giovedì 12 febbraio 2026

BERNINI e i BARBERINI - Al via la grande mostra sull'artista napoletano fino al 14 giugno 2026

© Photo by Massimo Gaudio


Gian Lorenzo Bernini, San Sebastiano (1617) Marmo, 98 x 42 cm
Collezione privata in prestito al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid


Dopo lo straordinario successo di Caravaggio 2025, da oggi 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano, nelle sale di Palazzo Barberini, la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.
L’esposizione propone per la prima volta una ricostruzione visiva e critica del rapporto personale, intellettuale e politico che fu all’origine di una delle più radicali trasformazioni della storia dell’arte europea. Una vera e propria mirabil congiuntura, per usare le parole di Galileo Galilei, da cui prese forma il Barocco come linguaggio universale della Roma post-tridentina. La mostra è realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, e si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana. Il progetto espositivo ruota attorno alla figura di Maffeo Barberini, riconosciuto dalla storiografia da Cesare D’Onofrio a Francis Haskell e Irving Lavin come il vero scopritore e promotore del genio di Gian Lorenzo Bernini. 
Ben prima dell’elezione al soglio pontificio, Barberini intuì le potenzialità rivoluzionarie del giovane scultore, favorendone l’emancipazione dalla bottega paterna e accompagnandone la trasformazione da prodigio tecnico ad artista universale. La mostra dimostra come l’affermazione del Barocco non sia il risultato di una generica evoluzione stilistica, ma l’esito concreto di un rapporto privilegiato tra artista e committente, capace di orientare scelte formali, iconografiche e politiche. In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco tra chi ne individua l’inizio intorno al 1600 con Carracci e Caravaggio e chi lo colloca negli anni Trenta del Seicento, Bernini e i Barberini propone una lettura centrata sulla responsabilità storica di Urbano VIII come vero artefice della svolta.

Articolata in sei sezioni, la mostra Bernini e i Barberini segue la parabola creativa di Gian Lorenzo Bernini, dagli esordi nella bottega paterna alla piena maturità, mettendo in luce il ruolo decisivo svolto da Maffeo Barberini nella definizione di un linguaggio artistico nuovo, destinato a imporsi come paradigma del Barocco europeo. 




La prima sezione «Appropriòsselo tutto come suo»: Maffeo ‘scopritore’ di Bernini ricostruisce il momento fondativo del rapporto tra Maffeo e il giovane artista, quando il futuro Urbano VIII intuì le potenzialità rivoluzionarie dell’enfant prodige, favorendone l’emancipazione dalla bottega paterna. Accanto a opere di Pietro Bernini, come Adamo, Eva e il serpente (Musée de Tessé, Le Mans), la sezione presenta lavori realizzati in collaborazione tra padre e figlio, tra cui i prestiti eccezionali delle Quattro Stagioni (collezione Aldobrandini) e del Putto con drago (J. Paul Getty Museum, LosAngeles), mettendoli a confronto con capolavori autografi di Gian Lorenzo, come il San Lorenzo (Gallerie degli Uffizi, Firenze) e il monumentale San Sebastiano (Chiesa di San Martino, Jouy-en-Josas, Yvelines) oggi in Francia, presentato eccezionalmente in dialogo col San Sebastiano Barberini (collezione privata). Proprio quest’ultimo, pagato da Maffeo Barberini nel 1617, segna uno spartiacque decisivo: la posa naturale, la resa sensuale del marmo e il coinvolgimento diretto dello spettatore anticipano una concezione nuova della scultura, fondata sull’immediatezza emotiva e sulla vitalità della forma. In queste opere si delinea, con sorprendente anticipo, il linguaggio barocco in scultura, prima ancora che in architettura e pittura.




La seconda sezione «Non plus ultra»: la nuova San Pietro è dedicata al cantiere di San Pietro, il luogo simbolico in cui si manifesta con maggiore evidenza l’alleanza tra Urbano VIII e Bernini. Alla conclusione della nuova basilica, avvenuta nel 1626, spetta infatti al pontefice e al suo artista prediletto il compito di reinventarne l’interno. Il fulcro della sezione è il Baldacchino di San Pietro, commissionato a un Bernini poco più che venticinquenne: un’opera senza precedenti, capace di fondere architettura, scultura e decorazione in un’unica macchina scenica. Disegni, modelli e incisioni documentano la genesi dell’opera, accanto a studi per il San Longino, scolpito direttamente da Bernini per uno dei piloni della crociera. La sezione illustra inoltre il dialogo visivo e simbolico tra il Baldacchino, le Logge delle Reliquie e la futura Cattedra di San Pietro, chiarendo come Bernini abbia trasformato lo spazio sacro in un racconto unitario, un “bel composto” capace di coinvolgere emotivamente il fedele e di celebrare altempo stesso l’universalità della Chiesa e il potere del papato barberiniano. 






La terza sezione ripercorre l’attività di Bernini come ritrattista pontificio, a partire dai primi busti di Paolo V Borghese tra cui anche il busto marmoreo proveniente dal J. Paul Getty Museum di LosAngeles e Gregorio XV Ludovisi, affiancati da ritratti in bronzo di entrambi i pontefici che testimoniano l’assimilazione da parte del giovane Bernini dei modelli della ritrattistica antica.
Accanto a questi anche la straordinaria serie di ritratti dedicata a Urbano VIII, un nucleo eccezionale di busti in marmo e bronzo, provenienti da musei e collezioni internazionali, mai presentati insieme. Il confronto tra le diverse tipologie dal pontefice a capo scoperto con piviale, ai busti con mozzetta e camauro, consente di seguire l’evoluzione di una formula ritrattistica destinata a diventare canonica. Qui il volto di Urbano VIII si trasforma inimmagine assoluta del potere spirituale e temporale, con una resa psicologica di straordinaria intensità.




La quarta sezione Palazzo Barberini: un capolavoro corale è dedicata a Palazzo Barberini, luogo simbolico della Roma barberiniana e sede della mostra. Disegni, modelli e opere raccontano la genesi di un edificio che rappresenta uno dei primi e più riusciti esempi di architettura barocca “corale”. Bernini, Borromini e Pietro da Cortona collaborano e competono alla definizione di uno spazio che fonde la tipologia del palazzo urbano con quella della villa suburbana. La sezione documenta il ruolo di Bernini non solo come scultore, ma come ideatore di elementi architettonici, arredi e apparati decorativi. Completano la sezione alcuni capolavori provenienti dall’antica collezione Barberini, tracui dipinti di Guido Reni, il pittore più amato dalla famiglia e profondamente stimato da Bernini.





«Apes Urbanae»: volti della Roma barberiniana presenta una vera e propria antologia di busti della Roma di Urbano VIII: cardinali, intellettuali, cortigiani e figure eccentriche che ruotavano intorno al pontefice. Accanto ai ritratti di Bernini, sono esposti capolavori di Alessandro Algardi, François Duquesnoy e Giuliano Finelli, in un confronto serrato tra stili diversi. Spicca il virtuosistico Busto di Michelangelo Buonarroti il Giovane di Finelli, manifesto di una ritrattistica iper-analitica e competitiva. Di straordinaria suggestione anche il Busto di Michel Magnan, nano del duca di Crequy di Duquesnoy, opera unica nel suo genere, che restituisce la complessità umana e sociale della corte barberiniana, lontana dagli stereotipi del ritratto ufficiale. 



L’ultima sezione La libertà di Bernini, il potere di Urbano VIII indaga il terreno più intimo e problematico del rapporto tra Bernini e Urbano VIII: quello della libertà creativa dell’artista. Qui trovano spazio busti raramente esposti come quello di Thomas Baker (Victoria and Albert Museum,Londra) e dipinti attribuiti a Bernini, che testimoniano un’attività svolta per diletto e sperimentazione, lontana dai vincoli della grande committenza pubblica. Fulcro emotivo della sezione, il celebre busto di Costanza Bonarelli (Museo Nazionale del Bargello, Firenze), unico ritratto scultoreo realizzato dall’artista senza committente: un’opera che restituisce tutta l’intensità di una relazione personale segnando uno dei vertici della ritrattistica barocca. A chiudere, un ritratto pittorico di Urbano VIII attribuito a Bernini, immagine meno ufficiale e più intima, che suggella un rapporto fatto di protezione, controllo, complicità e tensione: il nodo umano e politico da cui nacque il Barocco.

Le opere esposte sono visibili grazie ai singoli prestatori che hanno reso possibile la mostra e i musei pubblici e privati tra cui: Accademia Carrara (Bergamo), Albertina Museum (Vienna), Fabbrica di San Pietro in Vaticano (Cittàdel Vaticano), Gallerie degli Uffizi (Firenze), J. Paul Getty Museum (Los Angeles), Musée du Louvre (Parigi), Musée Jacquemart-André (Parigi), Museo Diocesano (Spoleto), Museo Nazionale del Bargello (Firenze), Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid), Musée de Tessé (Le Mans), MuseiVaticani (Città del Vaticano), National Gallery (Londra), National Gallery (Washington), Statens Museum for Kunst (Copenhagen), The Morgan Library (New York), Victoria and Albert Museum (Londra).

mercoledì 11 febbraio 2026

Fontana delle Tiare

© Photo by Massimo Gaudio

Fontana delle Tiare

Una delle nove fontane realizzate per il Comune di Roma dall'architetto e scultore Pietro Lombardi nella seconda metà degli anni Venti del '900, è la Fontana delle Tiare.
Come accaduto per le altre fontane dei rioni, anche questa ha la peculiarità di mettere in evidenza simboli identificativi. La fontana si trova nel Rione Borgo dove è già presente la Fontana delle Palle di Cannone che abbiamo visto poco fa ed è collocata a pochi metri dal Passetto di Borgo vicinissima al Colonnato di San Pietro
La fontana realizzata interamente in travertino, è dedicata alla Città del Vaticano e come identificazione lo scultore ha inserito le chiavi di San Pietro e le tiare. Essa è stata posta su un basamento in rilievo pavimentato con piccoli cubi porfido che assumono una forma a trifoglio. Tre sono le vasche a forma di conchiglia che raccolgono l'acqua che fuoriesce dalle cannelle nelle teste delle sei chiavi scolpite (due per ogni conchiglia). Le tre vasche sono addossate al pilastro centrale dove alla sommità sono state scolpite quattro tiare riccamente lavorate a rilievo. Tra gli spazi lasciati liberi dalle coppie di chiavi, sono stati scolpiti lo stemma di Roma e quello del rione.





Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO - 5 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO

(Venezia, 1560 – Venezia, 17 maggio 1635)

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO, Battesino di Cristo
Olio su tela, 186 x 118,5 cm, Musei Capitolini, Roma

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO, Cristo coronato di spine
Olio su tela, 186 x 118,5 cm, Musei Capitolini, Roma

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO, Flagellazione
Olio su tela, 186 x 118,5 cm, Musei Capitolini, Roma

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO, San Girolamo penitente (1580-1635)
Olio su tela, 198 x 179 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Domenico Robusti detto DOMENICO TINTORETTO, Ritratto dell'Arcivescovo di Zara Luca Stella (1615) Olio su tela, 125 x 100 cm, Galleria Spada, Roma


Agostino Carracci - 2 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Agostino Carracci

(Bologna, 16 agosto 1557 – Parma, 23 febbraio 1602)

Agostino Carracci Estasi di santa Caterina (fine sec. XVI)
Olio su tela, 90 x 69 cm, Galleria Borghese, Roma

Agostino Carracci, Ritratto di cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1575-1590)
Olio su tela, 88,5 x 73 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma


Anton van Dyck - 5 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Anton van Dyck

(Anversa, 22 marzo 1599 – Londra, 9 dicembre 1641)


Anton van Dyck, Madonna della paglia (1625-1629)
Olio su tela, 110 x 87 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma

Anton van Dyck, Incoronazione di spine (XVII sec)
Olio su tavola, 65 x 50 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma


Anton van Dyck, maniera di, Gesù Crocifisso (metà sec. XVII)
Olio su tela, 86 x 58 cm, Galleria Borghese, Roma

Antonio Van Dyck, I pittori Lucas e Cornelis de Wael (1627)
Olio su tela, 120 x 101 cm, Musei Capitolini, Roma

Antonio Van Dyck, Ritratti degli incisori De Jode (XVII sec)
Olio su tela, 120 x 103 cm, Musei Capitolini, Roma


martedì 10 febbraio 2026

Jacopo Zucchi - 9 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Jacopo Zucchi 

(Firenze 1451 - Roma 1590)


Jacopo Zucchi, Miracolo della neve (1578-1582) Olio su tavola, 171 X 151 cm, PinacJoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano


Jacopo Zucchi, Processione di san Gregorio Magno (1573-1575)  Olio su tavola, 168 x 128 cm, PinacJoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano


Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini e Jacopo Zucchi,
Presa della Fortezza di Stampace a Pisa (1568-1571)
Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasarie e Jacopo Zucchi, Battaglia di Marciano in Val di Chiana (1570-1571) Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Jacopo Zucchi, Allegoria del Creato (1585)
Olio su rame, 49 x 39 cm, Galleria Borghese, Roma

Jacopo Zucchi, La pesca del corallo (o Il regno di Anfitrite) (1585)
Olio su rame, 52 x 42,5 cm, Galleria Borghese, Roma

Jacopo Zucchi, Amore e Psiche (1589)
Olio su tela, 173 x 130 cm, Galleria Borghese, Roma

Jacopo Zucchi, Betsabea al bagno (1573-1574)
Olio su tavola, 120 x 144,7 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Jacopo Zucchi, Ritratto di Clelia Farnese (1580-1585)
Olio su tavola, 49,5 x 37,8 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO - 29 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino 

(Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666)


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Seppellimento di santa Petronilla (1623) Olio su tela, 720 x 423 cm, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO e bottega, San Luca (1623) Olio su tela, 110 x 141 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO e bottega, Saul e David (1646) Olio su tela, 147 x 220 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Allegoria della Pittura e della Scultura (1637) Olio su tela, 114 x 139 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Et in arcadia ego (1618) Olio su tela, 78 x 89 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Flagellazione di Cristo (1657-1658) Olio su tela, 244 x 187 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO San Girolamo penitente sigilla una lettera (1617-1618) Olio su tela, 110 x 141 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, San Matteo e l'angelo (1640-1660) Olio su tela, 110 x 141 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Cleopatra e Ottaviano (1630-1649) Olio su tela, 280 x 250 cm, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO e bottega, Maddalena penitente (metà XVII sec) copia da originale perduto Olio su tela, 185 x 150 cm, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Sacra Famiglia (1615-1616) Olio su tela, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, San Giovanni Battista (1645 ca) Olio su tela, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, San Matteo e l'angelo (1622 ca) Olio su tela, 120 x 179 cm, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Sibilla Persica (1645) Olio su tela, 117 x 96 cm, Pinacoteca dei Musei Capitolini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Ecce Homo (1644 ca) Olio su tela, 65 x 53,5 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO Ritratto del cardinale Bernardino Spada (1631) Olio su tela, Galleria Spada, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO Santa Maria Maddalena penitente (1655-1660) Olio su tela, Galleria Spada, Roma

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Adorazione dei pastori (1600-1649) Olio su tela, 50 x 66,5 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Santa Margherita da Cortona (1648) Olio su tela, 255 x 170 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, San Giovanni Battista (1652 ca) Olio su tela, 86 x 55 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Maddalena (1622) Olio su tela, 222 x 200 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Incredulità di san Tommaso (1621 ca) Olio su tela, 120 x 143 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, La SS Trinità (1638-1639) Olio su tela, Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, San Pietro piangente (1639 ca.) Olio su tela, 110 x 78 cm, Museo Palazzo Venezia, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Il figliol prodigo (1627-1628)
Olio su tela, 125 x 163 cm, Galleria Borghese, Roma


Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Carro dell'Aurora (1621)
Affresco a tempera, Sala dell'Aurora, Casino dell'Aurora, Roma

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Carro dell'Aurora, Allegoria del Giorno (1621)
Affresco a tempera, Sala dell'Aurora, Casino dell'Aurora, Roma

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Carro dell'Aurora, Allegoria della Notte (1621)
Affresco a tempera, Sala dell'Aurora, Casino dell'Aurora, Roma

Giovanni Francesco Barbieri detto GUERCINO, Fama, Onore e Virtù (1621)
Affresco a tempera, Sala della Fama, Casino dell'Aurora, Roma

BERNINI e i BARBERINI - Al via la grande mostra sull'artista napoletano fino al 14 giugno 2026

© Photo by  Massimo Gaudio Gian Lorenzo Bernini, San Sebastiano (1617) Marmo, 98 x 42 cm Collezione privata in prestito al Museo Thyssen-Bor...