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Lelio Orsi, I santi Cecilia e Valeriano

      #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Lelio Orsi, I santi Cecilia e Valeriano (1580 ca.) La tavola, firmata in lettere capitali puntate riportate sulla base dell’organo, raffigura il preludio del martirio dei santi Cecilia e Valeriano, quasi si trattasse di un episodio cortese filologicamente ricostruito in un teatrino ottocentesco. Nell’impaginazione della scena si colgono tratti convenzionali e discontinua è la stessa qualità dell’esecuzione – tanto da ipotizzare un pesante intervento di bottega – che pure ha i suoi elementi di forza in una cromìa preziosa dai toni smaltati. Di sicura mano del Maestro deve considerarsi probabilmente solo il panneggio raffinatissimo delle vesti dei due santi. Da notare gli strumenti raffigurati accanto a Cecilia, protettrice della Musica.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Lelio Orsi   (Novellara 1508 - 1587) Titolo: Ritratto di uomo Datazione: 1580 ca. Supporto : Olio su tav

I PUGILATORI CREUGANTE E DAMOSSENO DI ANTONIO CANOVA

Photo by Massimo Gaudio
Antonio Canova, Creugante
Antonio Canova, Damosseno



Continua la mostra dedicata ad Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822) presso il Museo di Palazzo Braschi a Roma dal titolo Canova, Eterna bellezza, che sarà possibile visitare fino al 15 Marzo prossimo. E' rimasto disponibile soltanto poco più di un mese per poterla visitare e mi sento di raccomandarla perché merita veramente una visita. Tra le oltre 170 opere del Canova e degli altri artisti a lui vicino, ci sono due statue particolarmente belle dove l'artista ha voluto mettere in risalto la fisicità dei due pugilatori. I personaggi raffigurati nelle statue in gesso realizzate tra il 1794 ed il 1796, sono Creugante da Durazzo e Damosseno da Siracusa, i quali dopo aver combattuto fra loro durante i Giochi Nemei nell'antica Grecia, arrivarono alla fine dell'incontro in parità. I giudici decisero che ognuno potesse sferrare un solo colpo all'avversario in modo da terminare l'incontro. Damosseno mentre si protegge il petto con braccio sinistro, sferra all'avversario con la mano destra aperta come una lama un colpo sul fianco con tale potenza da estrargli le viscere causando così la sua morte. I giudici inorriditi per l'ignobile gesto lo punirono con l'esilio, di contro fecero erigere una statua in onore dello sconfitto.
Nelle due statue si vedono i pugilatori nell'ultimo atto della gara, con Creugante in atteggiamento fiero e ben piantato sulle gambe, con il braccio sinistra a protezione della testa e quello destro con il pugno chiuso pronto per essere sferrato, lasciando però indifeso il fianco. Di contro Damosseno è stato raffigurato in atteggiamento aggressivo e brutale e nel volto si legge tutta la sua rabbia spietata e piena di odio.
Nella stessa sala sono esposti due disegni realizzati con penna e inchiostro su carta da Canova nel 1794 inerenti ai due pugili.
Antonio Canova, Creugante


Antonio Canova, Damosseno



Antonio Canova, Creugante (1794) Penna e inchiostro su carta

Antonio Canova, Damosseno (1794) Penna e inchiostro su carta






Commenti

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