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Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

     #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621) Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti   (Utrecht 1590 - 1656) Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto) Datazione: 1621 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 168 x 202 Si trova:

IL RATTO DI PROSERPINA DI GIAN LORENZO BERNINI

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Photo by Massimo Gaudio
Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina (1621-1623) - Galleria Borghese - Roma

Una delle opere di maggior rilievo ed impatto emotivo che si trova alla Galleria Borghese di Roma, è sicuramente il Ratto di Proserpina, scultura in marmo di Carrara di Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680) commissionata dal cardinale Scipione Borghese nel 1621, ciò significa che l'artista poco più che ventenne, con la sua bravura era riuscito a catturare l'attenzione delle famiglie aristocratiche dell'epoca.
La scultura alta 255 cm, mostra il momento in cui Plutone con la forza rapisce Proserpina che prova in tutti i modi a sfuggire dalla presa possente del dio degli inferi, rappresentato dall'artista muscoloso e virile, con la corona in testa e lo scettro in terra vicino ai suoi piedi, simboli che sottolineano il suo status. Ala sua sinistra si trova Cerbero, il cane a tre teste guardiano del regno di Ade.
Bernini è riuscito a dare al gruppo marmoreo un'anima ed una vita propria. Si nota chiaramente la forza bruta di Plutone, sottolineata oltre che dall'atteggiamento brutalmente compiaciuto, anche dalla pressione che esercita con le mani sulle carni di Proserpina mentre la stringe a se nella fase concitata del rapimento. La dea in questa fase è disperata, ha provato con tutte le sue forze a scappare, ma non ci riesce e così l'artista per sottolineare la sua disperazione le ha scolpito alcune lacrime che le scendono dagli occhi.












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