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giovedì 5 febbraio 2026

Jacopo Robusti detto TINTORETTO - 2 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Jacopo Robusti detto TINTORETTO

(Venezia, settembre o ottobre 1518 – Venezia, 31 maggio 1594)


Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Cristo e l'adultera (1549)
Olio su tela, 119 x 168 cm. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne (1577-1578)
Olio su tela, Museo Nazionale del Prado, Madrid


giovedì 11 settembre 2025

Vedova Tintoretto. In dialogo - Palazzo Madama, Museo Civico d'Arte Antica di Torino

 



Dal 19 settembre 2025 al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama–Museo Civico d’Arte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo”. Un eccezionale percorso espositivo concepito per accostare l’arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca – Jacopo Robusti detto il Tintoretto (Venezia,1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia,1919-2006) – letti in parallelo, così da affrontare lo sviluppo dell’opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d’elezione, indagando similitudini e temi consonanti (odissonanti) alla base delle singole scelte espressive. Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama esalterà l’impeto e la forza dell’articolato rapporto che lega i due artisti attraverso l’accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell’artista in formale. 

Il progetto dell’esposizione prende avvio dall’eccezionale opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive, e paradigmatiche, della parabola umana e artistica di Tintoretto: l’Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manete dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti. “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia aritmisincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa (...)”.[Emilio Vedova] 

Vedova Tintoretto. In dialogo, allestita nell’Aula del Senato del Regno d’Italia, presenta una cinquantina dicapolavori tra tele di Emilio Vedova e  opere di Tintoretto quali le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di  Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (daTintoretto) (1942), La crocifissione (daTintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l’esposizione è Vedova con la monumentale in stallazione... incontinuum, compenetrazione/traslati ’87/’88: più di cento grandite le, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.

Emilio Vedova, Interpretazione dal trasporto di San Marco dal Tintoretto, 1936, colori a pastello e carboncino su cartone, 98,8 × 69,5 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Fabrizio Gazzarri, Milano

Emilio Vedova, (studio da San Marco salva un saraceno dal naufragio di Tintoretto), 1940, inchiostro su carta, 29,2 × 24 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Vittorio Pavan, Venezia

Emilio Vedova, Autoritratto, 1940-1941, colori a olio su tela, 50,2 × 40,2 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Fabrizio Gazzarri, Milano 

Emilio Vedova, (studio per Autoritratto), 1946, colori a tempera e colori a pastello su carta, 69,2 × 48,4 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Vittorio Pavan, Venezia

Emilio Vedova, Ciclo ’81 - Compresenze - 1, 1981, colori acrilici, colori alla nitro, colori a pastello, carboncino e carta su carta intelata, 275 × 275 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Paolo Mussat Sartor, Torino

Jacopo Robusti detto il Tintoretto, Trinità, 1561-1562 circa Olio su tela, cm 123x184 Musei Reali - Galleria Sabauda, inv. 416.

Jacopo Robusti detto Tintoretto, Autoritratto, 1588, olio su tela Musée du Louvre, Parigi
© GrandPalaisRmn (Musée du Louvre) / JeanGilles Berizzi


lunedì 1 aprile 2024

TINTORETTO (JACOPO ROBUSTI), GIUDITTA E OLOFERNE (1577-1578)

© Photo by Massimo Gaudio


Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid

Il dipinto realizzato da Tintoretto e dalla sua bottega è conservato presso il Museo Nazionale del Prado a Madrid. Le sue notevoli dimensioni (188 x 251 cm) hanno dato la possibilità all'artista di inserire all'interno della scena molti elementi che permettono di coinvolgere l'osservatore, iniziando dai corpi di Giuditta e la sua ancella che rendono movimentata la scena. La prima vestita in modo elegante intenta a coprire con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la seconda è stata ritratta mentre termina di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della sua bisaccia. I tre personaggi sarebbero già sufficienti, ma a completamento della tragica scena, Tintoretto ha voluto inserire particolari che la rendono ancor più ricca, in particolare ha voluto evidenziare l'azione della storia biblica mentre volge verso il termine, con la spada che non è come al solito nella mano di Giuditta, ma si trova ai piedi del letto. 








Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

domenica 24 maggio 2020

Tintoretto, Cristo e l'adultera

Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Cristo e l'adultera (1549) - Palazzo Barberini - Roma
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Dopo quest’affermazione di Gesù, divenuta proverbiale, tra i personaggi sembra essere calato il silenzio. L’adultera, rimasta in piedi con le braccia sollevate, stava rischiando la lapidazione ma ora è di nuovo libera; la folla di scribi e farisei, che fino a poco tempo prima la circondava, si è allontanata, e l’ultimo di loro visibile sulla destra accanto ai soldati sta per uscire di scena. I discepoli sono schierati a semicerchio alle spalle di Gesù, quasi a formare un blocco di contrapposizione ai farisei. Infatti, in questo episodio, il loro scopo non è punire l’adultera trovata in flagranza di reato, ma far cadere Gesù in contraddizione e sminuirne la popolarità, affidandogli la sentenza sulle sorti della donna.
La scena è ambientata in un’architettura di tipo rinascimentale. Le file di colonne e le losanghe del pavimento convergono verso il punto di fuga, collocabile in fondo a destra, creando un effetto di notevole profondità spaziale. Dettaglio interessante i segni indecifrabili sul pavimento, la cui presenza è fedele al racconto del Vangelo di Giovanni, in cui si legge: “E Gesù, chinatosi di nuovo, scriveva per terra”. (dal sito Palazzo Barberini)

Autore: Jacopo Robusti detto TINTORETTO (Venezia 1519 - 1594) 
Titolo: Cristo e l'adultera
Supporto: Olio su tela
Anno: 1549
Misure (cm.): 119 x 168
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

domenica 21 luglio 2019

CRISTO E L'ADULTERA DEL TINTORETTO

Photo by Massimo Gaudio

Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Cristo e l'adultera (1545-1548) - Palazzo Barberini - Roma

Quante volte abbiamo detto o sentito la frase "chi è senza peccato scagli la prima pietra"? Il pittore veneto Jacopo Robusti detto TINTORETTO (Venezia 1518 - 1594), in questo dipinto ha voluto ricreare il momento in cui Gesù, rivolgendosi ai scribi e farisei che volevano lapidare una prostituta colta in flagranza di reato, disse loro la celebre frase. Il dipinto si intitola Cristo e l'adultera , è un olio su tela che misura 119 x 168 cm., è stato eseguito tra il 1545 ed il 1548 e si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma

Luca Giordano - 5 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Luca Giordano (Napoli, 18 ottobre 1634 – Napoli, 12 gennaio 1705) Luca Giordano, Autoritratto (1655-1658) Olio su...