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lunedì 6 febbraio 2023

ANNIBALE CARRACCI, Gli affreschi della cappella Herrera

#artiebellezzeitaliane


Francesco Albani, Gli apostoli attorno al sepolcro vuoto della Vergine (1604-1605) Affresco staccato e trasferito su tela

Domenica 5 febbraio 2023, si è concluso il tour che si è svolto tra Spagna ed Italia durato circa undici mesi che ha interessato gli affreschi della cappella Herrera che si trovava all'interno della chiesa di San Giacomo degli Spagnoli in piazza Navona a Roma. La mostra aveva lo scopo di riunire gli affreschi e la pala d'Altare dislocati tra il Museo Nazionale del Prado di Madrid, il Museo Nazionale d'Arte della Catalogna di Barcellona e la chiesa di Santa Maria in Monserrato a Roma. Con la collaborazione tra i due musei spagnoli e la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma, è stato possibile allestire la mostra grazie anche ai recenti restauri delle opere che in alcuni casi erano state lasciate in uno stato precario di conservazione.
Tra il XV ed il XVII secolo, la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli è stato uno dei punti di riferimento per la nazione spagnola a Roma tanto che il banchiere castigliano Juan Enrìquez de Herrera che risiedeva nell'Urbe, nel 1602 diede mandato ad Annibale Carracci di curare le decorazioni della cappella funeraria fatta costruire all'interno della chiesa, per se e i suoi eredi, intitolandola al santo al quale attribuiva la miracolosa guarigione del figlio Diego. Il santo che visse nel XV secolo si chiamava Diego di Alcalà ed era un francescano descritto come un uomo semplice dalla vita priva di eventi clamorosi e fu canonizzato nel 1588.
L'artista che a quei tempi era molto noto ed aveva appena terminato di affrescare la Galleria di Palazzo Farnese, ideò l'insieme delle decorazioni e preparò i cartoni per gli affreschi con la collaborazione di Francesco Albani suo stretto collaboratore. I due iniziarono l'opera, ma purtroppo Carracci tra il 1604 ed il 1605 fu colpito da una grave malattia che gli impedì di procedere con i lavori che però furono portati a termine da Albani, sempre però sotto la supervisione del Carracci.
La chiesa per vari secoli si è mantenuta grazie alle offerte e lasciti da parte di spagnoli di Roma, ma gli stessi preferirono con il tempo l'altra chiesa a loro cara, quella di Santa Maria in Monserrato dove trasferirono anche la tomba del santo e gli arredi, Anche gli affreschi del Carracci tra il 1833 e il 1836 furono lì trasferiti e successivamente gli stessi furono divisi tra Barcellona e Madrid, mentre la pala dell'altare rimase a Roma.
La collaborazione tra i due Musei spagnoli e quello italiano, hanno fatto sì che le opere ritornassero al loro meritato splendore dopo un accurato studio, restauro e la conseguente rivalutazione delle stesse. Questo ha portato alla realizzazione del progetto di riunione della maggior parte degli affreschi dando vita al tour iniziato a Madrid, proseguito a Barcellona e terminato a Roma nelle sale di Palazzo Barberini dove a differenza delle precedenti esposizioni, è stato ricostruito il volume della cappella Herrera, in modo di avere la sensazione di entrare in quella che una volta li conteneva.
La mostra ha interessato due sale di Palazzo Barberini. Nella prima c'erano gli studi per la realizzazione degli affreschi, i progetti di Fernando Fuga per la realizzazione delle facciate della chiesa ed un dipinto riguardante piazza Navona di Gaspar van Wittel dove si vede la facciata della chiesa. Nella seconda sala è stata ricreata l'atmosfera adatta a contenere la cappella Herrera dove dapprima si viene accolti da due splendidi affreschi che come in origine si trovavano esterni alla cappella.
E' stata una bella esperienza.

Francesco Albani, Studio per il Padre Eterno (1604-1605) Penna e acquarello marrone

Francesco Albani, Studio per san Diego riceve l'elemosina (1604-1605) Penna e acquarello marrone

Francesco Albani, Studio per il ristoro miracoloso (1604-1605) Penna e acquarello marrone

Annibale Carracci (attr,), Studio di figura inginocchiata (inizio XVII sec.) Carboncino e gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Albani (?), Studio per san Paolo (XVII sec.) Matita rossa su carta

Ferdinando Fuga, Chiesa di san Giacomo degli Spagnoli, facciata su piazza Navona (1746) Penna inchiostro nero e bruno


Gaspar van Wittel, Veduta di Roma con Piazza Navona (1688-1721) Olio su tela


sopra: Annibale Carracci e Francesco Albani, Assunzione della Vergine (1604-1605)
sotto: Francesco Albani, Gli apostoli attorno al sepolcro vuoto della Vergine (1604-1605) Affreschi staccati e trasferiti su tela

La cappella Herrera verso l'altare maggiore

Il lato sinistro della cappella

Il lato destro della cappella

La volta

la volta

al centro: Annibale Carracci e bottega, San Diego intercede per Diego Enrìquez de Herrera (1606) Olio su tela
ai lati: Francesco Albani (o Giovanni Lanfranco) San Pietro e San Paolo (1604-1605) Affreschi staccati e trasferiti su tela

giovedì 8 aprile 2021

Francesco Albani alla Galleria Borghese

   © Photo by Massimo Gaudio


Francesco Albani, L'acconciatura di Venere (1616-1617)

Acquistato dal cardinale Scipione Borghese nel 1622, insieme agli altri tondi raffiguranti Venere nella fucina di Vulcano, Venere e Adone e Il trionfo di Diana, la serie celebra gli amori degli Dei che si risolvono con la vittoria finale della casta Diana su Venere.
Nel tondo, il primo della serie, Venere si specchia mentre le ninfe la acconciano; sull’albero e in terra i putti giocano con i pomi, il risveglio della natura annuncia l’arrivo della primavera, stagione degli amori. L’artista, nel dipingere le quattro tele, utilizzò come modelli gli stessi membri della sua famiglia: per Venere le due mogli e per i puttini i figli. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: L'acconciatura di Venere (la Primavera)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Francesco Albani, Venere nella Fucina di Vulcano (1616-1617)

La tela è la seconda della serie rappresentante il tema dell’amore raccontato attraverso le storie mitologiche di Venere e Diana, sovrapposte alle stagioni; ne fanno parte anche L’acconciatura di Venere, Venere e Adone e Il trionfo di Diana.
Qui è raffigurata Venere in visita all’officina di Vulcano dove si stanno forgiando le armi che serviranno alla dea per colpire i cuori indifesi. Sullo sfondo piccoli putti sono intenti a colpire un cuore, riportato sullo scudo appeso all’albero. Dall’alto delle nuvole la dea Diana, circondata dalle sue caste ancelle, osserva con sdegno la futile attività di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Venere nella Fucina di Vulcano (L'Estate)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Francesco Albani, Venere e Adone (1616-1617)

Il dipinto è il terzo della serie con le storie di Venere. Qui è raffigurato il giovane Adone che saluta per l’ultima volta l’amata Venere, vittima di suo figlio Cupido. Dall’alto del cielo il dio Marte, geloso della dea della Bellezza, prepara la vendetta: ordina ai cinghiali, nascosti nel bosco a destra, l’uccisione di Adone, la cui morte annuncia il prossimo declino di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Venere e Adone (L'Autunno)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Francesco Albani, Il trionfo di Diana (1616-1617)

Il dipinto, l’ultimo della serie con Le storie di Venere, venne acquistato dal cardinale Scipione Borghese nel 1622. Nell’opera i putti sono ormai addormentati, le ninfe di Diana sono riuscite a disarmarli e si apprestano a togliere dall’albero lo scudo, bersaglio dei loro giochi. La casta Diana domina la scena dall’alto; è lei la vincitrice sulla futile bellezza di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Il trionfo di Diana (L'Inverno)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Monumento a Giuseppe Gioachino Belli (1913)

© Photo by  Massimo Gaudio Monumento a Giuseppe Gioachino Belli (1913) Trastevere è da sempre considerato il rione più "romanesco"...