Visualizzazione post con etichetta MUCIV Museo delle Civiltà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MUCIV Museo delle Civiltà. Mostra tutti i post

lunedì 11 agosto 2025

IL PICCOLO PRINCIPE, L'INFANZIA IN TEMPO DI GUERRA AL MUSEO DELLA CIVILTA'

© Photo by Massimo Gaudio

Arsen Zavadov, Il banchetto di Baltazzar (2025) Olio su tela, 217 x 400 cm


Un luogo insolito per il tema affrontato, ospita una mostra particolare. Nel quartiere EUR di Roma e più precisamente al MUCIV Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, si svolge una mostra che trova spunto dall'opera letteraria "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, dove viene messa in risalto la riflessione su cosa significa essere giovani oggi, sia che si tratti di bambini o adolescenti che vivono in Ucraina.

E' proprio "Il Piccolo Principe" il nome che è stato dato alla mostra che raccoglie 34 opere tra dipinti e sculture realizzate da 25 artisti ucraini, alcuni noti, alcuni acclamati, altri criticati, ma tutti quanti legati dalla provenienza seppur diversa per scuola, per generazione, per approcci artistici e per le diverse zone del Paese. Per molti degli artisti presenti, questo racconto è stato il punto di partenza e di riflessione per sviluppare e creare le proprie opere.

La mostra invita a riflettere sulla profondità dell'esistenza umana, mentre i giovani di tutto il mondo si interrogano su chi sono, cosa diventeranno e la capacità di affrontare e superare gli eventi traumatici di questi tempi.

La mostra sarà visibile fino al 21 settembre 2025

Ivan Marchuk, La luna si levò sul Dnipro (1980) Tempera su tela, 70 x 100 cm

Lyubomyr Medvid, Ragazzi con le ruote (2025) Tempera su cartone e tela, 130 x 230 cm

Mykola Shymchuk, Dittico, Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi (2025) Olio su tela, 100 x 600 cm

Oleksandr Roitburd, Autunno a Boldinsk. Poeta nel dipinto (2020) Olio su tela, 170 x 140 cm

Petro Humeniuk, Dolore (1985) Olio su cartone, 62 x 95 cm

Roman Zhuk, Ritratto di Parsuna (2008) Olio su tela, 200 x 200 cm

Victor Sydorenko, La luce dei cambiamenti inevitabili (2023) Olio su tela, 200 x 300 cm

Volodymyr Bohuslavskyi, Chiaro di luna (1999) Olio su tela, 90 x 97 cm

Yuriy Syvyryn, Infanta in nero della serie Trasformazione (2020) Acrilico su tela, 200 x 150 cm

Sala espositiva

Sala espositiva

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

lunedì 4 agosto 2025

Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana al MUCIV-Museo delle Civiltà

 © Photo by Massimo Gaudio

Ex Voto


Fino al 1° marzo 2026 il MUCIV-Museo delle Civiltà presenta la mostra Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana: un percorso che si configura come un racconto sulle tradizioni popolari italiane in cui si intrecciano memoria e attualità, singoli e comunità, cultura e natura e in cui una pluralità di supporti e linguaggi accessibili si propone di diffonderne la conoscenza e accresce la consapevolezza del ruolo che esse possono rivestire anche nella società contemporanea.

Organizzata dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Culturae curata da Massimo Osanna (Direttore Generale Musei) e Andrea Viliani (DirettoreMUCIV), insieme a un’équipe multidisciplinare composta da Funzionarie e Funzionari della Direzione Generale Musei, del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, la mostra–realizzata con la collaborazione di Cristiana Perrella e progetto di allestimento di Forma fantasma con la co-progettazione dell’Arch. Maria Rosaria Lo Muzio,  si configura come un vero e proprio manifesto di cultura pubblica che ridefinisce il ruolo del museo come spazio-tempo accessibile alla molteplicità dei pubblici contemporanei.

Le fiabe sono vere... Stora popolare italiana intende ripensare il museo come esperienza inclusiva e plurale, laboratorio di incontro e confronto, trasformazione e partecipazione. Un percorso tra oltre 500 opere, tradipinti e disegni, abiti e maschere, amuleti e ex voto, attrezzi agricoli e veicoli di trasporto, strumenti musicali, giocattoli, fotografie, stampe e filmati, ispirato dalla struttura simbolica della fiaba così come definita da Italo Calvino nella prefazione all’antologia Fiabe italiane (1956). Un percorso che segue macroaree tematiche come la selva, il mare, la campagna, il paese, la dinamica fra lavoro e festa, il gioco, la magia e il viaggio, per provare a capire il mondo che cicirconda e a rintracciare le molteplici connessioni fra il nostro passato e il nostro presente. A guidare i visitatori sarà una fiaba, scritta appositamente per la mostra dalla narratologa Elena Zagaglia, che attraverso le avventure del protagonista Elio percorre tutte le 12 sezioni della mostra.

La mostra vuole essere, soprattutto, un esperimento museologico in cui antropologia, design,  pedagogia e tutela del patrimonio dialogano coni criteri dell’accessibilità e della partecipazione pubblica. Per questo nel progetto è stato sviluppato un articolato sistema di strumenti per l’accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica, progettati in collaborazione con enti, associazioni di riferimento e professionisti cone senza disabilità, coordinati da Miriam Mandosi, per interpretare i contenuti della mostra da prospettive diverse e con l'obiettivo di delineare un caso-studio per la museologia italiana da testare e migliorare infuturo.

Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana invita inoltre all’interazione del pubblico, invitato a completarela mostra con le proprie favole, oggetti, ricordi e storie, ovvero le proprie “tradizioni viventi”, da proporre al museo scrivendo a muciv.tradizioniviventi@cultura.gov.it. L’ingresso e la fine del percorso collocati in un’area al piano terra, evoca la "piazza di un paese” che per tutta la durata della mostra verrà animata e trasformata in uno spazio di eventi vivo, permeabile e condiviso, un’area di co-progettazione per scuole, famiglie, comunità patrimoniali e realtà associative.

A seguire ho inserito fotografie di soltanto alcuni degli oggetti presenti nella grande sala che ospita la mostra suddivisa in varie tipologie, ognuna dedicata a un settore lavorativo e di vita comune, mostra ampliata più nel dettaglio attraverso la collezione permanente presente nel museo iniziata agli inizi del XX secolo da Lamberto Loria (ultima fotografia).

La mostra si svolge presso il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari in piazza Guglielmo Marconi 8, Roma EUR


Carretto siciliano, Catania XIX-XX sec, Legno e ferro

Vari cesti provenienti dal territorio nazionale

Sicilia, Tela con scene di lavoro (XIX-XX sec) Tempera su tela

Odoardo Ferretti, Ritratto di Lamberto Loria (1939) Olio su tela


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

giovedì 22 maggio 2025

COOKING SECTION, DIRITTI AI SEMI, DIRITTI DEI SEMI al MUCIV di ROMA

© Photo by Massimo Gaudio

Cooking Section, Diritti ai semi, diritti dei semi (2024)
125 specie diverse di semi, 125 vasi in terracotta, 8 pali in metallo, 200x640x200 cm 


Il MUCIV Museo delle Civiltà che si trova nel quartiere EUR a Roma, ha inaugurato ieri il secondo capitolo che segue quello inaugurato nel 2023. Il Museo delle Opacità #2, posta l'attenzione sulla relazione fra agricolture e architetture coloniali per analizzare, attraverso opere fotografiche e documenti d'epoca, aspetti come l'utilizzo economico delle risorse ambientali, geologiche e umane e l'uso dell'arte nella definizione e realizzazione delle politiche coloniali nei territori occupati in Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia. 
Nell'ambito del tema agricolo, è presente nel salone che accoglie i visitatori, l'opera Rights to Seeds, Rights of Seeds (letteralmente Diritti ai Semi, Diritti dei Semi) di Cooking Section, collettivo londinese fondato nel 2013 da Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe.
L'opera, che è stata acquisita grazie al bando PAC-Piano per l'arte contemporanea del Ministero della Cultura, segue la ricerca per il progetto sviluppato nell'ambito delle Monoculture Meltdown, CLIMAVORE x Jameel presso Royal College of Art RCA.
L'intervento degli artisti mira a preservare una collezione vivente ed eterogenea di sementi contadine contemporanee coltivate da generazioni di agricoltori dell'Italia meridionale e selezionate per la loro resistenza a siccità e stress termico. 
L'installazione composta da 125 vasi in terracotta sorretti da otto pali in metallo, contengono 125 specie diverse di sementi creando così una banca di semi estratti dalle agricolture locali di territori colonizzati (soprattutto Eritrea, Somalia e Libia). Questi vasi in terracotta sono accessibili e gli agricoltori italiani impegnati in pratiche agroecologiche, possono depositare e scambiare le sementi conservate al loro interno.
Cooking section è nato con l'intento di portare avanti un progetto sui sistemi di distribuzione alimentare globale e la loro ricerca artistica li porta alla realizzazione di opere di vario genere come l'installazione presente nel MUCIV.

Cooking Section, Diritti ai semi, diritti dei semi (2024)
125 specie diverse di semi, 125 vasi in terracotta, 8 pali in metallo, 200x640x200 cm (dettaglio)

Daniel Fernández Pascual con Alon Schwabe durante la conferenza stampa

Biografia

Cooking Sections (fondato a Londra nel 2013 da Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe) indaga i sistemi che plasmano il mondo attraverso il cibo, rintracciando le eredità spaziali, ecologiche e politiche dell'estrattivismo. Utilizzando installazioni, performance e video, la loro pratica si trova all'intersezione tra arte, architettura, ecologia e geopolitica. Cooking Sections utilizza il cibo come lente e strumento per rivelare i sistemi di sfruttamento, il dissesto ecologico e le disuguaglianze metaboliche alla base dei sistemi alimentari globali. Dal 2015 dirigono CLIMAVORE, un progetto a lungo termine che esplora come cambiare la nostra alimentazione in relazione alla crisi climatica. Il loro lavoro è stato esposto a livello internazionale, tra le altre istituzioni, presso: Tate Britain, Serpentine Galleries, Londra; SALT, Istanbul; Bonniers Konsthall, Stoccolma; Carnegie Museum of Art, Pittsburgh; Royal Botanic Garden, Edimburgo; Storefront for Art and Architecture, New York. Hanno inoltre creato performance e installazioni site-specific per la Biennale di Taipei, la 58ª Biennale di Venezia, la Biennale di Istanbul, Performa17, Manifesta12, la Triennale di Arte Pubblica di Los Angeles, la Triennale di Architettura di Sharjah e la Triennale di New Orleans. Tra le residenze figurano l'Headlands Center for the Arts, Fogo Island Arts e la Delfina Foundation. Cooking Sections è stata nominato per il Turner Prize nel 2021 e per il Visible Award nel 2019, e nello stesso anno ha ricevuto il Premio speciale al Future Generation Art Prize. Pascqual e Schwabe sono lettori di Architettura e Pratica spaziale presso il Royal College of Art di Londra, dove dirigono CLIMAVORE x Jameel presso RCA, e sono, inoltre, borsisti presso il Canadian Institute for Advanced Research. 


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Paolo Caliari detto IL VERONESE - 8 opere

  © Photo by  Massimo Gaudio Paolo Caliari detto IL VERONESE (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588) Paolo Caliari detto IL VERONESE,  Visi...