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Paolo Caliari detto Paolo Veronese alla Galleria Borghese

  #artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Paolo Caliari detto VERONESE, La predica del Battista (1562) Come il dipinto raffigurante la Predica di S. Antonio da Padova (inv.101 ), la tela venne inviata nel 1607 come dono del patriarca di Aquileia al cardinale Scipione Borghese. La composizione della tela  si mostra estremamente innovativa, sia  per la figura del Battista – posto significativamente al centro  della composizione – sia per  il taglio prospettico articolato su tre piani successivi. L’effetto ‘in controluce’ sulla figura del predicatore evidenzia la tecnica del ‘cromatismo’ veronesiano, espressa dalla  novità delle ‘ombre colorate’, ottenute mediante l’accostamento di colori puri e i contrasti tra tinte calde e fredde, secondo un principio individuato da Leonardo e ripreso dalla pittura moderna . (testo tratto dal sito Galeria Borghese) Paolo Caliari detto VERONESE,  La predica di Sant'Antonio da padova(1580) Anche questo dipinto, come la Predica del Battista (inv

IL NARCISO DI CARAVAGGIO

Photo by Massimo Gaudio

Nella Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, si trova un dipinto attribuito a Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610) dal titolo Narciso, che però in questo momento non è esposto al pubblico. Secondo il racconto di Ovidio, il bel giovane respingeva tutte le persone che si innamoravano di lui. Anche la ninfa Eco si innamorò, ma come in precedenza, anche lei fu respinta, così la ninfa con il cuore a pezzi vagò per le valli piangendo per tutta la durata della sua vita e di lei non rimase solo la voce. Nella rappresentazione di Caravaggio, si vede il momento che precede la morte per annegamento del giovane a seguito della punizione della dea greca Nemesi che aveva ascoltato il dolore della ninfa. Infatti, Narciso mentre era nel bosco, per dissetarsi si inginocchiò davanti una pozza d'acqua e fu lì che vide l'immagine di un bellissimo ragazzo della quale si innamorò perdutamente. Siccome non aveva mai avuto il modo di vedersi prima, quando si accorse che quello riflesso era lui stesso e non avrebbe mai potuto amarlo, si lasciò scivolare nello specchio d'acqua. Le ninfee Naiadi e le Driadi volevano collocare il corpo del giovane su un rogo funebre, ma al suo posto trovarono un fiore al quale diedero il nome di Narciso.
E' strano notare quanto a volte nella natura si trovano delle similitudini con quello che conosciamo. Una mattina mi trovavo nel mio giardino, la notte precedente aveva piovuto ed il sole non aveva ancora fatto evaporare l'acqua su tutta la soglia di un muretto perché un mirto con la sua chioma non permetteva al sole di arrivarci. Sulla soglia, l'acqua faceva da specchio ed un narciso, sicuramente appesantito dalla pioggia, chino su di essa, ci si rifletteva sopra, proprio come il Narciso nel dipinto del Caravaggio.




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