domenica 20 agosto 2023

CHIOSTRO DEL BRAMANTE

© Photo by Massimo Gaudio


Cortile

A pochi passi da piazza Navona, si trova un capolavoro architettonico rinascimentale. Il Chiostro del Bramante prende il nome dell'architetto e pittore Donato Bramante (Fermignano 1444 - Roma 1514) che ne ha curato il progetto e i lavori che furono eseguiti agli inizi del 1500. Insieme alla Chiesa di Santa Maria della Pace, formano un unico complesso architettonico. Il Chiostro è realizzato a pianta quadrata, è composto da un ampio portico, dove su ogni lato sono presenti quattro archi, realizzati con pilastri ionici e con l’interno a volta. La loggia superiore è costituita da pilastri e colonne in stile corinzio che si alternano a sostegno dell’architrave a copertura piana. Nel Loggiato Superiore è presente la Sala delle Sibille da cui si ha la possibilità di ammirare l’affresco Le Sibille di Raffaello che si trova all'interno della chiesa. (ultima foto)

Primo livello, Portico, Accesso al secondo livello

Primo livello, Portico, storie della vita della Vergine

Primo livello, Portico

Secondo livello

Secondo livello

Secondo livello

Secondo livello, Portico

Chiesa di Santa Maria della Pace, Cappella Chigi, Raffaello, Le Sibille (1514)

Vi ringrazio.

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Massimo

BASILICA PAPALE DI SAN GIOVANNIN IN LATERANO, CHIOSTRO E MUSEO

© Photo by Massimo Gaudio


Il chiostro

Nel rione Monti si trova la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e collegato a essa si trova lo splendido chiostro quadriportico ricostruito nel XIII secolo da Pietro Vassalletto, proveniente dalla celebre famiglia di costruttori e marmorari romani. Portò avanti i lavori sotto due pontificati, quello di Innocenzo III e di Onorio III, ma fu il figlio a portare a termine il lavoro sotto il pontificato di Gregorio IX.
Il quadriportico ha cinque grandi archi per lato con cinque archetti a tutto sesto ciascuno, sorretti da colonnine binate sia tortili che a vite e lisce. Alcune di esse sono rivestite in mosaico e tutte sorreggono capitelli diversi ricchi di intagli finemente realizzati. Le volte del quadriportico sono sorrette da colonne antiche con capitelli ionici addossate verso l'interno a pilastri, le quali sostengono il loggiato superiore ad arcate. I passaggi verso l'esterno del chiostro hanno due leoni a guardia, forse per proteggere quello che era la funzione vera e propria dei chiostri nel medioevo, ovvero quello della raccolta delle acque piovane. Una testimonianza di questa antichità è costituita dalla vera di pozzo detto della Samaritana che si trova al centro del giardino che risale all'epoca carolingia (secolo VIII-IX).
Tra le opere presenti all'interno del chiostro c'è il monumento sepolcrale di Arnolfo di Cambio destinato al cardinale Riccardo degli Annibaldi, la cattedra papale di Nicola IV (1290-1292), la tavola dove i soldati si giocano a dadi le vesti di Cristo, il frammento tombale del canonico regolare lateranense Lorenzo Valla (1465), la copia della bolla di Gregorio XI (Avignone, 23 gennaio 1372) sul primato dell'Arcibasilica e molti altri frammenti marmorei provenienti dal vecchio chiostro.



Colonnato, Colonna

Colonnato, Colonna e Capitello

Portico Est

Portico Nord

Portico Ovest

Portico Sud

Arnolfo Di Cambio, Monumento sepolcrale del Cardinale Riccardo degli Annibaldi (sec. XIII)

Stemma Papale della Famiglia Colonna

Tavola dove i soldati si giocarono a dadi le vesti di Cristo

Trono pontificio di Papa Nicolò IV (sec. XII)





Il Museo
Dal chiostro si può accedere a una sala espositiva del Museo della basilica dove sono esposti all'interno di varie teche paramenti sacri, arazzi, ostensori, modellini e altri oggetti che hanno accompagnato la vita della basilica. In una vetrina c'è addirittura il disegno di Raffaello dell'opera La Madonna d'Alba.

La sala espositiva

La sala espositiva

Arazzo raffigurante Cristo e i Santi Giovanni Battista ed Evangelista

Modellino della Colonna della Immacolata Concezione sita a Piazza di Spagna

Raffaello Sanzio, La Madonna d'Alba (1511) Matita e carboncino 

Vi ringrazio.

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Massimo

MUSEO NAZIONALE ROMANO - TERME DI DIOCLEZIANO, CHIOSTRO MINORE

© Photo by Massimo Gaudio


Chiostro minore

Le Terme di Diocleziano sono state erette tra il III e IV secolo d.C. ed erano le più grandi terme mai costruite a Roma. Oggi di quella grandiosità è rimasto qualcosa nella sua forma originale e nel frattempo, nel corso dei secoli, su quel terreno sono state costruite nuove strade, nuovi palazzi, alcune parti di esse sono state utilizzate per costruire la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani e il Convento dei Certosini, entrambe opere di Michelangelo Buonarroti. All'interno del convento, Michelangelo costruì un bellissimo e grandissimo chiostro, dove sono esposte più di 400 opere tra statue, sarcofagi, altari, rilievi provenienti dal territorio romano. Io vorrei dedicarmi però a un altro chiostro, che si trova contiguo a quello Michelangiolesco, le cui dimensioni sono molto più ridotte, per questo viene identificato come Chiostro minore.
Non è tanto lontano dall'ingresso al museo, subito dopo la biglietteria; infatti, dopo aver camminato per una ventina di metri tra statue e busti policromi, si passa attraverso una grande porta con le ante a vetri e, scendendo qualche gradino si giunge al Chiostro minore. In origine, l'area era interessata da una grande piscina all'aperto, poi con il passar del tempo le terme rimasero in disuso e nel XVI secolo vennero costruiti gli edifici che sono arrivati fino a noi e attualmente vengono in parte utilizzati per contenere i reperti in mostra presso il museo che fa parte del Museo Nazionale Romano.
Come si entra si nota subito un'inattesa oasi di pace e silenzio nonostante a pochi passi si trovi l'affollatissima stazione Termini. Lo sguardo viene subito catturato dai corridoi coperti che uniti formano un quadrato di circa 40 metri per lato. Nella parte scoperta non si trova il classico giardino, ma tutta la zona è stata mattonata, fatta eccezione per quattro aperture per altrettanti aranci posti in prossimità degli angoli. Al centro si trova un pozzo monumentale rialzato al quale si accede attraverso alcuni gradini. Le pareti dei corridoi coperti sono tutte tinteggiate, fatta eccezione per una lunetta che si trova all'angolo del corridoio di destra rispetto l'ingresso, dove c'è un affresco della scuola di Daniele da Volterra dove viene raffigurata la Pietà per gli angeli. Questa è l'unica raffigurazione pittorica, per il resto nei corridoi coperti sono esposte statue e busti di imperatori e dei tanto cari agli antichi romani.


Busto di Antonia minore (fine i sec. a.C. inizio I sec. d.C.)

Busto di Lucio Vero in veste di arvale

Busto do Antonino Pio in veste di arvale

Gruppo Marte e Venere (170 d.C.)

Raffigurazione '' Pietà per gli angeli'', Scuola Daniele da Volterra (1565-1577)

Ritratto di Augusto (27 a.C.)

Ritratto di Marco Aurelio (175-180 d.C.)

Statua di Giove Egioco (IV-V sec. d.C.)

Statua di Vestale massima

Statua femminile velata (160-170 d.C.)

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Massimo

MUSEO NAZIONALE ROMANO - TERME DI DIOCLEZIANO, IL GUERRIERO DI LANUVIO

© Photo by Massimo Gaudio

Armamenti de "Il guerriero di Lanuvio" (inizio IV sec. a.C.)

Nel Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano a Roma, c’è una grande sala al piano terra dove si trovano molte teche in cui ci sono reperti archeologici di varie epoche. In una di queste, sono conservati gli armamenti di un guerriero che sono stati trovati dentro una tomba scoperta a Lanuvio nella zona dei Castelli Romani. Dentro il sarcofago in peperino c’erano soltanto gli armamenti e alcuni attrezzi ginnici del comandante militare sepolto. Lo stato di conservazione dell’armatura e dell’elmo è impressionante, soprattutto se si pensa che questi oggetti risalgono alla prima metà del IV secolo a.C.



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Massimo

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA, ORO E BRONZO DEGLI ETRUSCHI

© Photo by Massimo Gaudio


Le lamine d'oro

Gli Etruschi oltre a saper lavorare benissimo la terracotta, erano bravissimi a creare oggetti in bronzo. Ovviamente nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, sono conservati moltissimi oggetti in bronzo e in questo post ne ho inserito una selezione che a mio giudizio meritano di essere messi in risalto. Prima però vorrei dedicarmi a un altro tipo di metallo, ancor più prezioso: l'oro. In una teca al pian terreno, sono esposte tre lamine d'oro incise risalenti alla fine del VI secolo a.C., quindi nel periodo successivo la fondazione di Roma. Due lamine sono in etrusco, mentre la terza è in fenicio. Tutti e due i testi hanno lo stesso contenuto, anche se quello etrusco è più lungo. In pratica si tratta di dediche e ringraziamenti verso gli dèi. È un documento importantissimo per comprendere meglio l'etrusco.
Adesso però torniamo ai bronzi. Nelle foto avrete modo di vedere solo alcuni dei tantissimi oggetti esposti nelle sale soprattutto al primo piano dell'edificio. A mio giudizio forse sono quelli più significativi, alcuni sono pezzi unici come la Cista Ficoroni oppure il carrello votivo, per il resto vi consiglio, se potete, di andare a visitare il museo. Le emozioni sono assicurate.

Bronzetti votivi raffiguranti Minerva combattente con egita sul petto (450-400 a.C.)

Ombrone


Carrello votivo in bronzo (VIII sec. a.C.)

Cinerario biconico con coperchio in bronzo (VIII sec. a.C.)

Cista Ficoroni (350-330 a.C.)

Mano in metallo

Modello di fegato ovino in bronzo (120-80 a.C.)

Specchio in bronzo 


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Massimo

Ippolito Scarsella detto SCARSELLINO

© Photo by  Massimo Gaudio Ippolito Scarsella detto SCARSELLINO (Ferrara, 1550 o 1551 – Ferrara, 28 ottobre 1620) Ippolito Scarsella detto S...