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lunedì 26 gennaio 2026

MAESTRO DEL SACRO SPECO, Transito della Madonna (XIV sec)

© Photo by Massimo Gaudio



Artista:

Maestro del Sacro Speco

Titolo:

Transito della Madonna

Datazione:

XIV sec.

Tecnica:

Affresco

Misure cm:

-

Si trova:

Monastero di San Benedetto - Sacro Speco

Luogo:

Subiaco (RM)

sabato 24 gennaio 2026

Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO - 6 opere

 © Photo by Massimo Gaudio


Antonio di Benedetto degli Aquili detto Antoniazzo Romano 

(1430-1435 circa – Roma, 17 aprile 1508)


Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO, Pietà (XV sec)
Affresco, 
Monastero di San Benedetto - Sacro Speco, Subiaco (RM)

Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO (cerchia), 
San Francesco riceve le stimmate (XV sec) Tempera su tavola, 152 x 140 cm, Pinacoteca dei Musei Vaticani, Città del Vaticano

Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO
San Sebastiano con due donatori (1480-1485)
Olio su tavola, 179 x 107 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO
Madonna col Bambino, san Paolo e san Francesco (1487)
Olio su tavola, 166 x 165 cm,
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO
Natività con i santi Andrea e Lorenzo (1485-1490)
Olio su tavola, 142 X 176 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma



Antonio di Benedetto degli Aquili detto ANTONIAZZO ROMANO, 
 Madonna col Bambino in trono, bottega (inizio XVI sec.) Musei Capitolini, Roma


venerdì 23 gennaio 2026

Maestro del Frate Francesco - 2 opere

 © Photo by Massimo Gaudio


Maestro del frate Francesco  

(??? - XIII sec)

Maestro di Frate Francesco, San Francesco d'Assisi (1200-1224)
Affresco, Monastero di San Benedetto - Sacro Speco, Subiaco (RM)

Maestro di Frate Francesco, San Gregorio Magno e Giobbe piagato (1228-1230)
Affresco, 
Monastero di San Benedetto - Sacro Speco, Subiaco (RM)

lunedì 7 ottobre 2024

CICLO CRISTO BENEDICENTE ED EVANGELISTI al Monastero di San Bebedetto (Sacro Speco) di Subiaco

 © Photo by Massimo Gaudio

Sala del Capitolo vecchio

Il Monastero di San Benedetto, detto anche Santuario del Sacro Speco, si trova addossato a una parete rocciosa del monte Taleo a un'altezza di 600 m slm nel comune di Subiaco nella provincia di Roma. Il monastero è formato da due chiese sovrapposte unite tra loro da una serie di scalinate che servono anche le varie cappelle.
Prima di arrivare alle due chiese, si deve passare attraverso una porta gotica di piccole dimensioni sormontata da una croce cosmatesca. Da qui si accede al corridoio d'ingresso che corre addossato alla parete della montagna che conduce alla Sala del Capitolo vecchio dove si trova una serie di affreschi realizzati nel primo quarto del XVI secolo. Tra questi risalta un ciclo pittorico formato da cinque affreschi che raffigurano Gesù Cristo nell'atto di impartire la benedizione, mentre di lato, sia a destra che a sinistra, sono raffigurati i quattro evangelisti: a sinistra ci sono Giovanni e Marco, mentre a destra ci sono Luca e Matteo. A seguito di studi effettuati su questo ciclo, gli affreschi sono stati attribuiti a Cola dell'Amatrice o alla scuola del Perugino.

Gesù Cristo redentore e Benedicente

San Giovanni Evangelista

San Luca

San Marco

San Matteo

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

giovedì 4 gennaio 2024

IL PIU' ANTICO RITRATTO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI (1223)

© Photo by Massimo Gaudio


Monastero di San Benedetto, Ritratto di San Francesco d'Assisi (1223)

Il Monastero di San Benedetto o Santuario del Sacro Speco si trova a Subiaco in provincia di Roma. Nella Chiesa inferiore, al termine di un percorso che parte da dove inizia la Scala Santa, c'è la Cappella di San Gregorio dove si trova un ritratto molto particolare. Sulla parete di destra come si entra protetto da un vetro, c'è un affresco con il ritratto di San Francesco d'Assisi. È raffigurato in piedi senza aureola e stimmate con il suo saio legato in vita da un cordone giallo, con la mano destra sul costato e la sinistra che regge un cartiglio, mentre ai suoi piedi è raffigurata in ginocchio una persona non meglio identificata. Ci sono due aspetti di questo ritratto che fanno pensare che sia stato eseguito prima del 1224, anno in cui ricevette le stimmate. Il primo è l'iscrizione FRA CISCU e la seconda è la mancanza delle stimmate sulle mani. Tutti questi elementi fanno di questo ritratto il più antico di San Francesco d'Assisi che si conosca anzi, è da considerarsi un vero ritratto (Vera Effigies) del santo, pellegrino d’eccezione che raggiunse Subiaco nel 1223 al seguito del Cardinale Ugolino, futuro papa Gregorio IX. Esattamente ottocento anni fa.





Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

sabato 16 dicembre 2023

MONASTERO DI SAN BENEDETTO - SACRO SPECO: UN LUOGO DOVE LA PREGHIERA INCONTRA L'ARTE

© Photo by Massimo Gaudio


Immagine dell'ultimo incontro tra san Benedetto da Norcia e santa Scolastica
Ambito umbro-marchigiano (prima metà XV secolo)

Il Monastero di San Benedetto, detto anche Santuario del Sacro Speco, si trova addossato a una parete rocciosa del monte Taleo a un'altezza di 600 m slm nel comune di Subiaco nella provincia di Roma.
La prima fotografia riguarda un affresco dove sono ritratti san Benedetto da Norcia e la sorella gemella santa Scolastica da Norcia. Non è un caso che sia la prima di tante altre che seguiranno, perché questo Monastero è collegato con il Monastero di Santa Scolastica che si trova sotto di esso a pochi chilometri di distanza. Sono collegati perché quello di San Benedetto è stato edificato successivamente a quello di Santa Scolastica e solo dopo autorizzazione; infatti, la comunità di monaci di quest'ultimo autorizzarono nel 1090 Beato Palombo a insediarsi nelle vicinanze della Sacra Grotta dove san Benedetto si ritirava in preghiera.
Il monastero è formato da due chiese sovrapposte, da una serie di cappelle collegate tra loro da scalinate, in più ci sono varie grotte, tra le quali c'è quella dove si ritirava in preghiera il santo. Tutta l'imponente struttura è stata realizzata all'interno di una curvatura della montagna che si affaccia su una gola profonda e stretta dove scorre il Fiume Aniene, sostenuta da nove arcate e contrafforti.
Prima di entrare all'interno del monastero, è doveroso elogiare il lavoro architettonico e pittorico di tutta la struttura, Anche lo stile cosmatesco è molto presente, ma quello che lascia di più a bocca aperta sono gli affreschi che ricoprono ogni centimetro (o quasi) delle due chiese.

Corridoio d'ingresso e la Sala del Capitolo vecchio
Il percorso di visita al monastero inizia passando attraverso una porta gotica di piccole dimensioni sormontata da una croce cosmatesca. Il corridoio d'ingresso che corre addossato alla parete della montagna prende luce da quattro archi. Quattro sono anche le bifore che danno luce alla Sala del Capitolo vecchio dove si trova una serie di affreschi realizzati nel primo quarto del XVI secolo. Studi attribuiscono le opere a Cola dell'Amatrice o alla scuola del Perugino. Negli affreschi sono raffigurati Gesù con i quattro santi Evangelisti Marco, Luca, Matteo e Giovanni.

Monastero di San Benedetto - Sacro Speco

Corridoio d'ingresso

Sala del Capitolo vecchio

Sala del Capitolo vecchio, Cola dell'Amatrice o scuola del Perugino (attr.),
Gesù Cristo redentore e benedicente

Chiesa Superiore
A differenza della Chiesa Inferiore che vedremo più avanti, quella Superiore, anche nella sua irregolarità costruttiva è piuttosto regolare. Strano a dirsi, ma il fatto di essere stata costruita a ridosso della montagna ha comportato una serie di compromessi. La Chiesa Superiore è stata costruita verso la metà del XIV secolo, ovvero successivamente a quella che si trova di sotto, rendendola quindi la parte più elevata e recente dell'intero Santuario.
È formata da un'unica navata suddivisa in due campate collegate al transetto tramite alcuni gradini. Come si entra si accede alla prima campata della navata, più grande della seconda sia nella volta che è più alta, sia nelle dimensioni che sono praticamente doppie. È tutta, ma proprio tutta ricoperta da dipinti murali con la tecnica dell'affresco, eseguita nell'ambito della scuola senese del XIV secolo. Sulle pareti sono raffigurate la Resurrezione di Cristo, Apparizioni pasquali e l'Ascensione a destra, le Storie della Passione di Cristo e la Pentecoste in quella di sinistra dove c'è anche un pulpito marmoreo del XIII secolo.
Un grande arco finemente decorato con la Crocifissione di Cristo, sempre in ambito della scuola senese, ci accompagna nella seconda campata, anch'essa quasi completamente decorata ad affresco, questa volta però attribuibili in ambito della scuola umbro-marchigiana riconducibile al 1430 circa. Qui sono raffigurate le varie fasi della vita di san Benedetto. Nella parete di sinistra è raffigurato il santo che si butta tra i rovi per non cadere in tentazione della carne. Al centro il santo è assiso in cattedra tra santi e donatori e nella lunetta della parete di destra divisa a metà, ci sono due storie del santo. A sinistra della lunetta si vede una coppa spaccata in due dalla quale fuoriesce il vino avvelenato che gli avevano portato in dono e che san Benedetto aveva benedetto poco prima; nell'altra metà della lunetta è raffigurato il santo che in una mano con un bastone cerca di esorcizzare un monaco, mentre con l'altra in modo compassionevole gli accarezza la testa.
Tutte e due le campate si trovano allo stesso livello pavimentale reso impreziosito dal meraviglioso lavoro in stile cosmatesco.

Navata verso l'altare maggiore

Navata verso l'uscita
Navata, Seconda campata, Affreschi con le storie di san Benedetto da Norcia
Navata, Seconda campata, Lunetta di destra
Navata, Seconda campata, Lunetta di sinistra

Cinque sono in gradini a scendere che separano la navata col transetto dove si affacciano varie cappelle e l'altare maggiore marmoreo impreziosito da un paliotto con motivi geometrici e vegetali realizzato nel XIII secolo dai Cosmati. Dietro di esso si trova un trono marmoreo e l'abside scavata nella roccia nuda senza decorazioni.
Anche il transetto è tutto completamente decorato ad affresco, eccezion fatta per la volta che si trova davanti l'altare. Le pitture sono riconducibili alla scuola umbro-marchigiana della prima metà del XV secolo. Il transetto di sinistra è piccolissimo, infatti vi si affaccia soltanto una piccola cappella scavata nella roccia con un affresco raffigurante la Crocifissione di Cristo, mentre quello di destra è molto più lungo e termina con l'accesso al Cortile di Corvi. In questo lato del transetto si affacciano due cappelle e nelle lunette di fronte a esse sono raffigurate alcune storie di martiri e miracoli. Un affresco molto importante, uno dei simboli di rilievo del Santuario, lo abbiamo già visto nella prima fotografia di questo articolo, riguardante i due santi gemelli che si trova nel sottarco di destra all'inizio del transetto di destra.

Altare maggiore e parte del transetto di sinistra
Transetto di sinistra
Transetto di destra, Cappella di San Paolo apostolo

Transetto di destra, Cappella di Santa Scolastica e San Mauro

Transetto di destra, Il miracolo dei santi Pietro e Giovanni che risanano lo storpio

Transetto di destra, Martirio di San Placido e Messina

Cortile dei Corvi
Le invidie sono sempre state una brutta cosa. Anche san Benedetto ha subito invidie, tanto da essere vittima di attentati alla sua vita. Uno di questi lo abbiamo visto poco fa in un affresco nella navata della chiesa riguardante il vino avvelenato. Un altro attentato alla sua vita è stato compiuto mentre lui era in ritiro spirituale. Secondo il racconto di san Gregorio Magno, durante il periodo in cui il santo era in preghiera, un gruppo di corvi gli era sempre vicino. Un giorno un prete, tale Fiorenzo, gli portò del pane avvelenato per ucciderlo, ma uno di quei corvi allontanò il pane da san Benedetto salvandoli la vita. Questo miracolo portò il santo ad essere raffigurato con un corvo e i monaci per riconoscenza verso il volatile, ne allevarono alcuni in questo luogo fino a poco tempo fa. Da qui il nome al cortile.

Cortile dei Corvi verso l'ingresso al transetto della Chiesa Superiore

Cortile dei Corvi, Statua di San Benedetto

Chiesa Inferiore
Alla Chiesa Inferiore si accede tramite una scala che si trova di fronte all'altare di quella Superiore. È formata da un'unica navata che, come dimensioni, riprende quella del piano di sopra, e anche qui ci sono vari livelli e ampiezze differenti delle campate che però qui sono tre. Ma andiamo per ordine.
Una volta arrivati dal piano superiore gli occhi vengono colpiti da una impressionante armonia di colori dei dipinti affrescati che coprono tutte le pareti e le volte della Chiesa Inferiore. La maggior parte delle decorazioni parietali, risalgono alla seconda metà del XIII secolo. Si devono all'opera del Magister Conxolus, il quale ha lasciato la sua firma nell'affresco della Madonna col Bambino e gli angeli nel piccolo catino dell'abside sopra l'altare a sinistra di come si scende dalle scale d'ingresso. L'iscrizione recita: Magister Conxolus pinxit hoc opus. A destra delle scale c'è un affresco in stile bizantino realizzato da Consolo che ritrae papa Innocenzo III nell'atto di mostrare la Bolla del 4 luglio 1202 dove vengono concessi privilegi ai monaci residenti. Nel resto della chiesa, sia sulle pareti e sia sulle volte, sono rappresentati episodi della vita di san Benedetto da Norcia. Scendendo la seconda scala, a destra c'è l'accesso al Sacro Speco.

Chiesa Inferiore, Scala di accesso ed il ritratto di papa Innocenzo III con la Bolla papale

Chiesa Inferiore, Scala di accesso con l'altare e a sinistra l'ingresso alla cappella di San Romano

Cappella di San Romano

Visione della Chiesa inferiore dalla terza campata. A sinistra l'accesso al Sacro Speco

Magister Conxolus, Madonna col Bambino e gli angeli con la firma dell'autore

Bisogna pensare prima di tutto che, al posto di quello che vediamo ora, una volta c'era soltanto un anfratto su una parete a strapiombo del monte Taleo. Secondo i racconti di san Gregorio Magno, benedetto si ritirò all'interno della Sacra Grotta per i suoi primi tre anni di vita religiosa in preghiera, solitudine e penitenza, lontano da tutti tranne che da Dio. Al suo sostentamento ci pensava il monaco romano che faceva arrivare il vitto all'interno di una cesta calata con una corda. Un giorno gli arrivò del pane avvelenato mandato dal parroco Fiorenzo della chiesa di San Lorenzo. Dopo questo fatto Benedetto abbandonò la grotta che rimase per sei secoli soltanto un luogo di preghiera dei monaci del vicino Monastero di Santa Scolastica. Essa nel corso dei secoli ha subito una sostanziale modifica. Quello giunto a noi è il risultato di varie ristrutturazioni. Sulla roccia si trova una statua del Santo realizzata nel 1657 da Antonio Raggi, allievo del Bernini, raffigurante san Benedetto in età giovanile con le braccia al petto che guarda fisso verso la croce. Nel Sacro Speco i Cosmati hanno realizzato nel XIII secolo la pavimentazione e il paliotto dell'altare.

Accesso alla Grotta di San Benedetto

Interno della Sacra Grotta
Sacro Speco, pavimentazione ed altare cosmatesco

L'accesso all'atrio e la cappella di san Gregorio hanno subito durante la ristrutturazione dei cambiamenti riguardo all'accesso. Inizialmente c'era un collegamento diretto con la cappella di San Romano, ora invece per accedervi si deve salire una scala a chiocciola che si trova dove inizia la Scala Santa. Prima di arrivare alla cappella si deve percorrere un corridoio affrescato in parte da Magister Conxolus, chiamato Corridoio di Santa Chelidonia. Nell'atrio è visibile l'immagine di San Gregorio seduto sul trono con le vesti papali e la tiara. La cappella a lui dedicata è molto piccola e addossata alla parete della montagna. Ci sono affreschi sulle pareti e nella volta, ma quello che la rende veramente unica è il vero ritratto di Francesco d'Assisi realizzato prima del 1223 quando era ancora in vita, senza aureola del santo e senza le stimmate ricevute nell'anno 1224.

Corridoio di Santa Chelidonia
Atrio della cappella di San Gregorio
Cappella di San Gregorio
Il vero ritratto di San francesco d'Assisi (ante 1223)

La Scala Santa nella sua forma segue il costone della montagna e porta alla Cappella della Madonna. In origine questa era la via di collegamento tra il Sacro Speco e la grotta dei pastori che ovviamente con i vari lavori per la costruzione del Santuario ha subito un adattamento alla struttura che non è del tutto omogenea. Anche gli affreschi sono stati adattati all'ambiente, infatti alcuni di essi sono stati eseguiti direttamente sulla roccia. Due sono i dipinti che accompagnano il cammino attraverso la Scala Santa che riguardano il tema della morte: a destra di come si scende verso la cappella, è stata raffigurata la morte a cavallo che impugna una spada, mentre a sinistra l'eremita san Macario mostra a tre giovani cavalieri le varie fasi di decomposizione del corpo umano.

Scala Santa verso la Cappella della Madonna

Scala Santa

Scala Santa, Trionfo o Cavalcata della Morte

La Cappella della Madonna si trova esattamente sotto la Cappella di San Gregorio, ma con dimensioni maggiori. È completamente affrescata con le storie della Vergine Maria sia nelle pareti che nella volta. La pavimentazione e l'altare sono in stile cosmatesco e all'interno della cappella sono conservate le spoglie del Beato Lorenzo detto Loricato. Da una apertura a destra della cappella protetta da inferriate, è visibile il proseguimento di quello che resta della Scala Santa.
Cappella della Madonna



Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

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