mercoledì 18 febbraio 2026

Mausoleo di Augusto

© Photo by Massimo Gaudio

Mausoleo di Augusto

Finalmente dopo tantissimi anni di abbandono, è stato deciso di riaprire il Mausoleo di Augusto ma soltanto dopo aver effettuato i lavori di consolidamento e di ammodernamento.
Per un breve periodo è stato possibile visitarlo ma è terminato nel giugno del 2022. Io ho avuto la fortuna di poterlo visitare nel mese di aprile del 2022, quindi poco prima dell'attuale chiusura, necessaria per l'avanzamento dei lavori e per la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore.
In quell'occasione la visita si è svolta attraverso l'ausilio di una guida. La visita si è sviluppata attraverso il percorso in quel momento visibile e che in futuro non lontano verrà ampliato e migliorato in modo che tutti possano godere di questa meravigliosa opera, infatti, visto che la visita avviene su più livelli, verrà messo a disposizione un ascensore utile per il superamento delle barriere architettoniche. Nella fase attuale il Mausoleo sta vivendo un restauro molto importante che prevede il consolidamento di tutta la struttura e successivamente ci sarà la valorizzazione con la costruzione di una zona verde perimetrale lungo l'anello esterno e persino sale multimediali per far conoscere meglio la vita di questa opera straordinaria. Personalmente quello che ho visto l'ho trovato molto interessante, perché è come far parte (in parte) della vita che ogni giorno gli archeologi vivono all'interno di quelle zone dove il pubblico non può accedere. Il monumento in questa fase è spoglio e solo alcuni luoghi sono stati restaurati in modo definitivo con la creazione di coperture in vetro. Purtroppo i cipressi visibili nelle fotografie nell'articolo sono stati abbattuti.

La storia del Mausoleo parte dal 28 a.C. quando Ottaviano volle creare quella che sarà la tomba per sé e per la sua famiglia in un luogo che allora si trovava fuori dal centro abitato, stretto tra il fiume Tevere e l'antica via Flaminia.
Dopo la battaglia di Azio nel mare della Grecia contro la flotta di Antonio e Cleopatra, Ottaviano ricevette il titolo di "Augusto" e con la costruzione di questo e altri edifici e monumenti sacri come l'Ara Pacis Augustae, ha voluto dichiarare la sua assoluta fedeltà al popolo romano e alla città che sarebbe diventata la capitale dell'impero romano.
Il Mausoleo di Augusto è la più grande tomba circolare del mondo, ha un diametro di circa 87 metri (il tamburo del Mausoleo di Adriano, oggi Castel Sant'Angelo, è di 64 metri) ed era formato da una complessa planimetria con muri anulari concentrici che via via durante la costruzione sviluppata in altezza, si appoggiavano addosso a un cilindro centrale cavo alto circa 40 metri utilizzato per contenere l'urna con le ceneri di Augusto.
Al Mausoleo si accedeva da una apertura che si affacciava a sud e attraverso l'imponente Dromos da cui seguendo un percorso di corridoio, si arriva alla camera sepolcrale completamente ricostruita il secolo scorso, dove erano conservati i contenitori d'urna marmorei con le ceneri degli imperatori della dinastia Giulio-Claudia e i loro familiari (Marcello, Agrippa, Druso, Lucio, Caio, Germanico, Livia, Agrippina, Tiberio, Claudio, Vespasiano, Nerva, Giulia Domna).
Alla fine dei lavori per la sua costruzione, il monumento doveva apparire come un grande tumulo ricoperto di terra simile a quelli Etruschi dove all'apice, poggiata sopra al cilindro centrale, era posta una statua in bronzo dorato alta circa 5 metri che doveva essere come la copia bronzea che si trova in via dei Fori Imperiali.
La tomba fu utilizzata per più di un secolo, però quando i successivi imperatori utilizzarono forme diverse di sepoltura, il Mausoleo fu via via lasciato andare in uno stato di abbandono durato quasi un millennio, anche grazie alla fine dell'impero romano.
Nel Medio Evo, parliamo del XII secolo, la famiglia Colonna effettuò dei lavori di fortificazione trasformandolo in un castello eleggendolo a loro residenza, ma nel secolo successivo, precisamente nel 1241, papa Gregorio IX li cacciò distruggendo il castello. Fu così che in un nuovo stato di abbandono, il Mausoleo subì una forte razzia dei marmi che furono saccheggiati e riutilizzati per la costruzione di case e monumenti. La distruzione fu tale da permettere la nascita di orti cittadini.
Una rinascita del Mausoleo si deve a monsignor Soderini che nel 1546 ne acquistò i resti trasformandolo in un giardino pensile all'italiana. Durante la costruzione, le aiuole furono collocate seguendo il disegno della struttura originale, creando così cerchi concentrici interni alla struttura, arricchendola con il collocamento di una sessantina di marmi antichi acquistati sul mercato dell'antiquariato. Tra il XVII e XVIII secolo la proprietà cambiò e pian piano la collezione dei marmi furono venduti e uno di quei marmi fu acquistato da Marcantonio Borghese per poterlo sistemare all'interno del Tempio di Esculapio che si trova al laghetto di Villa Borghese.
Nel corso degli ultimi 250 anni, il Mausoleo di Augusto ha vissuto periodi altalenanti dove la bellezza del giardino Soderini fu trasformata dal nuovo proprietario, il marchese portoghese Benedetto Correa de Sylva (1751), nella "giostra della bufala" una sorta di corrida spagnola, e dove inoltre era possibile ammirare fuochi d'artificio.
Qualche anno più tardi, nel 1788, cambiò di proprietà passando al marchese Francesco Saverio Vivaldi Armentieri che continuò a utilizzarlo per spettacoli, che continuarono anche con i successivi proprietari come lo Stato Pontificio prima e il Regno d'Italia poi. Nei primi quattro decenni del Novecento, il Mausoleo divenne una sala per concerti che prese il nome di Auditorium dell'Augusteo fino a quando, sotto il periodo fascista, si decise di riportarlo al suo antico splendore.
Il piano regolatore dell'area prevedeva la demolizione delle costruzioni che erano state addossate al monumento e anche il suo isolamento dal resto degli edifici quindi si decise di allargare l'area intorno con la demolizione di ulteriori edifici. I lavori che iniziarono agli inizi degli anni trenta, ebbero un'accelerata in vista delle celebrazioni previste per il 1938 per il bimillenario della nascita di Augusto. I lavori in parte terminarono in quell'anno in contemporanea con la ricomposizione dell'Ara Pacis, giusto in tempo per le celebrazioni. Purtroppo per via dell'inizio della seconda guerra mondiale i lavori di ultimazione che riguardavano sia il monumento che l'area circostante vennero sospesi e riavviati soltanto nel 1952 per l'ultimazione definitiva, ma da lì a poco la tomba di Augusto sarà di nuovo abbandonata.
Dal 2016 il Mausoleo è di nuovo ritornato attivo grazie ai lavori di restauro conservativo che stanno mettendo in risalto la struttura di questo meraviglioso monumento.



Veduta del Dromos



Interno

Accesso alla camera sepolcrale

La camera sepolcrale



l'iscrizione funeraria di Marcello e Ottavia

Contenitore d'urna marmoreo

Una delle camere trapezoidali nel livello superiore

Una delle zone restaurate con copertura in vetro

Una delle camere trapezoidali nel livello inferiore. Da notare le linee orizzontali che segnano il progressivo sviluppo del muro in altezza. Per il consolidamento della struttura, la camera veniva riempita di terra fino al massimo del muro fino a quel momento costruito, dopodiché il muro veniva rialzato nuovamente e nuovamente riempito di terra e così via, creando strati diversi, visibili appunto dalle linee orizzontali.


La camera posta sopra il Dromos

L'interno del Mausoleo nella parte alta


L'esterno del Mausoleo con i cipressi cresciuti sull'anello esterno

La base dell'anello esterno

Statua di Augusto in via dei Fori Imperiali

Statua di Esculapio a Villa Borghese


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 17 febbraio 2026

Gian Lorenzo Bernini - 15 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Gian Lorenzo Bernini  

(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)

Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto in età matura (1630-1635) 
Olio su tela, 53 x 43 cm, Galleria Borghese, Roma
Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto giovanile (1623)
Olio su tela, 39 x 31 cm, Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di fanciullo (1638) 
Olio su tela, 33 x 28 cm, Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, David con la testa di Golia (1623 ca)
Olio su tela, 75 X 65 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Papa Urbano VIII (1631-1632)
 Olio su tela, 70 X 65 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Faccia grottesca (1630 ca)
Sanguigna su carta, 19,7 × 20,2 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Faccia grottesca (1630 ca)
Sanguigna su carta, 17,4 × 19,4 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, attr., Testa di giovane (1635 ca)
Olio su tela, 78,5 x 61,5 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di giovane (1629-1630 ca)
 Olio su tela, 45,5 x 28,8 cm, Collezione privata

Gian Lorenzo Bernini, I santi Andrea e Tommaso apostoli (1627)
Olio su tela, 61,5 x 85,4 cm, The National Gallery, Londra

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Sisinio Poli (1638)
Gesso nero - rosso e bianco su carta vergata, 27 x 20,7 cm, The Morgan Library & Museum, New York

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il coronamento del Baldacchino di San Pietro (1631 ca)
Penna, inchiostro matita rosa e nera su carta avorio, 26,5 x 36 cm
ALBERTINA Museum, Graphische Sammlung, Vienna

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il San Longino (1629 ca)
Gesso rosso su carta, 27,5 x 37 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Studi per il San Longino (1629 ca)
Penna e inchiostro bruno su grafite, 18,5 x 25,5 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf

Gian Lorenzo Bernini, Studi per Palazzo Barberini (1629)
Gesso rosso su carta, 25 x 38,5 cm, Museum Kunstpalast, Stiftung der Kunstakademie, Düsseldorf


Fontana delle Palle di Cannone

© Photo by Massimo Gaudio

Fontana delle Palle di Cannone

Di fronte a Borgo Pio nel Rione Borgo tra Castel Sant'Angelo e il Vaticano a pochi metri dal passetto di Borgo, si trova addossata al muro dell'università LUMSA la Fontana delle Palle di Cannone realizzata in travertino nel 1927 da Pietro Lombardi. Tra i due catini che raccolgono l'acqua che fuoriesce da due cannelle posizionate all'interno dell'arco a tutto sesto in travertino e mattoni, si trova una piramide di palle di cannone che richiamano il vicino Castello per secoli utilizzato come fortezza dalla Chiesa. Al centro delle palle di cannone spunta un mascherone dal quale fuoriesce l'acqua che va a finire in una vasca a livello base che veniva utilizzata come abbeveratoio per cavalli. Sulla parte superiore dell'arco incastonato tra i mattoni campeggia lo stemma comunale.








Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

lunedì 16 febbraio 2026

GIAN LORENZO BERNINI: I busti in mostra a Palazzo Barberini

© Photo by Massimo Gaudio

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Costanza Piccolomini Bonarelli (1636-1637)
Marmo, 74 x 64 cm, Museo Nazionale del Bargello, Firenze

Fino all'inizio del 600 e in realtà ancora per grande parte di quel secolo, i busti ritratto in marmo, con l'eccezione di quelli papali, erano quasi sempre commissionati per i monumenti funebri, avendo una funzione commemorativa (Il bianco marmo li rendeva eterni, privi della vividezza di quelli dipinti) di conseguenza erano destinate alle chiese. I busti scolpiti dal giovane Bernini non facevano eccezione in questo senso, ma la straordinaria capacità delle dell’artista di conferire naturalezza e verosimiglianza ai suoi ritratti marmorei - Di rivaleggiare, insomma, con la pittura - Sollecitò Francesco Barberini a fare una scelta del tutto inedita. Il Cardinale, nipote di Urbano VIII, verosimilmente di concetto con lo zio, intorno al 1627 maturò infatti il progetto di mettere insieme una serie di busti commemorativi di Barberini che, a quella data, erano già scomparsi; egli prelevò persino dalla Cappella della famiglia in Sant'Andrea della Valle quelli dei genitori del pontefice insieme a due dei punti che Bernini aveva scolpito insieme al padre nel 1618 (andati perduti). Venne così costruita una serie di ritratti sì commemorativi, ma pensati per ornare una galleria, nella fattispecie quella del Palazzo della Cancelleria dove Francesco Recideva dopo la morte del cardinale quei busti approdarono a Palazzo Barberini. Gian Lorenzo lavorò a quell'impresa mentre portava avanti i lavori titanici nella crociera della Basilica di San Pietro, per questo in più occasioni si servì dell'aiuto di Giuliano Finelli, il suo migliore allievo, che da lì a poco sarebbe divenuto il suo maggiore rivale proprio nella ritrattistica.
Mai, fino ad oggi questi busti erano riuniti (quasi tutti) in una mostra, ne erano rientrati insieme. tra le mura di Palazzo Barberini.

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Thomas Baker (1677-1638)
Marmo, 82 x 72 cm, Victoria and Albert Museum, Londra

Gian Lorenzo Bernini e Giuliano Fanelli, Busto di Antonio Barberini il Vecchio (1627-1628 ca)
Marmo, 65 x 80 cm, Palazzo Barberini

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1630-1631)
Testa in bronzo-mozzetta in porfido-base in serpentino, 81 x 80 x 35 cm, Collezione privata

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1633)
Marmo, altezza 102 cm, Palazzo Barberini

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1640-1644)
Bronzo, altezza 132 cm, Museo Diocesano, Spoleto

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (1640-1645 ca)
Marmo, 86 x 105 cm, Palazzo Barberini 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (Modello 1630 ca, fusione 1656)
Bronzo in parte dorato, 65 x 42 x 10,5 cm, Museo del Louvre, Parigi 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII (Modello 1630 ca, fusione 1656)
Bronzo in parte dorato, 101,5 x 78 cm, Collezione privata

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Urbano VIII,Bronzo, Altezza 104,5 cm
Blenheim Palace Heritage Foundation, collezione del duca di Marlborough

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (1619)
Marmo, 77 x 54 cm, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Gregorio XV (1621-1622)
Bronzo, 78 x 66 cm, Musée Jacquemart-André, Parigi

Gian Lorenzo Bernini, Busto di monsignor Francesco Barberini (1623-1627 ca)
Marmo, 80 x 66 x 26 cm, National Gallery of Art, Washington D.C. 

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Paolo V (1621)
Marmo, 78 x 65 x 29 cm, J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Paolo V (1621-1622)
Bronzo, 83 × 74 cm,  Statens Museum for Kunst, Copenaghen 

Gian Lorenzo Bernini, Busto del cardinale Pieto Valier (1626-1627)
Marmo, 59 x 59 x 28 cm, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro, Venezia

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Bartolomeo Roscioli (1627-1640)
Marmo, 90 x 80 x 30 cm, Museo Capitolare Diocesano, Foligno

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Diana De Paulo (1627-1640)
Marmo, 85 x 78 x 30 cm, Museo Capitolare Diocesano, Foligno

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Mausoleo di Augusto

© Photo by  Massimo Gaudio Mausoleo di Augusto Finalmente dopo tantissimi anni di abbandono, è stato deciso di riaprire il Mausoleo di Augus...