domenica 20 agosto 2023

MUSEO DI ROMA - PALAZZO BRASCHI, LA CARROZZA CHIGI

© Photo by Massimo Gaudio


Carrozza Chigi (XVIII sec.)

Piazza Navona a Roma, è sicuramente una delle piazze più belle al mondo. Su di essa si affaccia un antico edificio dove si trova un museo del circuito museale del Comune di Roma che si chiama Palazzo Braschi, nel quale sono ospitate molte opere d’Arte Antica. Al suo interno si trova un’antica vettura chiamata Carrozza Chigi. Questa elegante berlina è realizzata in legno dorato, cuoio, vetro e ferro con delle bellissime decorazioni rococò ed è stata costruita nel XVIII secolo. Per poterla vedere, non c'è bisogno di acquistare il biglietto di ingresso, perché si trova al piano terra all'interno di un androne poco prima dell'entrata al museo stesso.






Vi ringrazio.

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Massimo

MUSEI CAPITOLINI, SALA DEI CAPITANI

© Photo by Massimo Gaudio


Sala dei Capitani

Nel Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini, si trova la Sala dei Capitani, situata al primo piano con l'affaccio su Piazza del Campidoglio. La Sala ospitava il Consiglio segreto e il Tribunale dei Conservatori. Si chiama così perché il suo nome è legato alla presenza di statue erette tra la fine del '500 e i primi decenni del '600, in onore di grandi generali che si distinsero nelle imprese militari come, ad esempio, Marco Antonio Colonna che comandò la flotta pontificia contro i Turchi, i quali vennero sconfitti a Lepanto nel 1571. Per le statue presenti nella sala, si scelse di riutilizzate antiche sculture loricate dove vennero aggiunte parti mancanti. Ne è un esempio quella in onore di Carlo Barberini, fratello di papa Urbano VIII alla quale venne aggiunta la testa scolpita da Gian Lorenzo Bernini, mentre Alessandro Algardi completò l'opera aggiungendo gli arti, il mantello e lo scudo. Il soffitto a cassettoni è del XX secolo, mentre le tele sulle pareti sono state attribuite a Francesco Allegrini (Gubbio 1587 - Roma 1663).

Bernini - Algardi, Statua di Carlo Barberini (1630)

Statua di Marco Antonio Colonna (1595)

Statua di Tommaso Rospigliosi (1669)

A seguire troverete ulteriori fotografie delle opere esposte all'interno della sala
Busto femminile (390 d.C. ca.)

Statua di Alessandro Farnese (1593)

Statua di Francesco Aldobrandini (1602)



Vi ringrazio.

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Massimo

MUSEO NAZIONALE DELL'ALTO MEDIOEVO, AULA DELL'OPUS SECTILE DI PORTA MARINA

© Photo by Massimo Gaudio


Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina

Nel quartiere EUR ci sono vari Musei tematici e uno di questi si chiama Museo Nazionale dell'Alto Medioevo. Di per sé la struttura per via del nome non sembrerebbe quella adatta, ma al suo interno c'è un gioiello risalente all'ultimo periodo dell'Antica Roma. Una volta entrati nel Museo, si viene accolti da varie teche che contengono monili sia in oro che in pietre più o meno preziose, vasellami, sculture di piccole dimensioni, tessuti. Tutto interessante perché vengono mostrati gli oggetti d’uso comune di varie epoche, ma la vera chicca, quel gioiello di cui vi accennavo poco fa, si trova alla fine del percorso espositivo. Ci si arriva passando per una passerella con le pareti nere e dopo qualche metro si entra in una grandissima stanza che contiene l’Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina. È una meraviglia! Un’esplosione di marmi policromi, mosaici, greche che sono stati ricomposti all’interno di questa sala nel modo in cui si trovavano 1600-1700 anni fa. Gli archeologi durante gli scavi che si sono svolti tra il 1959 e il 1966 al di fuori di Porta Marina a Ostia Antica, hanno riportato alla luce una ricca dimora collocata sul mare. Gli scavi hanno permesso di constatare che la costruzione contenente questa sala non era stata ancora ultimata perché sono stati ritrovati materiali da cantiere e alcuni dei mosaici non erano stati ancora ultimati. La datazione dell’opera si colloca tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. perché è stata trovata una moneta di bronzo dell’imperatore Massimo (383-388 d.C.) all’interno della malta di allettamento del mosaico con il leone che si trova sulle pareti. A proposito di felini, uno dei mosaici rinvenuti con la tigre, si trova al secondo piano del Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini, sicuramente è il più bello e meglio conservato (ultima foto). Un plauso va anche ai restauratori che sono riusciti a ricollocare tutto come era in origine e a integrare il tutto all’interno di questo ambiente, dando la sensazione di entrare in una sala antica percependone lo splendore originale.











Pannello in opus sectile con tigre che assale un vitello, Musei Capitolini, Palazzo ei Conservatori

Vi ringrazio.

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Massimo

sabato 19 agosto 2023

Raffaello Sanzio ai Musei Vaticani

© Photo by Massimo Gaudio


Raffaello Sanzio, Autoritratto (1509-1511)

I visitatori dei Musei Vaticani, hanno la possibilità di godere delle meraviglie artistiche in molte aree prima di arrivare alla Cappella Sistina. Queste aree che sono in pratica tanti piccoli musei come ad esempio la Pinacoteca, i Musei Gregoriano Egizio ed Etrusco, il Museo Pio Clementino, la bellissima Galleria delle Mappe tanto per citarne alcune, creano un ambiente adatto che introduce in una delle parti più interessanti di tutti i Musei Vaticani: Le Stanze di Raffaello. Le Stanze si chiamano così perché venne realizzata la decorazione dallo stesso Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) e dai suoi aiuti nel periodo che va da 1508 fino al 1524, ovvero dopo la morte del maestro. Facevano parte dell'appartamento situato al secondo piano del Palazzo Pontificio scelto da Giulio II della Rovere come propria residenza e utilizzato anche dai suoi successori.
Stanza della Segnatura
La prima Stanza (in ordine cronologico) si chiama Stanza della Segnatura realizzata tra il 1509 ed il 1511. Nella Sala si riuniva il più alto organo giuridico della Chiesa presieduto dal Santo Padre ed i temi che accomunano gli affreschi contenuti al suo interno riguardano il sapere. Su una parete si trova uno dei più famosi affreschi di Raffaello dedicato alla filosofia dal titolo Scuola di Atene. Nell'opera, tra i tanti personaggi raffigurati come ad esempio Socrate, Euclide, Pitagora, Zoroastro, Tolomeo, sono stati raffigurati nella parte centrale Platone (a sinistra) ed Aristotele. Il pittore ha voluto lasciare la sua traccia in questo capolavoro con un autoritratto collocato nella parte esterna in basso a destra. Nelle altre pareti sono raffigurate la Disputa per il Sacramento per la teologia, per la poesia il Parnaso ed infine per la giurisprudenza la Virtù e la Legge.
Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (1509-1511)

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (1509-1511)
Raffaello Sanzio, Disputa del Sacramento (1509-1511)
Raffaello Sanzio, Disputa del Sacramento (1509-1511)
Raffaello Sanzio, Parnaso (1509-1511)
Raffaello Sanzio, Virtù e la Legge (1509-1511)
Raffaello Sanzio, Virtù e la Legge (1509-1511)
Raffaello Sanzio, La volta (1509-1511)


Stanza di Eliodoro
Papa Giulio II non se la passava tanto bene politicamente in quel periodo e nel 1511 diede incarico a Raffaello di documentare vari momenti storici dall'Antico Testamento fino al medio-evo. Per mostrare la miracolosa protezione divina verso la chiesa venne realizzata la Messa di Bolsena per la minaccia verso la fede, la Cacciata di Eliodoro dal Tempio per la minaccia verso il suo patrimonio, l'Incontro di Leone Magno con Attila per la minaccia verso la sua sede e la Liberazione di San Pietro per la protezione nella persona del pontefice. Furono scelti questi temi per il programma politico mirato a liberare il territorio della chiesa occupato dai francesi a Nord e dalle continue minacce degli eserciti stranieri nei restanti confini.

Raffaello Sanzio, Cacciata di Eliodoro dal Tempio (1511-1514)

Raffaello Sanzio, Incontro di Leone Magno con Attila (1511-1514)

Raffaello Sanzio, Liberazione di san Pietro (1511-1514)

Raffaello Sanzio, Liberazione di san Pietro (1511-1514)
Raffaello Sanzio, Messa di Bolsena (1511-1514)

Raffaello Sanzio, Messa di Bolsena (1511-1514)

Raffaello Sanzio, La volta (1511-1514)


Stanza dell'Incendio di Borgo
La Stanza è l'ultima che s'incontra lungo il percorso e prende il nome da uno degli affreschi nei lunettoni, ossia Stanza dell'Incendio di Borgo, commissionata da papa Giulio II a Pietro Vannucchi detto il Perugino nel 1508, il quale però dipinse soltanto la volta. Le pareti invece furono dipinte da Raffaello tra il 1514 ed il 1517, in pieno pontificato di papa Leone X, il quale volle imprimere negli affreschi la sua politica ed anche il suo volto, riconoscibile in tutte e quattro le scene raffigurate.
Iniziamo proprio dalla scena intitolata Incendio di Borgo, dove viene raffigurato l'incendio divampato nell'anno 847 nel quartiere antistante la vecchia Basilica di San Pietro chiamato appunto Borgo. In un altro lunettone è raffigurata la Battaglia di Ostia, dove si vedono le flotte delle repubbliche marinare corse in aiuto del papa, sconfiggere i saraceni nel 849 che volevano risalire il fiume Tevere per saccheggiare Roma. Negli altri lunettoni posti sopra le finestre, sono raffigurate le scene del Giuramento di Leone III avvenuto nella vecchia basilica di San Pietro avvenuto il 23 Dicembre dell'800 per purificarsi dalle false accuse dei nipoti di papa Adriano I. Il giorno successivo, ovvero il 24 Dicembre dell'800, avvenne l'Incoronazione di Carlo Magno da parte di papa Leone III, raffigurata nell'ultimo affresco della stanza.


Raffaello Sanzio, Incendio di Borgo (1514-1517)

Raffaello Sanzio, Incendio di Borgo (1514-1517)

Raffaello Sanzio, Battaglia di Ostia (1514-1517)

Raffaello Sanzio, Giuramento di Leone III (1514-1517)

Raffaello Sanzio, Incoronazione di Alessandro Magno (1514-1517)

Pietro Vannucchi detto il Perugino (1507-1508)

Sala di Costantino
Papa Leone X, commissionò a Raffaello nel 1517 la decorazione della quarta ed ultima stanza chiamata Sala di Costantino che però venne ultimata dai suoi aiuti sotto il papato di papa Clemente VII nel 1524, utilizzando i cartoni che il maestro riuscì a completare prima della sua morte avvenuta il 6 Aprile del 1520. Qui il tema ricorrente riguarda le storie di Costantino Magno le quali raccontano attraverso gli affreschi, il passaggio verso la religione cristiana da parte dell'imperatore romano. Le storie raffigurate sono: Visione della Croce e Battaglia di Costantino contro Massenzio (la prima a sinistra della foto qui sotto e la seconda a destra), Battesimo di Costantino ed infine Donazione di Roma.
Raffaello Sanzio e aiuti (1520-1524) - Stanza di Costantino

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La Sala dedicata a Raffaello alla Pinacoteca
Sulle pareti della sala sono esposti vari arazzi realizzati da disegni del pittore e dalla sua scuola, ma il pezzo forte si trova al centro di essa, infatti sono collocati tre magnifici dipinti di Raffaello che in origine erano pale d'altare, tutte eseguite tra il 1502 ed il 1520. La pala di sinistra si intitola Madonna di Foligno, una tempera grassa su tavola trasportata su tela che misura 308 x 198 cm ca. eseguita tra il 1511 ed il 1512. La tavola fu commissionata da Sigismondo de' Conti nel 1511 per l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma per poi essere trasferita alla chiesa di Sant'Anna nel Monastero delle Contesse a Foligno. La pala di destra si intitola Incoronazione della Vergine detta Pala Oddi, una tempera grassa su tavola trasportata su tela che misura 272 x 165 cm. ca. eseguita tra il 1502 ed il 1503. Fu dipinta per l'altare della Cappella Oddi nella Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia. Il dipinto è suddiviso in due parti: in quella superiore si vede la Vergine mentre viene incoronata da Cristo, mentre nella parte inferiore ci sono gli Apostoli intorno alla tomba vuota della Vergine salita in cielo. Sicuramente la più bella è la Trasfigurazione, una tempera grassa su tavola che misura 410 x 279 cm. dipinta tra il 1516 ed il 1520. Quando nel 1515 Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII) divenne vescovo, commissionò a Raffaello la pala destinata alla cattedrale di San Giusto di Narbonne. Purtroppo il maestro non riuscì a portare a termine l'opera che invece venne terminata nella parte inferiore dal suo allievo e stretto collaboratore Giulio Romano. Giorgio Vasari scrisse su quest'opera "la più celebrata, la più bella e la più divina". Una copia in mosaico della Trasfigurazione, si trova all'interno della Basilica papale di San Pietro.

La Sala dedicata a Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio, Madonna di Foligno (1511-1512)

Raffaello Sanzio, Incoronazione della Vergine detta Pala Oddi (1502-1503) 

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516-1520)

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516-1520) Copia in mosaico - Basilica di San Pietro

Vi ringrazio.

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Massimo

Ippolito Scarsella detto SCARSELLINO

© Photo by  Massimo Gaudio Ippolito Scarsella detto SCARSELLINO (Ferrara, 1550 o 1551 – Ferrara, 28 ottobre 1620) Ippolito Scarsella detto S...