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venerdì 23 gennaio 2026

Giotto di Bondone - 2 opere

 © Photo by Massimo Gaudio


Giotto di Bondone  

(Colle di Vespignano Vicchio, 1267 – Firenze, 8 gennaio 1337)


Giotto di Bondone e aiuti, Trittico Stefaneschi (1320 ca) Tempera su tavola
Pannello centrale 178x89, Pannelli laterali 168x83, scomparti predella 45x83
Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano


Giotto di Bondone, Madonna con Bambino, Santi (1300) Tempera e oro su tavola, 91 x 334 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze


martedì 7 settembre 2021

La volta della Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto

Giotto, la volta della Cappella degli Scrovegni, Padova.


A cura di Manuela Moschin del blog www.librarte.eu
Benvenuti carissimi, nel centro storico di Padova si trova la celebre Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto, tra il 1303 e il 1305, su commissione di Enrico degli Scrovegni. Il pittore dipinse tutte le pareti dell’oratorio, seguendo un impianto decorativo ispirandosi ad Alberto da Padova, che era un teologo agostiniano. La decorazione fu trattata creando quattro fasce, in cui si trovano i pannelli dedicati al tema della salvezza: gli episodi di Gioacchino e Anna, di Maria, della vita e morte di Cristo, i monocromi dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale.
L’immagine che propongo riproduce la volta azzurra a botte, con le stelle a otto punte come simbolo dell’ottavo giorno, alludente all’eternità e alla perfezione. Il cielo stellato si sviluppa proiettando tre fasce decorative e dieci tondi. Nei tre archi Giotto ritrasse patriarchi e re dell'Antico Testamento. Dal cielo blu appaiono la Madonna col Bambino e il Cristo benedicente, otto Profeti, Santi e angeli. Sulla volta stellata il Cristo Pantocratore benedice gli astanti con il gesto della mano, tenendo intrecciati l’indice e il medio. Segno che esprime la doppia natura di Cristo, umana e divina. Il simbolo della Trinità fu simboleggiato unendo altresì il pollice, l’anulare e il mignolo.
In generale, il senso dell’opera si concentra sul significato relativo alle sofferenze di Cristo, che morì sulla croce per liberare i peccati dell’uomo. Secondo tale lettura, seguendo il suo esempio e meditando sull’accaduto, è possibile evitare le pene. Per questo motivo il committente Enrico Scrovegni si è fatto raffigurare dalla parte dei salvati, nel Giorno del Giudizio, mentre sta offrendo la Cappella alla Madonna.
La Cappella degli Scrovegni costituisce l’espressione della maturità artistica di Giotto, considerato il precursore del Rinascimento, poiché favorì la nascita di un linguaggio figurativo moderno. È la resa degli stati d’animo, rappresentati con un eccellente realismo e l’innovazione nell’uso della prospettiva, a far emergere le prime rivoluzionarie raffigurazioni tratte dalla vita reale.

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova.



sabato 15 febbraio 2020

GIOTTO E IL POLITTICO STEFANESCHI

Photo by Massimo Gaudio
Giotto di Bondone e aiuti, Trittico Stefaneschi (1320-1325) - Musei Vaticani - Pinacoteca
Nei Musei Vaticani e più precisamente nella seconda sala della Pinacoteca, posta al centro della stanza è collocata una splendida opera di Giotto di Bondone (Colle di Vespignano 1267 - Firenze 1337) più comunemente conosciuto come Giotto. L'opera, una tempera su legno, si intitola Trittico Stefaneschi, eseguito dall'artista toscano e dai suoi aiuti tra il 1320 ed il 1325. Prende il nome dal cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi che lo commissionò all'artista per essere collocato nell'altare maggiore della vecchia basilica di San Pietro in Vaticano. Il polittico è dipinto su i due lati per essere visto sia dai fedeli che da chi ufficiava la messa. Giotto inserì il committente all'interno del pannello centrale di uno dei due lati mentre dona a San Pietro il polittico (foto ingrandita).





Giotto di Bondone e aiuti, Trittico Stefaneschi (1320-1325) - Musei Vaticani - Pinacoteca


venerdì 23 agosto 2019

Recensione del Romanzo Storico "La Moglie del Santo" di Corrado Occhipinti Confalonieri e gli Affreschi di Giotto




Recensione del Romanzo Storico "La Moglie del Santo" di Corrado Occhipinti Confalonieri e gli Affreschi di Giotto. Minerva Edizioni. 

A cura di Manuela Moschin

"La moglie del Santo" di Corrado Occhipinti Confalonieri è un libro assolutamente straordinario! Un romanzo decisamente insolito ricco di spunti di riflessione che inondano il lettore di suggestioni che elevano l'anima. Il racconto è nato da un'idea piuttosto originale che l'autore ha sviluppato scavando nella memoria dei suoi antenati, poiché è incentrato sulla storia di San Corrado Occhipinti Confalonieri del quale lo scrittore è il discendente diretto, appartenente alla nobile casata dei Confalonieri.
Egli è uno storico, nonché un grande autore di saggi e riviste specializzate, che si è ispirato alla vita del Santo, ricostruendo una storia alquanto commovente, quella del giovane cavaliere Corrado e della moglie Eufrosina. 
Gli sposi, sebbene furono uniti mediante un matrimonio combinato da famiglie nobili, scoprirono di amarsi a vicenda. In seguito, un fatto sorprendente cambiò la vita dei due giovani che li segnò profondamente. 
Si tratta, dunque, di una biografia romanzata ambientata a Piacenza nel 1300, quando imperversarono le lotte per la conquista del potere e si diffuse la peste. 
Si tratta di un testo illuminante che vi consiglio vivamente per i bellissimi dialoghi, per le continue frasi toccanti, per i messaggi profondi che stimolano il lettore a meditare sul significato dei piccoli gesti quotidiani a favore dei più sofferenti e sull'importanza dell'amore che in finale vince sempre. 
L'autore ha intitolato il romanzo "La moglie del Santo" poiché Eufrosina ebbe un ruolo fondamentale sulla sorte del marito. Ho ammirato molto questa donna forte e nello stesso tempo dotata di un animo sensibile che decise di entrare in convento e prendere i voti per diventare Suor Giovanna. Un grande gesto d'amore che permise a Corrado di seguire la sua vocazione, quella scintilla divina che era deposta nel suo cuore si è manifestata in tutta la sua grandezza. 
"Penso che l'uomo, quando ha la presunzione di conoscersi, sia in realtà immerso in un grande caos, privo di un ordine precostituito. Rischia così di vagare nell'universo senza nessuna certezza. Lo paragono a una mosca che, libera nel vuoto, sbatte la testa contro ostacoli immaginari. Cambia direzione ma senza mai trovare la sua strada. In realtà può raggiungere la salvezza solo se si affida con volontà assoluta all'amore divino rinunciando al proprio io".
Riflettendo su questa frase carica di forza espressiva, come del resto lo sono molte altre presenti nel libro, mi rendo conto che non sia stato semplice riuscire a interpretare i pensieri e i sentimenti di un santo che ha dedicato la sua vita all'amore per il prossimo. 
Lo scrittore ha dato un eccellente significato teologico e mistico dell'accaduto, creando altresì un inno all'amore. 
Leggere questo romanzo significa viaggiare nel tempo per addentrarsi in una coinvolgente testimonianza di fede, di forza e di coraggio.
Congratulazioni Corrado! E' stato stupendo leggerti! 

"Le Storie di San Francesco" di Giotto di Bondone (Colle di Vespignano, 1267 ca. - Firenze, 1337) della Basilica di San Francesco ad Assisi 

Racconta l'autore Corrado:

Quando ti sentirai pronto, vai a vedere, anzi a leggere, gli affreschi della basilica superiore di Assisi ispirati alla realtà francescana di oggi. Capirai molte cose. Anche su di te. 

Lo scrittore Corrado Occhipinti Confalonieri ha citato nel suo romanzo gli affreschi della basilica di San Francesco  ad Assisi dove tra le varie opere si trova anche il ciclo delle "Storie di San Francesco" che fu realizzato tra il 1290 e il 1295 da Giotto, uno degli artisti più importanti della pittura italiana del Trecento. 
Anche se l'attribuzione a Giotto rimane tutt'oggi incerta gli studiosi ritengono sia un'opera del maestro per le scene alquanto realistiche e per la padronanza sull'uso della prospettiva. 
Le opere comprendono ventotto episodi che sono stati ricavati dalla Legenda Major scritta da San Bonaventura tra il 1260 e il 1263, contenente la biografia di San Francesco.
Essi sono inquadrati in cornici suddivisi in gruppi di tre per ogni campata, a eccezione della prima dove ce ne sono quattro. La sequenza narrativa rispetta l'ordine cronologico di esecuzione.
Iniziando dal transetto le Storie di Francesco narrano la vita del Santo dalla sua adolescenza fino alla morte. 
Fin dalle sue origini la pittura di Giotto veniva considerata l'inizio della modernità: "Giotto rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno". E' così che si espresse Cennino Cennini nel suo Libro dell'Arte scritto nel 1390. Ciò testimonia la grande evoluzione artistica dovuta alla rottura con gli schemi greco-bizantini. Un nuovo naturalismo trecentesco e un senso realistico dell'arte italiana ed europea favorirono un grande rinnovamento artistico.
Ma in cosa consiste questa innovazione? La cultura artistica bizantina era caratterizzata da immagini solenni prive di profondità. Le figure erano ieratiche, ossia statiche,  i personaggi erano posti tutti sullo stesso piano e su uno sfondo dorato. Ecco un esempio evidente rappresentato nel mosaico di San Vitale di Ravenna.
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"Giustiniano e la sua corte"  Basilica di San Vitale Ravenna (prima metà del VI secolo) 


Osservando gli affreschi di Giotto invece possiamo notare che l'artista pose maggiore attenzione alla realtà circostante, dando rilievo al paesaggio nel quale i personaggi si muovono e dialogano. 
Giotto non desiderò rappresentare Francesco come un santo dalla figura astratta, ma come un uomo reale lontano dalle figure bizantine, sintetizzando in ventotto dipinti la sua vita e le sue opere. Francesco viene descritto in mezzo alla sua gente, all'interno di spazi architettonici e ambienti naturali tridimensionali ottenuti tramite l'uso della prospettiva "intuitiva" e del chiaroscuro. Egli ha raffigurato le scene simulando un loggiato e inserendo paesaggi rocciosi, alberi, case e mura merlate attraverso una resa plastica dell'immagine. 
Se ci si sofferma ad ammirare i volti e i gesti delle figure si ha la sensazione di entrare in dialogo con il Santo e di percepire la ricchezza dei suoi messaggi. 
I corpi hanno una grande naturalezza e la resa della profondità spaziale ha anticipato le ricerche prospettiche del Quattrocento. Da notare la scomparsa del fondo dorato che è stato sostituito da un fondo azzurro, creando nell'insieme un effetto più realistico attraverso un armonioso accordo dei colori. Giotto ha approfondito il percorso intrapreso da Cimabue che probabilmente fu suo maestro, raffigurando i santi e i religiosi senza trasfigurarli in chiave simbolica, donando loro una forte espressività attraverso la sua capacità di dare umanità alle figure.

Alcuni episodi tratti dal catalogo completo dedicato a Giotto di Sandrina Bandera Bistoletti contenenti la traduzione della didascalia latina tratta dalla Legenda Major di San Bonaventura che ne spiega la scena. 


"San Francesco onorato da un uomo semplice" 

"Un uomo semplice di Assisi stende le vesti per terra dinanzi al Beato Francesco e rende onore al suo passaggio. Afferma, si crede per ispirazione divina, che Francesco stia per compier cose grandiose, e perciò deve essere onorato da tutti".


Basilica superiore di San Francesco Assisi - "San Francesco onorato da un uomo semplice" 

"Il dono del mantello" 

"Quando San Francesco incontrò un cavaliere nobile, ma povero e malvestito, commosso per la sua povertà si tolse immediatamente il manto e lo rivestì. La città sullo sfondo in alto è stata identificata con Assisi."

Basilica superiore di San Francesco Assisi - "Il dono del mantello"


"Il sogno del Palazzo pieno d'armi"

"La notte seguente mentre dormiva, vide in sogno un grande e splendido palazzo con tante armi recanti il segno della croce, e chiedendo di chi fossero, la voce divina rispose che erano destinate a lui e ai suoi cavalieri". 

Basilica superiore di San Francesco Assisi - "Il sogno del Palazzo pieno d'armi"


"Colloquio con il crocifisso di San Damiano"

"L'edificio raffigura la chiesa distrutta di San Damiano, e la croce qui dipinta da Giotto riproduce quella che veramente parlò a San Francesco, oggi conservata in Santa Chiara in Assisi." 

Basilica superiore di San Francesco Assisi - Colloquio con il crocifisso di San Damiano"

"La rinuncia agli averi"

"Nelle figure dipinte in secondo piano sono state notate alcune cadute del livello qualitativo dovute al possibile intervento di aiuti attivi sotto la guida del maestro. 

Basilica superiore di San Francesco Assisi - "La rinuncia agli averi"


"Il sogno di Innocenzo III"

"Nelle versioni più antiche di questo soggetto il santo era presentato in atto di reggere l'edificio con tutta la schiena. L'innovazione iconografica è stata giudicata dal Bellosi come un modo per rendere la figura di San Francesco più dignitosa e nobile, in linea quindi con la politica "conventuale" di Innocenzo IV."
Basilica superiore di San Francesco Assisi - "Il sogno di Innocenzo III"

Sinossi del Romanzo Storico "La moglie del Santo" di Corrado Occhipinti Confalonieri


Il discendente di san Corrado Confalonieri (1290-1351) santo patrono di Noto, narra la vita del suo avo e della moglie Eufrosina, di cui si sapeva molto poco.
Piacenza, prima metà del Trecento. La città è martoriata dalle lotte tra le fazioni cittadine. Impegnato nella conquista del potere, il nobile guelfo Tommaso Confalonieri favorisce il matrimonio del figlio Corrado con Eufrosina Vistarini, di famiglia ghibellina alleata alla stirpe emergente dei Visconti di Milano. 
Nei primi anni Corrado è un marito apatico e sfuggente, sembra interessato solo agli svaghi, fino a quando un suo tragico errore mette a repentaglio la sopravvivenza di tanti concittadini e il buon nome del casato. Sopraffatto dai sensi di colpa, Corrado ha una crisi mistica e medita di dare una rivoluzionaria svolta alla sua esistenza. Ed è in questo momento che l'amore di Eufrosina si rivela grande e indispensabile. Sarà lei a incoraggiarlo, a dargli forza per il nuovo progetto di vita, e a rendersi a sua volta disponibile a un enorme sacrificio.
L'incredibile vita di san Corrado ha toccato il cuore del suo omonimo, ultimo discendente Corrado Occhipinti Confalonieri, che ha ricostruito le sorprendenti tappe di questa storia d'amore carnale e spirituale, coniugando la precisione dello storico con l'affettuosa commozione.

Chi è Corrado Occhipinti Confalonieri?


CORRADO OCCHIPINTI CONFALONIERI è nato a Milano nel 1965. Laureato in Scienze politiche con tesi in storia del Risorgimento ha preso la specializzazione in Diritto ed economia dell'Unione europea. E' autore di un saggio sul Circolo dei nobili fra ancien régime e liberalismo ("Il Risorgimento", 1992, 1) e di uno sul progetto di Unione franco britannica del giugno 1940 ("Rivista di studi politici internazionali", 2018, 4). Finalista del concorso letterario Un giorno di Joyce indetto dal "Corriere della sera", collabora con il mensile "Medioevo" e altri periodici su argomenti storici. Si occupa anche di divulgazione storica e novità librarie sui social (Instagram e Facebook) dove riscuote un ampio seguito. La moglie del santo è il suo primo romanzo. 

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Titolo: LA MOGLIE DEL SANTO 
Autore: Corrado Occhipinti Confalonieri
Storia - romanzo storico
14 x 21 cm - 368 pagg + cop. in brossura con bandelle
Editore: Minerva Edizioni

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