venerdì 20 marzo 2026

Vasari e Roma: l’inventore della “Maniera Moderna” ai Musei Capitolini

© Photo by Massimo Gaudio

Giovanni Stradano, Ritratto di Giorgio Vasari (1571-1574) (particolare)
Olio su tavola, 100,5 x 80 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

Il dialogo tra Giorgio Vasari (1511–1574) e la Città Eterna rivive ai Musei Capitolini con la mostra “Vasari e Roma”, un’esposizione che celebra il maestro aretino come protagonista della scena culturale romana, luogo determinante per la sua formazione, per la maturazione della sua visione artistica e per lo sviluppo della sua carriera. Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Caffarelli ospita un viaggio attraverso opere e documenti che testimoniano come Roma sia stata la prima officina creativa e la chiave di volta per la sua straordinaria carriera di artista e scrittore d’arte del Rinascimento. 

Il percorso espositivo ricostruisce le tappe del rapporto tra Vasari e Roma attraverso i suoi soggiorni nella capitale pontificia, restituendo al pubblico la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore, architetto e biografo. Accanto alla sua attività artistica emerge infatti il ruolo di straordinario interprete e testimone della vita culturale e politica del XVI secolo, raccontata anche attraverso le celebri Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. 

Grazie a importanti prestiti provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali – le Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini, il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia, le Gallerie degli Uffizi, l’Archivio di Stato di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Convento e Sacro Eremo di Camaldoli, la Pinacoteca Nazionale di Siena, il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria), la Badia delle Sante Flora e Lucilla, il Museo Diocesano di Arte Sacra e la Fraternita dei Laici di Arezzo – la mostra presenta una ricca selezione di opere che documentano l’evoluzione artistica e intellettuale dell’autore. 

I. Vasari a Roma nel 1532 e nel 1538 lo studio dall’antico e da Raffaello

I. Vasari a Roma nel 1532 e nel 1538 lo studio dall’antico e da Raffaello

Il progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità, in particolare Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti. Nella capitale l’artista consolidò i contatti con influenti personalità della cultura e della politica del tempo, come il banchiere fiorentino Bindo Altoviti e il collezionista Paolo Giovio, che favorirono il suo inserimento nei più prestigiosi ambienti romani. 

“Vasari e Roma” restituisce così il ritratto di un artista profondamente immerso nelle dinamiche culturali e politiche del suo tempo, capace di trasformare l’esperienza romana in un passaggio decisivo della propria vicenda creativa e intellettuale e interprete assoluto delle maggiori imprese decorative monumentali della ‘Maniera Moderna’ caratterizzate dallo stretto connubio tra architettura, pittura e scultura. 

Esposte oltre settanta opere tra disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture e dipinti, di cui sedici autografi insieme a sette disegni. Tra questi spiccano la Resurrezione realizzata insieme a Raffaellino del Colle (1545 ca., Museo e Real Bosco di Capodimonte), la Resurrezione di Cristo del 1550 (Pinacoteca Nazionale di Siena) e il Ritratto di gentiluomo conservato nei Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco di Genova. 

II. Alla corte del cardinale Alessandro Farnese la sala dei Cento Giorni e gli artisti ‘forestieri’ (1542-1546)

II. Alla corte del cardinale Alessandro Farnese la sala dei Cento Giorni e gli artisti ‘forestieri’ (1542-1546)

Di particolare rilievo sono inoltre due capolavori provenienti dal Monastero di Camaldoli, nel Casentino: la Natività del 1538, celebre come “Notte di Camaldoli”, raffinata opera giovanile dipinta “alla fiamminga”, e l’Orazione nell’Orto del 1571, intensa testimonianza della fase conclusiva della carriera dell’artista. Completa il percorso un importante prestito del Museo ungherese Móra Ferenc di Szeged: l’Annunciazione (1570–1571), un tempo nella Cappella di S. Michele in Vaticano. 

Le quattro sezioni della mostra seguono la cronologia dei soggiorni vasariani a Roma: I. Vasari a Roma nel 1532 e nel 1538: lo studio dall’antico e da Raffaello; II. Alla corte del cardinale Alessandro Farnese: la sala dei Cento Giorni e gli artisti ‘forestieri’ (1542-1546); Il ‘cantiere’ delle Vite; Vasari e Michelangelo e i lavori per papa Giulio III Ciocchi Del Monte (1550-1555). IV. Vasari in Vaticano: le cappelle per Pio V e la Sala Regia (1570-1572), opere per le quali il papa gli conferì l’onorificenza dello “spron d’oro” che spicca sul petto di Vasari nel ritratto degli Uffizi di Giovanni Stradano. 

III. Il ‘cantiere’ delle Vite; Vasari e Michelangelo e i lavori per papa Giulio III Ciocchi Del Monte (1550-1555)

Il racconto prende avvio dal primo soggiorno romano di Vasari, giunto in città nel gennaio del 1532 al seguito del cardinale Ippolito de' Medici. Il giovane artista trova una città cosmopolita, ancora segnata dalle ferite del Sacco del 1527, ma animata da una straordinaria vitalità culturale. Qui confluiscono artisti e intellettuali da tutta Europa, attratti dalle meraviglie dell’antichità e dai capolavori moderni come le Stanze di Raffaello e la Cappella Sistina. 

IV. Vasari in Vaticano le cappelle per Pio V e la Sala Regia (1570-1572)

IV. Vasari in Vaticano le cappelle per Pio V e la Sala Regia (1570-1572)

IV. Vasari in Vaticano le cappelle per Pio V e la Sala Regia (1570-1572)

Negli anni successivi, grazie anche alla protezione di importanti mecenati e pontefici – tra cui Paolo III, Giulio III e Pio V – la presenza di Vasari si consolida, accompagnando l’ascesa di una carriera che lo porterà a diventare uno degli artisti più influenti del suo tempo. Tra i momenti più significativi di questo rapporto con la città vi sono i grandi cantieri romani, dalle decorazioni della Cancelleria fino ai lavori in Vaticano culminati nella decorazione della Sala Regia, realizzata nel 1572 sotto il pontificato di Gregorio XIII, con la collaborazione di Lorenzo Sabatini e Denijs Calvaert. La mostra prevede approfondimenti audiovisivi sui luoghi vasariani a Roma, e due audioguide, di cui una riservata al percorso accessibile e integrata da tavole tattili con audiodescrizione.

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