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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto

Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

La morte di Adone di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto, La morte di Adone (1637) - Galleria Corsini - Roma Il mito di Venere e Adone è qui giunto al suo ultimo atto. Adone, il bellissimo giovane amato da Venere, è stato ferito a morte da un cinghiale durante una battuta di caccia. La dea irrompe sulla scena con un vero e proprio salto, che non è semplicemente una trovata scenica ma è legato alla narrazione. Ovidio, infatti, nel X libro delle  Metamorfosi , narra che Venere si trova sul suo carro trainato da cigni, di ritorno a Cipro, quando da lontano sente i gemiti di Adone morente e si precipita giù dal cielo.  Alle spalle di Adone vediamo un cane da caccia, un tronco spezzato e un paesaggio dai colori foschi. Il corpo del giovane risalta sul rosso del panneggio, probabile allusione al colore dell’anemone, il fiore in cui verrà tramutato il suo sangue. L’episodio è riletto in chiave cristologica, come già era avvenuto in ambito letterario con i