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I MOSAICI NILOTICI, COSA SONO?

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  © Photo by Massimo Gaudio I mosaici nilotici sono pavimenti e decorazioni murali di epoca ellenistica e romana che raffigurano il fiume Nilo, la sua natura e la vita che si svolge sulle sue rive. Nascono come rappresentazioni geografiche e simboliche dell’Egitto e diventano, a Roma, un tema di grande successo nelle case e nelle ville di lusso.  Il soggetto si sviluppa ad Alessandria d’Egitto. Una spedizione scientifica voluta da Tolomeo II nel III secolo a.C. documentò animali, piante e popoli del Nilo: quei disegni furono la base per i mosaicisti. Con la conquista romana dell’Egitto nel 30 a.C. il tema si diffuse in tutto l’impero come segno di gusto, cultura e potere. Soggetti principali erano il Nilo, mostrato dalla sorgente al Delta, spesso con una veduta “a volo d’uccello”. Ippopotami, coccodrilli, ibis, anatre, pesci, manguste e a volte compaiono creature esotiche o mitiche. Anche canneti, papiri, fiori di loto in tutte le fasi, sono un simbolo di rinascita. Pescatori ...

Un fumetto di 2100 anni fa!

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© Photo by Massimo Gaudio A Palestrina non c’è solo il Mosaico del Nilo. In una sala al secondo piano dove appesi sui muri ci sono splendidi mosaici pavimentali, c’è un quadretto musivo di circa 50x90 cm, del II-I secolo a.C., trovato probabilmente in una casa ricca di Praeneste. Rappresenta un uomo forse accovacciato che indica una donna nuda in piedi di fronte a lui e accanto c’è scritto all'interno di una tabella ansata in greco:   ΚΑΛΗ ΝΗ ΤΟΝ ΔΙΑ ΤΟΝ ΟΛΥΜΠΙΟΝ  “Bella, lo giuro su Zeus Olimpio!” È letteralmente un fumetto di 2100 anni fa: disegno + battuta in nuvoletta. Il ΝΗ ci dice che a parlare è un uomo, perché era il giuramento maschile. Dimostra che i romani usavano i mosaici anche per scene di vita quotidiana, ironia, commenti “social”, non solo dèi e battaglie. Praticamente gli antichi romani già facevano le reaction con le caption. Solo che invece di postarle su Instagram, le facevano a mosaico e duravano 2000 anni. Che tablet! Sala espositiva

Mosaico Nilotico di Palestrina

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  © Photo by Massimo Gaudio Mosaico del Nilo È l'unico posto dove puoi vedere l'intero Nilo dalla sorgente al mare, senza muoverti di un passo, stando seduto ammirando su un muro uno splendido mosaico pavimentale.  Questo posto è Palestrina l'antica Praeneste a 40 km da Roma. Non è un semplice pavimento: è una mappa dipinta con le tessere, 4,31 × 5,85 metri, datata tra II e I secolo a.C., oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, dentro Palazzo Colonna Barberini. Fu scoperto tra fine Cinquecento e inizio Seicento, per caso, nella cantina del vecchio Palazzo Vescovile, dove era il pavimento dell'antica aula absidata del Foro di Praeneste che si trova al centro di Palestrina.  Nel 1625 il cardinale Andrea Baroni Peretti Montalto lo fa staccare, lo taglia a quadroni e lo porta a Roma. Nel 1630-1635 i Barberini comprano il feudo e, tramite il cardinale Lorenzo Magalotti, se lo riprendono. Nel 1640 torna a Palestrina restaurato, ma l'umidità lo rovin...

MATTIA MORETTI, MOSAICO DELLA SIBILLA PERSICA DI GUIDO RENI (1737)

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© Photo by Massimo Gaudio Mattia Moretti, Sibilla Persica (1737) - Mosaico Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti L'artista romano Mattia Moretti nel 1737 ha realizzato la Sibilla Persica, copia in mosaico dell'opera di Guido Reni, oggi appartenente alla collezione di Palazzo Pitti a Firenze. In un primo momento pensavo si trattasse di un dipinto, ma con un po' più di attenzione ho notato la finissima lavorazione che la rende unica nel suo genere. Vi ringrazio. Arrivederci al prossimo articolo. Massimo

MUSEO NAZIONALE ROMANO - PALAZZO MASSIMO, MOSAICO PAVIMENTALE

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© Photo by Massimo Gaudio Mosaico pavimentale a cassettoni con Muse e scene mitologiche paesistiche (fine II sec. d.C.) Il secondo piano del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo in Roma è dedicato prevalentemente alla ricostruzione degli ambienti delle Ville dell'Antica Roma. In una sala, sono esposte alcune pavimentazioni a mosaico, una di esse collocata in verticale su una parete per poter apprezzare la fine realizzazione. Si trova in ottimo stato ed è risalente alla fine del II secolo d.C., la forma quadrata favorisce un disegno a cassettoni, dove all'interno di essi, si trovano figure di Muse e scene mitologiche paesistiche. Vi ringrazio. Arrivederci al prossimo articolo. Massimo

I mosaici delle Collezioni Capitoline - Centrale Montemartini

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© Photo by  Massimo Gaudio Emblema policromo con leone e amorini (I sec. d.C.) - Centrale Montemartini I Musei Capitolini hanno la capacità di avere a disposizione una grande quantità di opere provenienti dall'antica Roma, come ad esempio manufatti, statue sia marmoree sia bronzee e una importante collezione di mosaici oggi visibile grazie ai ritrovamenti durante la creazione di infrastrutture nella Città di Roma verso la fine dell'Ottocento adatte per il ruolo che la Città avrebbe avuto come Capitale d'Italia. Alla Centrale Montemartini sulla via Ostiense, che è parte integrante dei Musei Capitolini, fino al 15 giugno 2022 sarà possibile ammirare una serie di mosaici dell'antica Roma del periodo che va dal I sec.a.C. fino al IV sec. d.C. Molte delle opere presenti nelle varie sale provengono dall'Antiquarium, altri dai Musei Capitolini ed altri ancora non si sono mossi dalla Centrale perché sono parte integrante dell'esposizione permanente del Museo che, oltre ...