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Tiziano Vecellio, Amor Sacro e Amor Profano

#artiebellezzeitalianePhoto by Massimo Gaudio
L’opera per secoli ha costituito un vero e proprio enigma interpretativo, considerata l’assoluta mancanza di documenti relativi alla sua esecuzione e al suo ingresso nella raccolta Borghese. Fu con ogni probabilità commissionata dal Segretario del Consiglio dei Dieci, Niccolò Aurelio – il cui stemma è scolpito sulla fronte del sarcofago – in occasione del suo matrimonio con Laura Bagarotto, la cui impresa araldica compare sul fondo del bacile d’argento appoggiato sopra il sarcofago. Il riferimento alla simbologia nuziale è espresso dalla coroncina di mirto e la fibbia, entrambi attributi dell’amore coniugale, indossata dalla fanciulla seduta a sinistra. Il fulcro centrale della composizione è costituito dall’evidente contrapposizione delle due figure femminili, fisionomicamente simili: l’una vestita, in atto di guardare verso lo spettatore; l’altra nuda, che le si rivolge in atteggiamento di esortazione. La lampada che reca in mano, simbolo…

I PUGILATORI CREUGANTE E DAMOSSENO DI ANTONIO CANOVA

Photo by Massimo Gaudio
Antonio Canova, Creugante
Antonio Canova, Damosseno



Continua la mostra dedicata ad Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822) presso il Museo di Palazzo Braschi a Roma dal titolo Canova, Eterna bellezza, che sarà possibile visitare fino al 15 Marzo prossimo. E' rimasto disponibile soltanto poco più di un mese per poterla visitare e mi sento di raccomandarla perché merita veramente una visita. Tra le oltre 170 opere del Canova e degli altri artisti a lui vicino, ci sono due statue particolarmente belle dove l'artista ha voluto mettere in risalto la fisicità dei due pugilatori. I personaggi raffigurati nelle statue in gesso realizzate tra il 1794 ed il 1796, sono Creugante da Durazzo e Damosseno da Siracusa, i quali dopo aver combattuto fra loro durante i Giochi Nemei nell'antica Grecia, arrivarono alla fine dell'incontro in parità. I giudici decisero che ognuno potesse sferrare un solo colpo all'avversario in modo da terminare l'incontro. Damosseno mentre si protegge il petto con braccio sinistro, sferra all'avversario con la mano destra aperta come una lama un colpo sul fianco con tale potenza da estrargli le viscere causando così la sua morte. I giudici inorriditi per l'ignobile gesto lo punirono con l'esilio, di contro fecero erigere una statua in onore dello sconfitto.
Nelle due statue si vedono i pugilatori nell'ultimo atto della gara, con Creugante in atteggiamento fiero e ben piantato sulle gambe, con il braccio sinistra a protezione della testa e quello destro con il pugno chiuso pronto per essere sferrato, lasciando però indifeso il fianco. Di contro Damosseno è stato raffigurato in atteggiamento aggressivo e brutale e nel volto si legge tutta la sua rabbia spietata e piena di odio.
Nella stessa sala sono esposti due disegni realizzati con penna e inchiostro su carta da Canova nel 1794 inerenti ai due pugili.
Antonio Canova, Creugante


Antonio Canova, Damosseno



Antonio Canova, Creugante (1794) Penna e inchiostro su carta

Antonio Canova, Damosseno (1794) Penna e inchiostro su carta






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