia Basilica di San Pietro da parte di papa Leone III la notte di Natale dell'800, costituendo così la fondazione del Sacro Romano Impero. Anche in questa scena, il volto del papa non è quello di Leone III, ma di Leone X e quello di Carlo Magno, molto probabilmente è stato sostituito con quello di Francesco I, alludendo così al concordato tra la Santa Sede ed il regno di Francia stipulato nel 1515. La scena totale si svolge molto semplicemente, ci sono i cardinali, i vescovi, i preti che assistono all'incoronazione. Nella parte sinistra, sopra la finestra, si vedono dei cantori che assistono anche loro all'incoronazione, mentre nella parte centrale, si trova un soldato con l'armatura in ginocchio che invita gli inservienti vestiti con vesti umili che richiamano l'antica Roma, a fare il loro lavoro con il dovuto silenzio visto il momento solenne.



Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Incoronazione di Carlo Magno (1514-1517) - Musei Vaticani



Nella parete a destra, troviamo un nuovo affresco che riguarda sempre un evento importante avvenuto nella vecchia Basilica di San Pietro. Anche qui, la scena è molto semplice e riguarda il giuramento di papa Leone III avvenuto il 23 Dicembre dell'800, il giorno prima dell'incoronazione di Carlo Magno. Questo fatto scatenò le ire dei nipoti del suo precedessore Adriano I, ma in risposta Leone III riaffermò che il vicario di Cristo è responsabile soltanto davanti a Dio. Come negli altri affreschi della sala, anche qui il volto del papa è di Leone X e la scena del giuramento si rifà all'affresco de La Messa di Bolsena presente nella Stanza di Eliodoro, una delle stanze precedenti del percorso. Tra i cardinali. i vescovi, nobili e guardie alla difesa del papa, è stato raffigurato anche Carlo Magno.



Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Giuramento di Leone III (1514-1517) - Musei Vaticani

La quarta parete ospita la Battaglia di Ostia. Nella rappresentazione pittorica, è stato raffigurato il momento in cui nel 849, le truppe al servizio di Leone IV, fronteggiarono e sconfissero i Saraceni che volevano saccheggiare Roma risalendo il fiume Tevere. Nella scena ancora una volta il volto di Leone IV è stato sostituito con quello di Leone X, il quale volle rappresentare con questo affresco, un incoraggiamento verso le crociate contro gli infedeli, che in questo affresco sono ritratti mentre vengono sottomessi dalle truppe papali. Nel resto della scena, sullo sfondo si vede la Rocca di Ostia, sita nel territorio dell'attuale Ostia Antica, poco prima della foce del Tevere. Oltre la Rocca, si vedono le navi (molte) dei Saraceni mentre vengono attaccate da quelle papali ed in una di esse si vedono i soldati che impugnano gli scudi crociati.

Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Battaglia di Ostia (1514-1517) - Musei Vaticani



Tutti e quattro gli affreschi di Raffaello, sono uniti nella volta della sala da altrettanti tondi affrescati da Pietro Vannucci detto Il Perugino (Città della Pieve 1448 - Fontignano 1523). Nei tondi sono rappresentati (partendo da quello sopra e poi in senso orario) Il Creatore in trono tra gli angeli e cherubini, Cristo come Sol Iustitiae e Cristo tentato dal demonio, la Santissima Trinità ed infine Cristo tra la Misericordia e la Giustizia. La stanza, sotto Giulio II fu utilizzata per riunirvi il più alto tribunale della Santa Sede, la Segnatura Gratiae e Iustitiae, presieduto dallo stesso pontefice, successivamente sotto il papato di Leone X divenne la camera da pranzo ordinaria e collegata ad essa si trovavano le cucine.

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Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Volta dipinta dal Perugini (1508) - Musei Vaticani

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