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Gian Lorenzo Bernini - 16 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680) Gian Lorenzo Bernini come pittore è un aspetto meno noto della sua attività, ma fondamentale per comprenderne la figura. Sebbene la sua fama sia legata indissolubilmente alla scultura e all'architettura, Bernini ha praticato la pittura con continuità per tutta la vita, ma sempre come esercizio privato, intimo, lontano dalle logiche della committenza ufficiale. Non dipingeva per vendere o per compiacere un Papa, dipingeva per studiare. La sua produzione pittorica è oggi molto ridotta: delle circa 150 opere che le fonti antiche gli attribuiscono, ne sono giunte fino a noi poco più di una dozzina di sicura autografia. Si tratta quasi esclusivamente di ritratti e autoritratti a olio su tela. In questi dipinti si riconosce perfettamente il Bernini scultore. La pennellata è rapida, istintiva, costruita per masse di luce e ombra più che per disegno. Non cerca il dettaglio lezioso, ma la resa...

Dialogo sull'Apollo e Dafne tra Gian Lorenzo Bernini e Piero del Pollaiolo alla Galleria Borghese

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  © Photo by Massimo Gaudio Sala Apollo e Dafne, Galleria Borghese, Roma Gli spazi della Galleria Borghese fino al 20 settembre offrono il contesto privilegiato per lo sviluppo sulla Metamorfosi di Ovidio. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile come per il celebre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo che dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria. Bernini ha scolpito nel marmo e Piero del Pollaiolo ha dipinto su tavola, il momento in cui, secondo Ovidio, Apollo dopo essere stato colpito con una freccia da un Cupido geloso, si invaghisce della ninfa Dafne che però non vuole saperne del dio innamorato, così chiede auto al padre Peneo che per aiutarla la trasforma in un albero di alloro. La piccola tavola a olio attribuita a Piero del Pollaiolo è databile tra il 1470 e il 1480 circa e  misura 29,5 x 20 cm. Oggi si trova alla National Gallery di Londra. Per...

METAMORFOSI Ovidio e le Arti alla Galleria Borghese dal 23 giugno al 20 settembre 2026

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   © Photo by Massimo Gaudio Dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam , approda alla Galleria Borghese Metamorfosi Ovidio e le Arti , Il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra le due Istituzioni e curato da Francesca Cappelletti e Fritz Scholten. Dal 23 giugno al 20 settembre 2026 la mostra si presenta a Roma in una configurazione autonoma e originale, frutto di un articolato dialogo scientifico internazionale. Che ha riunito oltre 80 opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. A partire dalle Metamorfosi di Ovidio, uno dei testi fondativi e più duraturi dell'immaginario occidentale, il progetto esplora l'idea della Metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull'instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino. Gli spazi della G...

Conclusione della mostra Bernini e I Barberini a Palazzo Barberini

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    Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini. Installation views: Bernini e i Barberini, 2026. Photo Alberto Novelli   Bernini e i Barberini a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi   Con oltre 150.000 visitatori in 122 giorni di apertura si conclude la grande mostra dedicata al rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e papa Urbano VIII   Roma, 15 giugno 2026. Con oltre 150.000 visitatori , si è conclusa ieri, domenica 14 giugno, la mostra Bernini e I Barberini a Palazzo Barberini . L’esposizione ha indagato il rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini , suo primo e decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII .   “Bernini e i Barberini ha conquistato migliaia di visitatori e un ampio consenso della critica, confermando il ruolo centrale delle Gallerie Nazionali nel promuovere e valorizzare le nostre collezioni, offrendo al pubblico un'occasione straordinaria di approfondimento e conoscenza del...

L'Elefante del Bernini ferito e le sue origini

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© Photo by  Massimo Gaudio Piazza della Minerva, Obelisco della Minerva con l'elefante berniniano ferito È successo nuovamente! Ancora una volta l'elefante di Gian Lorenzo Bernini è rimasto vittima di distacco della parte finale di una zanna. Come già successo nel novembre del 2016, il frammento è stato ritrovato e consegnato alla Sovrintendenza Capitolina per effettuare il dovuto restauro dell'opera. Non si sa cosa sia successo veramente, se il distacco sia da considerarsi come un atto vandalico volontario oppure un cedimento a seguito degli avversi eventi atmosferici, quello certo è il fatto che verranno visionati i video ripresi dalle telecamere dislocate su tutta la piazza per capire la dinamica di questa nuova ferita. "Poro Pulcino" Obelisco della Minerva con l'elefante berniniano in forma splendida Le origini Fino al 14 giugno 2026 a Palazzo Barberini, sarà possibile ammirare il modello in terracotta realizzato dallo stesso "Cavalier Bernino"....

GIAN LORENZO BERNINI: I busti in mostra a Palazzo Barberini

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© Photo by  Massimo Gaudio Gian Lorenzo Bernini, Busto di Costanza Piccolomini Bonarelli (1636-1637) Marmo, 74 x 64 cm, Museo Nazionale del Bargello, Firenze Fino all'inizio del 600 e in realtà ancora per grande parte di quel secolo, i busti ritratto in marmo, con l'eccezione di quelli papali, erano quasi sempre commissionati per i monumenti funebri, avendo una funzione commemorativa (Il bianco marmo li rendeva eterni, privi della vividezza di quelli dipinti) di conseguenza erano destinate alle chiese. I busti scolpiti dal giovane Bernini non facevano eccezione in questo senso, ma la straordinaria capacità delle dell’artista di conferire naturalezza e verosimiglianza ai suoi ritratti marmorei - Di rivaleggiare, insomma, con la pittura - Sollecitò Francesco Barberini a fare una scelta del tutto inedita. Il Cardinale, nipote di Urbano VIII, verosimilmente di concetto con lo zio, intorno al 1627 maturò infatti il progetto di mettere insieme una serie di busti commemorativi di Barb...