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Visualizzazione dei post con l'etichetta Galleria Borghese

L'Annunciazione Malchiostro di Tiziano e il "terzo piede"

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  © Photo by Massimo Gaudio TIZIANO VECELLIO Annunciazione Malchiostro (1520) Olio su tavola, 210 x 176 cm Cattedrale di San Pietro, Treviso Nell'Annunciazione di Tiziano conservata nella Cappella Malchiostro del Duomo di Treviso, datata intorno al 1520, l'angelo presenta quello che a prima vista sembra un terzo piede. Non si tratta di un errore di Tiziano, ma di una conseguenza della sua storia materiale. L'opera, nella sua forma originale, era più ampia di quanto lo spazio dell'altare potesse accogliere. Per farla entrare nella cappella, la tela fu tagliata e adattata. In questa operazione andò perduto parte dell'appoggio originale dell'angelo. Per ricomporre l'equilibrio della figura in corsa, fu aggiunto in un secondo momento un piede più interno rispetto alla composizione iniziale. Quello che vediamo oggi è quindi la sovrapposizione di tre elementi: il piede originale di Tiziano, la traccia del piede tagliato che traspare ancora sotto la pittura, e il p...

GALLERIA BORGHESE | TIZIANO. Dialoghi tra Sacro e Profano | Fino all'8 dicembre 2026

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© Photo by Massimo Gaudio Galleria Borghese presenta   TIZIANO Dialoghi tra Sacro e Profano a cura di Maria Giovanna Sarti   In occasione del 450° anniversario della morte dell’artista , un dialogo inedito tra l’ Annunciazione di Treviso e le opere di Tiziano conservate alla Galleria Borghese   20 ottobre – 8 dicembre 2026 TIZIANO VECELLIO Annunciazione Malchiostro (1520) Olio su tavola, 210 x 176 cm Cattedrale di San Pietro, Treviso Dal 20 ottobre all’8 dicembre 2026 , la Galleria Borghese presenta Tiziano. Dialoghi tra Sacro e Profano , La Galleria Borghese incontra l’ Annunciazione della cattedrale di Treviso , a cura di Maria Giovanna Sarti , una nuova mostra dossier che mette per la prima volta in dialogo l’ Annunciazione di Tiziano, proveniente dalla cattedrale di Treviso , con i dipinti dell’artista conservati nella collezione permanente del museo .   Il progetto nasce nell’ambito delle iniziative per il 450° anniversario della morte di Tiziano e si inse...

Federico Barocci detto il FIORI - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Federico Barocci detto il Fiori (Urbino, 1528/1535 – Urbino, 30 settembre 1612) Federico Barocci è una figura centrale per comprendere l'evoluzione della pittura italiana tra Cinquecento e Seicento. Nato a Urbino nel 1535 e attivo fino al 1612, si forma in una città di grande cultura figurativa, a contatto con l'eredità di Raffaello. Questa origine è importante perché segna fin dall'inizio il suo modo di dipingere: grande attenzione al disegno, alla grazia delle figure e all'equilibrio della composizione. Quello che rende il suo linguaggio davvero personale è il modo in cui tratta il colore e la luce. Lavoro con una tavolozza molto chiara, fatta di toni pastello, di rosa, di azzurri e di gialli delicati. La luce non è mai violenta, ma avvolge le figure in modo morbido, creando un'atmosfera sospesa e intima. Anche dal punto di vista tecnico è molto rigoroso: prepara le sue opere con un numero enorme di disegni preparatori, studi di teste, d...

Jusepe de Ribera detto SPAGNOLETTO - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Jusepe De Ribera detto SPAGNOLETTO (Xàtiva, 17 febbraio 1591 – Napoli, 2 settembre 1652) Jusepe de Ribera è noto per il suo modo diretto e potente di raccontare l'essere umano. È nato in Spagna nel 1591 e si è trasferito giovanissimo in Italia, stabilendosi poi a Napoli, che all'epoca era sotto il dominio spagnolo. Lì è diventato uno degli artisti più richiesti del suo tempo, tanto da essere conosciuto da tutti come Lo Spagnoletto . Il suo linguaggio è quello del Barocco più intenso. Lavora molto sulla luce: illumina i corpi con una luce forte e tagliente che fa emergere ogni dettaglio dal buio. I suoi soggetti non sono mai idealizzati. Che dipinga un santo, un martire o un filosofo, lo rappresenta come una persona vera, con la pelle segnata, le mani forti, lo sguardo vissuto. Quello che colpisce di più nel suo lavoro è la capacità di unire realismo e spiritualità. Nelle sue opere c'è sofferenza, ma anche una grande dignità. Non cerca la bellezza ...

Domenico Zampieri detto DOMENICHINO - 21 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Domenico Zampieri detto Domenichino (Bologna, 21 ottobre 1581 – Napoli, 6 aprile 1641) Domenichino Zampieri si forma inizialmente presso Denijs Calvaert e poi entra nella bottega dei Carracci, in particolare di Annibale e Agostino. Dalla scuola bolognese eredita l'importanza del disegno preparatorio, lo studio dal vero e il costante riferimento ai grandi maestri del Rinascimento, su tutti Raffaello. È una base classica che lo accompagnerà per tutta la vita. Intorno al 1602 si trasferisce a Roma, dove si svolge la parte più importante della sua carriera. Qui entra subito in contatto con il grande cantiere artistico del tempo. A differenza di molti suoi contemporanei, che puntano tutto sull'effetto scenografico e sul forte contrasto di luci e ombre, Domenichino compie una scelta diversa e molto consapevole: cerca l'ordine, la misura e la chiarezza. Il suo stile classico barocco, si riconosce facilmente. Le composizioni sono sempre molto studiate e b...

Agnolo di Cosimo detto BRONZINO - 14 opere

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  © Photo by Massimo Gaudio Agnolo di Cosimo detto Bronzino (Monticelli di Firenze, 17 novembre 1503 – Firenze, 23 novembre 1572) Agnolo Bronzino , al secolo Agnolo di Cosimo di Mariano, è una delle personalità più lucide e rappresentative del Manierismo fiorentino maturo. La sua formazione avviene nella bottega di Pontormo, di cui è allievo prediletto e collaboratore. Da lui apprende il primato del disegno, il gusto per le forme allungate e per una composizione sofisticata, ma se ne distacca presto sul piano espressivo. Dove Pontormo è inquieto e visionario, Bronzino cerca equilibrio, controllo intellettuale e perfezione formale. La svolta decisiva della sua carriera è l'ingresso alla corte di Cosimo I de' Medici intorno al 1539. Come pittore ufficiale dei Medici, Bronzino non è solo un artista, ma un vero costruttore dell'immagine del potere. Il suo compito è codificare, attraverso la pittura, l'idea di una nuova aristocrazia colta, autorevole e inavvicinabile. È prop...