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Gli Ecce Homo di Antonello da Messina a Confronto

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© Photo by  Massimo Gaudio 1 - Antonello da Messina, Ecce Homo - recto (1465 ca) Tempera e olio su tavola, 20,3 x 14,9 cm, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila Il dipinto costituisce il più antico esempio noto del tema dell' Ecce Homo di Antonello da Messina (fig. 1), soggetto destinato a godere di ampia fortuna devozionale. Tra le cinque versioni note, si tratta dell'unica dipinta su entrambi i lati e che riporta sul parapetto, invece del cartiglio, l'iscrizione "INRI", motivo che compare anche nell'opera giovanile Madonna col Bambino del Museo Regionale di Messina. Eseguite sia a tempera sia a olio, le opere presentano variazioni nella composizione, nello stile e nei dettagli iconografici. Come nella tavola conservata ai Musei Nazionali di Genova - Palazzo Spinola (fig. 2), emerge il rapporto diretto con l'osservatore, che intensifica il cionvolgimento emotivo e personale nella contemplazione dell'immagine sacra, in linea con la sensibilità ...

Antonello da Messina - 8 opere

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  © Photo by  Massimo Gaudio Antonello da Messina  (Messina, fra 1425 e 1435 – Messina, febbraio 1479) Antonello da Messina, Ritratto d'uomo (1474-1475) Tempera e olio su tavola, 31 x 25,2 cm, Galleria Borghese, Roma Antonello da Messina, Ecce Homo - recto (1465 ca) Tempera e olio su tavola, 20,3 x 14,9 cm, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila Antonello da Messina, San Girolamo penitente - verso (1465 ca) Tempera e olio su tavola, 20,3 x 14,9 cm, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 ca) Olio su tavola, 40 x 33 cm, Galleria di Palazzo Spinazzola, Genova Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 ca) Tempera e olio su tavola, 48,5 x 38 cm, Metropolitan Museum of Art, New York Antonello da Messina, Ecce Homo (1474) Olio su tavola, Collezione Ostrowsky, Polonia (andato perso)  Antonello da Messina, Ecce Homo (1473) Olio su tavola, 48,5 x 38 cm, Collegio Alberoni, Piacenza Antonello da Messina, Cristo alla colonna (Ecce Homo) (1478 ca) Olio...

GIAN LORENZO BERNINI: I busti in mostra a Palazzo Barberini

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© Photo by  Massimo Gaudio Gian Lorenzo Bernini, Busto di Costanza Piccolomini Bonarelli (1636-1637) Marmo, 74 x 64 cm, Museo Nazionale del Bargello, Firenze Fino all'inizio del 600 e in realtà ancora per grande parte di quel secolo, i busti ritratto in marmo, con l'eccezione di quelli papali, erano quasi sempre commissionati per i monumenti funebri, avendo una funzione commemorativa (Il bianco marmo li rendeva eterni, privi della vividezza di quelli dipinti) di conseguenza erano destinate alle chiese. I busti scolpiti dal giovane Bernini non facevano eccezione in questo senso, ma la straordinaria capacità delle dell’artista di conferire naturalezza e verosimiglianza ai suoi ritratti marmorei - Di rivaleggiare, insomma, con la pittura - Sollecitò Francesco Barberini a fare una scelta del tutto inedita. Il Cardinale, nipote di Urbano VIII, verosimilmente di concetto con lo zio, intorno al 1627 maturò infatti il progetto di mettere insieme una serie di busti commemorativi di Barb...