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Orazio Gentileschi - 12 opere

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  © Photo by Massimo Gaudio Orazio Gentileschi (Pisa, 9 luglio 1563 – Londra, 7 febbraio 1639) Orazio Gentileschi è uno dei protagonisti più raffinati dela pittura italiana del Seicento. Nasce a Pisa nel 1563, figlio di un orafo, si forma a Roma tra la fine del '500 e l'inizio del '600. I suoi esordi sono legati alla grande decorazione romana: lavora in Vaticano e nelle chiese romane con uno stile ancora manierista, elegante, colto e molto curato nel disegno. La svolta decisiva arriva intorno al 1600 con l'incontro con Caravaggio. Gentileschi ne assimila la lezione fondamentale: il realismo delle figure prese dalla vita, la luce che scolpisce i volti e gli oggetti, il fondo scuro che fa emergere la scena. A differenza di Caravaggio, però, il suo temperamento rimane più misurato. Non cerca il dramma violento, ma una grazia composta. I colori diventano più chiari, preziosi, quasi smaltati, con azzurri intensi, gialli dorati e rossi vellutati. Le sue figure, anche nei sog...

Pietro Berrettini detto PIETRO DA CORTONA - 29 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona (Cortona, 1º novembre 1596 – Roma, 16 maggio 1669) Pietro da Cortona è stato uno dei maestri assoluti del Barocco romano, insieme a Bernini e Borromini. È stato pittore, architetto e scenografo, e proprio questa capacità di unire tutte le arti lo ha reso così importante. Da giovane si trasferisce a Roma e studia i grandi del Rinascimento, soprattutto Michelangelo e Raffaello. Ma il suo stile diventa l'opposto della calma rinascimentale. Le sue opere sono un mix tra Illusione (le figure sembrano sfondare il soffitto e volare verso il cielo), dinamismo e teatralità (tutto è in movimento, pieno di luce, colori chiari e figure che si intrecciano) e celebrazione (servivano a glorificare il potere del Papa e delle famiglie nobili) Nella pittura Il suo capolavoro assoluto è la volta del salone di Palazzo Barberini a Roma (1632-1639) - Il Trionfo della Divina Provvidenza . È un affresco enorme dove centinaia di figure ...

Jean Lemaire - 2 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Jean Lemaire (1598–1659) JEAN LEMAIRE Anacoreta con l'obelisco Barberini (1637-1638) Olio su tela, 163 x 241,5 cm Museo Nazionale del Prado, Madrid (Spagna) JEAN LEMAIRE  Veduta fantastica con l'Arco di Portogallo (1629) Olio su tela, 61,5 x 76,5 cm Museo di Roma - Palazzo Braschi, Roma

Jacopo Robusti detto TINTORETTO - 3 opere

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© Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO (Venezia, settembre o ottobre 1518 – Venezia, 31 maggio 1594) Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Cristo e l'adultera (1549) Olio su tela, 119 x 168 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne (1577-1578) Olio su tela, Museo Nazionale del Prado, Madrid Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Ritratto di giovane donna (1553-1555) Olio su tela, 98 x 75 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Francisco José de Goya y Lucientes (GOYA) - 2 opere

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  © Photo by Massimo Gaudio Francisco José de Goya y Lucientes (GOYA) (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) Francisco Goya,  Maja vestida (1800-1808) Olio su tela,  95 x 190 cm, Museo Nazionale del Prado,  Madrid (Spagna) Francisco Goya,  Maja desnuda (1790-1800) Olio su tela,  95 x 190 cm, Museo Nazionale del Prado,  Madrid (Spagna)

TINTORETTO (JACOPO ROBUSTI), GIUDITTA E OLOFERNE (1577-1578)

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© Photo by Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Il dipinto realizzato da Tintoretto e dalla sua bottega è conservato presso il Museo Nazionale del Prado a Madrid. Le sue notevoli dimensioni (188 x 251 cm) hanno dato la possibilità all'artista di inserire all'interno della scena molti elementi che permettono di coinvolgere l'osservatore, iniziando dai corpi di Giuditta e la sua ancella che rendono movimentata la scena. La prima vestita in modo elegante intenta a coprire con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la seconda è stata ritratta mentre termina di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della sua bisaccia. I tre personaggi sarebbero già sufficienti, ma a completamento della tragica scena, Tintoretto ha voluto inserire particolari che la rendono ancor più ricca, in particolare ha voluto evidenziare l'azione della storia biblica...