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Dialogo sull'Apollo e Dafne tra Gian Lorenzo Bernini e Piero del Pollaiolo alla Galleria Borghese

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  © Photo by Massimo Gaudio Sala Apollo e Dafne, Galleria Borghese, Roma Gli spazi della Galleria Borghese fino al 20 settembre offrono il contesto privilegiato per lo sviluppo sulla Metamorfosi di Ovidio. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile come per il celebre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo che dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria. Bernini ha scolpito nel marmo e Piero del Pollaiolo ha dipinto su tavola, il momento in cui, secondo Ovidio, Apollo dopo essere stato colpito con una freccia da un Cupido geloso, si invaghisce della ninfa Dafne che però non vuole saperne del dio innamorato, così chiede auto al padre Peneo che per aiutarla la trasforma in un albero di alloro. La piccola tavola a olio attribuita a Piero del Pollaiolo è databile tra il 1470 e il 1480 circa e  misura 29,5 x 20 cm. Oggi si trova alla National Gallery di Londra. Per...

Rilievo con trionfo dell'imperatore Traiano al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

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© Photo by Massimo Gaudio Rilievo con trionfo dell'imperatore Traiano (prima metà II sec. d.C.) Al piano nobile del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, è esposto nella sala dedicata alla scultura romana, il  Rilievo con trionfo dell'imperatore Traiano , uno dei pezzi più importanti del Museo ospitato a Palazzo Colonna Barberini. È un grande e raro rilievo in marmo che mostra l’imperatore Traiano durante una cerimonia di trionfo. La scena è frammentaria ma si riconoscono bene alcuni elementi tipici: L’imperatore è in piedi su una quadriga trionfale trainato da quattro cavalli, vestito con la toga picta e con in mano lo scettro mentre viene incoronato. Sulla quadriga si nota in rilievo la Vittoria alata. Uno dei cavalli è sollevato come se stesse sfilando davvero. Il senso del movimento è incredibile per un marmo di 1900 anni fa. Davanti e dietro la quadriga ci sono littori con fasci, soldati, musici e personaggi togati. È scolpito con uno stile molto raffinato, databile...

Conclusione della mostra Bernini e I Barberini a Palazzo Barberini

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    Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini. Installation views: Bernini e i Barberini, 2026. Photo Alberto Novelli   Bernini e i Barberini a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi   Con oltre 150.000 visitatori in 122 giorni di apertura si conclude la grande mostra dedicata al rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e papa Urbano VIII   Roma, 15 giugno 2026. Con oltre 150.000 visitatori , si è conclusa ieri, domenica 14 giugno, la mostra Bernini e I Barberini a Palazzo Barberini . L’esposizione ha indagato il rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini , suo primo e decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII .   “Bernini e i Barberini ha conquistato migliaia di visitatori e un ampio consenso della critica, confermando il ruolo centrale delle Gallerie Nazionali nel promuovere e valorizzare le nostre collezioni, offrendo al pubblico un'occasione straordinaria di approfondimento e conoscenza del...

Museo Pietro Canonica

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© Photo by  Massimo Gaudio Museo Pietro Canonica Il Museo Pietro Canonica si trova all'interno del Parco di Villa Borghese nel quartiere Pinciano. Esternamente si presenta con un fortino la cui costruzione venne attribuita ad Antonio Asprucci, con davanti due statue bronzee che sono un tributo a due "eroi" della Grande Guerra: l'Alpino e il mulo. In realtà questo edificio nel Seicento non era altro che un "Gallinaro", ovvero un luogo dove venivano allevati pavoni, struzzi e anatre utilizzati in occasione delle battute di caccia della famiglia Borghese. L'edificio fu utilizzato come uffici amministrativi dal Comune di Roma fino al 1919, quando un incendio ne compromise l'utilizzo e fu abbandonato, ma nel 1926 la stessa amministrazione lo cedette allo scultore che provvide alla sua risistemazione e trasformò le stalle in quello che è diventata la sala per l'esposizione. Canonica visse in quella casa-studio fino al 1959, anno della sua morte. La mog...

Il busto di San Francesco d'Assisi e l'autoritratto angosciato di Adolf Wildt

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© Photo by  Massimo Gaudio Adolf Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto) (1909) Marmo bianco, 37 x 33 x 20 cm, Galleria Comunale di Arte Moderna, Roma La cifra stilistica di Wildt sta nella forte commistione di suggestioni romantiche, simbolistiche e gotiche, che rendono le sue sculture degli unicum sia per la potente forza espressiva, sia per la particolarissima levigatezza delle superfici che conferiscono plasticità di forte drammaticità. Sia nella prima, sia nella seconda opera c'è molto dello spirito espressivo tedesco che egli eredita dalla frequentazione con il mecenate Franz Rose. Inoltre, tra 1906 e il 1909, momento in cui si colloca la realizzazione dell'autoritratto, Wildt affronta un periodo di profonda crisi personale e creativa che combina nella realizzazione di volti angosciati, bloccati nello spasimo del dolore, con gli occhi vuoti e i volti contorti. L'estrema e inquietante conclusione è un volto scarnificato che si fa maschera deformata. Adolfo Wildt, Sa...