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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

IL CRATERE DI BACCO

Cratere con scene bacchiche - Musei Capitolini - Roma

I crateri, sono dei grandi vasi usati in varie epoche, sia dai greci, sia dagli etruschi che dai romani. Il cratere in marmo pentelico di questo articolo, è stato ritrovato durante gli scavi nella zona degli horti Vettiani nel 1872 e si trova ai Musei Capitolini di Roma. Su di esso sono raffigurate raffigurate scene bacchiche, nello specifico è raffigurato un corteggio dionisiaco con satiri e menadi travolti dal ritmo della danza orgiastica.

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