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giovedì 22 gennaio 2026

Giorgio Vasari - 26 opere

 © Photo by Massimo Gaudio


Giorgio Vasari 

(Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574)


Giorgio Vasari, Il Cristo portacroce (1553) Olio su tavola, Collezione privata (USA)

Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini e Van Der Straet Jean detto GIOVANNI STRADANO attr., Presa del forte presso la porta Camollia di Siena (1570) Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini
Massimiliano imperatore toglie l'assedio a Livorno (1568-1571)
Affresco, 760 x 610 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze


Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini e Jacopo Zucchi,
Presa della Fortezza di Stampace a Pisa (1568-1571)
Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze


Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini,
Battaglia tra pisani e fiorentini a Torre S. Vincenzo (1568-1571)
Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze


Giorgio Vasari, Giovanni Battista Naldini,
Apoteosi di Cosimo I de' Medici (1564-1565)
Tempera su tavola, 220 (diametro) cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze


Giorgio Vasari, Sabine mettono pace tra il loro popolo e Romani (1561-62) Affresco, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Cosimo il Vecchio torna dall'esilio (1556)
Affresco, 334 x 175 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Ercole bambino soffoca i serpenti (1556-1557)
Affresco, 180 x 200 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari e Van Der Straet Jan Detto GIOVANNI STRADANO,
Ester e Assuero (1561-1562)
Olio su tavola, 210 x 330 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Giove allevato da ninfe allattato da Amaltea
Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Gualdrada si rifiuta di baciare l’imperatore Ottone IV
Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Lorenzo il Magnifico riceve l'omaggio degli ambasciatori (1556-1557) Affresco, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari e Van Der Straet Jan Detto GIOVANNI STRADANO,
Penelope al telaio (1561-1562)
Olio su tavola, 220 (diametro) cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Presa di Porto Ercole (1567-1571)
Affresco, 760 x 610 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari e aiuti, Stemma gentilizio della famiglia Medici e Toledo (1556-1558) Affresco, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, scuola, Zuffa fra cavalieri (1568-1571) Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasarie e Jacopo Zucchi, Battaglia di Marciano in Val di Chiana (1570-1571) Affresco, 760 x 1300 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari e aiuti, Allegoria dei quartieri di Santo Spirito e Santa Croce (1563-1565)
Olio su tavola, 220 (diametro) cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari e aiuti, Arnolfo di Cambio mostra i progetti per ingrandire Firenze (1563-1565)
Olio su tavola, 540 x 540 cm, Museo di Palazzo Vecchio, Firenze

Giorgio Vasari, Allegoria della Immacolata Concezione (1541)
Olio su tavola, 345 x 230 cm, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma

Giorgio Vasari, Madonna col Bambino in Gloria tra i santi Onofrio, Caterina, Ivo di Bretagna, Iacopo e Filippo (1568) Dipinto su tavola, 264 x 191 cm Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Arezzo, Arezzo

Giorgio Vasari, Stendardo di San Rocco (1568)
Tempera su tavola, 188 x 132 cm Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Arezzo, Arezzo

Giorgio Vasari, Stendardo di San Rocco visita gli appestati (1568) Tempera su tavola, 188 x 132 cm Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Arezzo, Arezzo

Giorgio Vasari, Cristo portacroce
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma

Giorgio Vasari, Sacra Famiglia con san Giovannino, ambito di (1550 ca.)
 Olio su tavola, 98 x 72 cm, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma


giovedì 25 luglio 2024

GIORGIO VASARI, CRISTO PORTACROCE (1553)

  © Photo by Massimo Gaudio


Giorgio Vasari, Il Cristo portacroce (1553)

Mi è capitato di vedere qualche anno fa alla Galleria Corsini di Roma un dipinto del celebre pittore aretino Giorgio Vasari dal titolo Il Cristo Portacroce realizzato nel 1553. È stata sicuramente una grande fortuna poterlo ammirare in tutta la sua bellezza visto che fa parte di una collezione privata. Il dipinto, passato nel Seicento nelle collezioni Savoia, era da tempo considerato perduto, finché non è stato identificato da Carlo Falciani studioso di pittura vasariana, che lo ha riconosciuto nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze, indicando la data e il nome del prestigioso destinatario


“Ricordo come a dì XX di maggio 1553 Messer Bindo Altoviti
ebbe un quadro di braccia uno e mezzo drentovi 
una figura dal mezzo in su grande, 
un Cristo che portava la Croce 
che valeva scudi quindici d’oro”


Dopo essere stato restaurato in uno studio di Firenze, grazie alla generosità dei proprietari i quali hanno ritenuto giusto che fosse Roma la città adatta dove essere esposto al pubblico per la prima volta perché proprio a Roma Vasari lo consegnò a Bindo Altoviti prima di partire per Firenze al servizio dei Medici.
Sono rimasto da subito colpito dalla sua bellezza e dall'eleganza in cui viene ritratto Cristo in uno degli ultimi momenti della sua vita. Di solito viene raffigurato sofferente e appesantito dalla Croce stessa, invece questa volta il volto di Cristo esprime serenità nonostante sappia già quale sia il suo destino terreno.



Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Maffeo Barberini di Caravaggio torna a casa

© Photo by  Massimo Gaudio MICHELANGELO MERISI detto CARAVAGGIO, Ritratto di monsignor Maffeo Barberini Ho avuto modo di ammirare presso le ...