Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

IL RATTO DI PROSERPINA DI GIAN LORENZO BERNINI

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Photo by Massimo Gaudio
Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina (1621-1623) - Galleria Borghese - Roma

Una delle opere di maggior rilievo ed impatto emotivo che si trova alla Galleria Borghese di Roma, è sicuramente il Ratto di Proserpina, scultura in marmo di Carrara di Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680) commissionata dal cardinale Scipione Borghese nel 1621, ciò significa che l'artista poco più che ventenne, con la sua bravura era riuscito a catturare l'attenzione delle famiglie aristocratiche dell'epoca.
La scultura alta 255 cm, mostra il momento in cui Plutone con la forza rapisce Proserpina che prova in tutti i modi a sfuggire dalla presa possente del dio degli inferi, rappresentato dall'artista muscoloso e virile, con la corona in testa e lo scettro in terra vicino ai suoi piedi, simboli che sottolineano il suo status. Ala sua sinistra si trova Cerbero, il cane a tre teste guardiano del regno di Ade.
Bernini è riuscito a dare al gruppo marmoreo un'anima ed una vita propria. Si nota chiaramente la forza bruta di Plutone, sottolineata oltre che dall'atteggiamento brutalmente compiaciuto, anche dalla pressione che esercita con le mani sulle carni di Proserpina mentre la stringe a se nella fase concitata del rapimento. La dea in questa fase è disperata, ha provato con tutte le sue forze a scappare, ma non ci riesce e così l'artista per sottolineare la sua disperazione le ha scolpito alcune lacrime che le scendono dagli occhi.












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