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lunedì 26 gennaio 2026

GASPARE LANDI, Ritratto di Antonio Canova (1806)

 © Photo by Massimo Gaudio


Autore: Gaspare Landi
Titolo: Ritratto di Antonio Canova
Datazione: 1806
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 60 x 47
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

lunedì 11 novembre 2024

ANTONIO CANOVA E L'APPIA ANTICA

© Photo by Massimo Gaudio

Sepolcro di Marco Servilio Quarto

Ci sono dei luoghi nella Città Eterna che raccontano di un popolo che in passato ha fatto grande Roma. Uno di questi è la Regina delle Vie.
L'Appia Antica nasceva vicino al Circo Massimo e con il tempo è arrivata fino in Puglia. Purtroppo oggi non c'è traccia della parte iniziale, però c'è un tratto dove si può trovare quella magia capace di riportare il pensiero indietro nel tempo. È il tratto che va dalla Villa di Massenzio fino a Casal Rotondo, dove c'è la più alta concentrazione di edifici sepolcrali di varie tipologie che si susseguono ininterrottamente su entrambe i lati realizzati dall'età Repubblicana fino a quella tarda imperiale. Un vero e proprio Museo a cielo aperto, dove si respira aria pulita e dove non c'è il fastidio delle automobili, insomma, una vera e propria passeggiata all'interno della storia.
Come al solito, se oggi abbiamo la possibilità di vedere tantissime opere provenienti anche dal passato, lo dobbiamo ad Antonio Canova che agli inizi del XIX secolo fu nominato Ispettore delle Belle Arti dello Stato Pontificio.
Egli autorizza il restauro di vari sepolcri che si trovano su via Appia Antica e due di questi si trovano sul lato sinistro guardando verso sud al limite del IV Miglio. La prima tomba a essere restaurata è quella del liberto Marco Servilio Quarto inglobando i frammenti in una quinta scenografica in laterizio. Un frammento marmoreo riporta una frase che collega il nome dello schiavo diventato libero che recita

M. SERVILIUS QUARTUS
DE SUA PECUNIA FECIT

M. SERVILIUS QUARTUS
LO HA FATTO CON I SUOI SOLDI


Nella parte centrale è stata inserita una targa marmorea che riporta la data del restauro e la dedica a Pio XII da parte di Canova.

FRAGMENTA
AD SEPULC. HOC AN. MDCCCVIII
A CANOVA REPERTA AC DONATA
PIUS VII P. M.
ITA IN PERPET. SERVANDA
CONSULUIT





A poca distanza dalla Tomba di Marco Servilio Quarto, Antonio Canova fece restaurare un sepolcro in ricordo di Seneca che proprio nelle vicinanze del Quarto Miglio possedeva una villa dove, caduto in disgrazia, si suicidò su ordine di Nerone. Oggi il sepolcro è ridotto a un semplice pilastro in laterizio dove incastonata si vede la testa di un leone, l'unico decoro rimasto anche se Canova ne fece inserire molti di frammenti sia architettonici che decorativi.

Sepolcro di Seneca



Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 16 gennaio 2024

ANTONIO CANOVA PER I FRATELLI BONAPARTE

© Photo by Massimo Gaudio




Antonio Canova è stato sicuramente uno degli scultori più bravi che la storia dell'arte abbia mai avuto. Sicuramente è questo uno dei motivi se agli inizi dell'Ottocento è stato molto impegnato con la famiglia Bonaparte.
In Italia Camillo Borghese in occasione del suo matrimonio con la giovane Paolina Bonaparte, commissionò a Canova una scultura che esaltasse la sua bellezza, così Canova nel 1804 scolpì Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice in esposizione alla Galleria Borghese in Roma. In Francia due anni prima, nel 1802, il fratello Napoleone Bonaparte commissionò allo scultore veneto un busto molto probabilmente per celebrare la sua ascesa al trono, avvenuta effettivamente il 2 dicembre del 1804 con la propria auto-incoronazione nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 8 agosto 2023

Casino Nobile - Musei di Villa Torlonia

© Photo by Massimo Gaudio

L'Arte di fotografare l'Arte



Il Casino Nobile

I Musei di Villa Torlonia si trovano nel quartiere Nomentano in via Nomentana e sono formati da vari edifici tra cui il Casino Nobile, realizzato da Giuseppe Valadier su commissione di Giovanni Torlonia, il quale acquistò nel 1797 quello che una volta era Vigna Colonna. Valadier tra il 1802 ed il 1806 eseguì i lavori di ristrutturazione ed ampliamento inglobando la vecchia struttura aggiungendo porticati, terrazze ed avancorpi.
Per rendere ancor meglio visibile il Palazzo, all'originaria facciata ideata da Valadier, fu successivamente addossato un grandissimo pronao sovrastato da una loggia monumentale con colonne che sorreggono un frontone triangolare entro cui è stato posto un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante Bacco che torna trionfante dalle Indie su un carro trainato da tigri. Ai fianchi del palazzo ad est e ad ovest, furono sostituite e due piccole ali porticate progettate da Valadier con due portici con colonne doriche.
Nel piano terra del Palazzo trova un posto di rilievo quella che oggi si chiama Sala da ballo che in origine era la Sala da pranzo, illuminata da una sola grande finestra, dalla quale la luce che vi entrava veniva riflessa da specchi posti sulle pareti per ampliare sia la luce che per dare l'illusione di uno spazio più grande. Nella Sala si trovavano dieci bassorilievi in gesso eseguiti da Antonio Canova dei quali ne sono rimasti alcuni e esposti in una Sala poco distante. Tutto intorno ad esso girano vari corridoi che portano a varie Sale tra le quali spicca la Sala da Bagno realizzata seguendo un disegno pompeiano. Molto suggestivo il portico che si affaccia sul parco della Villa dove fa bella mostra di se il laghetto artificiale ed un obelisco egizio.


Sala da ballo


Volta della Sala da ballo

Sala da bagno

Primo vestibolo

Portico


Camera dei poeti e degli artisti italiani, Diana Gabina (XIX sec)


Scalone interno


Sia il piano terra che il piano nobile avevano la funzione di rappresentanza e quest'ultimo presenta Sale decorate in stili e motivi diversi tra loro come accade per la Sala di Bacco, la Sala Egizia e la Sala di Alessandro, inoltre trovano la collocazione due Camere da letto padronali.
Il secondo piano del Palazzo era destinato agli alloggi della servitù, dove attualmente è ospitato il Museo della Scuola romana, mentre il seminterrato era dedicato ai servizi e da dove si accede al rifugio fatto sistemare da Benito Mussolini e al bunker costruito successivamente per maggiori garanzie di sicurezza.



Piano primo


Anticamera

Camera da letto

Camera da letto

Camera Egizia

Loggia

Sala di Alessandro

Sala di Alessandro

Volta della Sala di Alessandro

Sala di Bacco


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

I GRANDI ARTISTI NELLA BASILICA PAPALE DI SAN PIETRO

 © Photo by Massimo Gaudio


Botticelle davanti Piazza e Basilica di San Pietro nel 1992

Chissà quante volte siamo entrati all'interno di una chiesa senza immaginare o sapere di essere circondati da opere di pregio. La basilica papale maggiore di san Pietro in Vaticano per ovvi motivi ha moltissime opere d'arte al suo interno, basti pensare che essa stessa è un capolavoro dell'arte italiana. Dal 1506 per più di due secoli architetti di grande rilievo si sono susseguiti nella realizzazione della basilica; Bramante, Antonio e Giuliano da Sangallo, Raffaello Sanzio, Baldassarre Peruzzi, Michelangelo Buonarroti, Giacomo della Porta, Domenico Fontana, Carlo Maderno e infine Gian Lorenzo Bernini. Dall'unione di così tante eccellenze non poteva non essere realizzata un'opera così magnifica.

Architetti
Metterò in risalto i lavori di due tra i più famosi e importanti architetti che hanno partecipato alla realizzazione della basilica, coloro i quali hanno creato i simboli principali della Basilica: Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo 1475 - Roma 1564) e Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680). Il primo è colui che ha contribuito alla realizzazione della Basilica come la vediamo oggi, il secondo ha contribuito con le sue sontuose opere ad arricchire il suo interno.

Interno della Cupola

Baldacchino di San Pietro ideato da Gian Lorenzo Bernini (1624-1633) e la Cupola di Michelangelo

Cattedra di San Pietro un monumentale reliquiario opera di Gian Lorenzo Bernini

Scultori
Da quando papa Giulio II nel 1506 ha voluto la ricostruzione dell'attuale basilica, moltissimi scultori più o meno conosciuti, si sono susseguiti nella creazione di sculture per lo più di arte funeraria. Senza dubbio l'artista che più ha lavorato al suo interno è stato Gian Lorenzo Bernini realizzando ben tre monumenti funebri per altrettanti papi. La basilica è piena di statue e sculture di vario genere. Ecco alcune di esse:

Monumento funebre a papa Alessandro VII di Gian Lorenzo Bernini

Monumento funebre a Matilde di Canossa di Gian Lorenzo Bernini (1633-1637)

Monumento funebre a  Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini (1627)

Michelangelo Buonarroti, La Pietà (1497-1499)


Monumento funebre agli Stuart  di Antonio Canova (1829)

Monumento funebre a Gregorio XIII Camillo Rusconi (1723)

Monumento funebre a Pio VIII di Pietro Tenerani (1866)

Monumento funebre a Leone XI di Alessandro Algardi (1644)

Monumento funebre a  Innocenzo VIII di Antonio Pollaiolo (XV sec.)

Monumento funebre a Cristina di Svezia di Carlo Fontana (XVII sec.)

Acquasantiera di Giuseppe Lironi, Francesco Moderati e Giovan Battista de Rossi (1722-25)

Statua bronzea di san Pietro attribuita ad Arnolfo di Cambio

Cappella del Battesimo progettata da Carlo Fontana e decorata con mosaici di Giovanni Battista Gaulli detto BACICCIO

Porta della Morte Giacomo Manzù, anta destra (1964)



Pittori
L'ultima immagine appena vista coniuga due aspetti: la scultura e la pittura. La maggior parte delle pale degli altari che si possono ammirare sparse in tutta la basilica sono copie di opere realizzate da originali di artisti di rilievo come Raffaello, Caravaggio, Pomarancio, Baciccio, Domenichino, Giotto e tanti altri ancora. Anche nelle lunette delle cupole si possono ammirare splendidi mosaici realizzati attraverso un accurato lavoro dei maestri mosaicisti. Scopriamo quali sono:

Riproduzione in mosaico della celebre Trasfigurazione di Raffaello Sanzio (1520)

Cappella del Battesimo progettata da Carlo Fontana e decorata con mosaici di Giovanni Battista Gaulli detto BACICCIO

Cappella di San Sebastiano con la tomba di san Giovanni Paolo II e il mosaico del Martirio di san Sebastiano del DOMENICHINO (1625-1630)

Altare di San Girolamo con la tomba di san Giovanni XXIII e il mosaico de la Comunione di san Girolamo del DOMENICHINO (1611-1614)

Altare della Bugia con mosaico Castigo dei coniugi Anania e Saffira di Cristoforo Roncalli detto IL POMARANCIO (1604)

Monumento funebre a  Gregorio Magno e mosaico Il Miracolo di san Gregorio di Andrea Sacchi (1627)

Altare della Sagrestia, Deposizione di Caravaggio (1602-1603)

Navicella degli Apostoli eseguito da Giotto (1305-1313)

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Paolo Caliari detto IL VERONESE - 8 opere

  © Photo by  Massimo Gaudio Paolo Caliari detto IL VERONESE (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588) Paolo Caliari detto IL VERONESE,  Visi...