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Tiziano Vecellio, Amor Sacro e Amor Profano

#artiebellezzeitalianePhoto by Massimo Gaudio
L’opera per secoli ha costituito un vero e proprio enigma interpretativo, considerata l’assoluta mancanza di documenti relativi alla sua esecuzione e al suo ingresso nella raccolta Borghese. Fu con ogni probabilità commissionata dal Segretario del Consiglio dei Dieci, Niccolò Aurelio – il cui stemma è scolpito sulla fronte del sarcofago – in occasione del suo matrimonio con Laura Bagarotto, la cui impresa araldica compare sul fondo del bacile d’argento appoggiato sopra il sarcofago. Il riferimento alla simbologia nuziale è espresso dalla coroncina di mirto e la fibbia, entrambi attributi dell’amore coniugale, indossata dalla fanciulla seduta a sinistra. Il fulcro centrale della composizione è costituito dall’evidente contrapposizione delle due figure femminili, fisionomicamente simili: l’una vestita, in atto di guardare verso lo spettatore; l’altra nuda, che le si rivolge in atteggiamento di esortazione. La lampada che reca in mano, simbolo…

COME FARE PER FOTOGRAFARE L'ARTE?

Photo by Massimo Gaudio

Raffaello Sanzio, La Fornarina - Palazzo Barberini - Roma

COME FARE PER FOTOGRAFARE L'ARTE?
In Italia siamo fortunati, abbiamo moltissimi posti dove scattare le nostre fotografie. Città d’arte come Roma, Firenze, Venezia ed ovviamente tante altre, offrono molteplici spunti dove potersi scatenare con al macchina fotografica. Io mi ritengo fortunatissimo ad essere nato in una città come Roma dove qualsiasi piazza, strada, parco o vicolo, trasuda di storia e di conseguenza si hanno innumerevoli spunti per portare a casa uno scatto da incorniciare.
A Roma non ho mai visto una chiesa nella quale si possa accedere dietro l’acquisto di un biglietto di ingresso, quindi potrebbe essere un buon inizio per entrare dentro una di esse e cominciare ad avere dimestichezza con i soggetti da riprendere. Non pensate che dentro le chiese ci sia poco da fotografare, anche perché moltissime hanno al loro interno opere di artisti famosi come Caravaggio, Raffaello Sanzio, Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova, Pinturicchio, Lorenzo Lotto, Michelangelo Buonarroti, il Guercino e potrei andare avanti con tanti, tanti altri noni che hanno fatto grande l’arte italiana nel mondo. Anche passeggiando per le vie di Roma si incontrano moltissime opere che, anche se scontate, sono state create da pittori, scultori ed ingegneri importanti del passato che sono arrivate fino ai giorni nostri intatte (e mi piacerebbe che restassero così per moltissimo altro tempo). Ci sono dei luoghi nei quali però l’accesso è soltanto dietro biglietto di ingresso, ma al loro interno c’è il meglio del meglio che un’artista abbia mai creato che sia pittore oppure scultore. Fortunatamente in moltissimi musei italiani, specialmente quelli gestiti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dai Comuni e anche da privati, c’è la possibilità di effettuare liberamente fotografie non per scopi di lucro, quindi che vuole fotografare un dipinto del Caravaggio e lo vuole stampare ad esempio su una tazza per guadagnarci, non lo può fare.
Grazie al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, abbiamo la grande opportunità di conoscere meglio gli artisti del passato e del presente che hanno fatto grande l’arte italiana nel mondo e mi piace il pensiero di essere un mezzo di avvicinamento a tanta bellezza.
Per fare una buona fotografia in un luogo chiuso come una chiesa oppure un museo, bisogna mettere in conto che il più delle volte la luce è così bassa che risulta difficile avere un buon risultato. L’uso del flash è VIETATO come è vietato l’uso di faretti, treppiedi o monopiede, perciò per ottenere una buona fotografia bisogna avere con se l’attrezzatura giusta. La tecnologia che migliora di giorno in giorno, per fortuna ci fornisce un ottimo supporto, ma poi spetta a noi decidere quale sia quella che più fa al caso nostro.
Nei prossimi passaggi vi guiderò passo passo nella scelta di fotocamere, ottiche ed accessori utili per ottenere immagini al top.

FOTOCAMERE
Una volta, quando la pellicola era l’unico supporto dove imprimere le nostre fotografie, la tecnologia non era quella di adesso quindi era molto più complicato ottenere immagini di livello qualitativo alto perché si utilizzavano pellicole ad alta sensibilità ed era scontato che immagini non venissero come ce l’aspettavamo, diciamo pure che il compito di tirar fuori belle immagini era prettamente professionale quindi con attrezzature professionali quali fotocamere di grande o medio formato, montate su cavalletti e dietro autorizzazioni concesse da musei o chiese. Adesso è molto, molto più facile ottenere belle immagini e ci sono molti supporti da utilizzare: ci sono gli smartphone, i tablet, le fotocamere reflex e le compatte digitali fino ad arrivare alle fotocamere digitali professionali grande formato ad altissime prestazioni.
Io penso che sorvolando sugli smartphone e tablet che sono poco adatti allo scopo, le fotocamere grande formato per i costi eccessivi ed anche le compatte per l’utilizzo seppur buono lo stesso è limitato, l’unica tipologia rimanente che fornisce tutto quello che serve è la DSRL.
Se si vuole utilizzare una fotocamera digitale reflex (DSRL), è buona cosa che abbia una sensibilità che raggiunga almeno ISO 12.800, non tanto per sfruttare la massima sensibilità che restituirebbe una immagine con molto rumore quindi poco gradevole, ma per avere un’ottima immagine a sensibilità più basse come gli ISO 3200. Attualmente uso una fotocamera reflex che raggiunge gli ISO 51.200 (ma ce ne sono altre uscite da poco che li superano di gran lunga) quindi mi risulta più facile ottenere immagini bene incise, con i colori molto vicini al reale e senza rumori di fondo.
Siccome che la luce cambia in continuazione, imposto gli ISO in modalità automatica nel range che va da ISO 100 fino a ISO 3200. La fotocamera calcola quale ISO servono in quel momento: Li aumenta se c’è poca luce e li diminuisce se la luce è tanta permettendo così di avere una immagine incisa, gradevole e dai colori reali. Questo automatismo nel calcolo finale ISO, tiene conto anche il tempo, il diaframma e la focale che il quel momento stiamo utilizzando. E’ sicuramente un aiuto molto importante che ci permette di concentrarci di più sul soggetto che vogliamo fotografare.
Come per gli ISO, anche la temperatura della luce varia in continuazione quindi per evitare di avere una immagine troppo gialla oppure troppo blu, imposto il bilanciamento del bianco in automatico in modo da avere un colore più vicino possibile al quello naturale. Per intenderci, il marmo di Carrara è bianco, non è né giallo e neanche blu.
Io fotografo sempre in modalità RAW. Per chi non lo conoscesse o non lo abbia mai utilizzato, il file RAW cattura l’immagine così come è al momento dello scatto, non viene elaborato come nei files JPEG e questo ci permette di poter intervenire in post produzione e variare l’immagine come più ci piace. Possiamo variare la temperatura del colore, la luminosità, la nitidezza, il contrasto tutte le volte che voliamo, senza in alcun modo deteriorare il file, mentre con il file JPEG ogni volta che facciamo una modifica, provochiamo un deterioramento dell’immagine.
Come abbiamo visto, gli automatismi sono importanti ma non sempre necessari. Impostare la fotocamera in modalità program (P) potrebbe risultare una scelta errata perché la fotocamera non è a conoscenza di quello che dobbiamo fotografare, perciò io consiglio di utilizzare la fotocamera in manuale (M), cioè intervenire manualmente nella scelta del tempo di esposizione e del diaframma.
Nei luoghi chiusi come un museo o una chiesa, di solito la luce non è sempre delle migliori,  quindi se si utilizza un’ottica con la riduzione delle vibrazioni (o una fotocamera che questa funzione ce l’ha internamente), è saggio non scendere sotto il 1/40 di secondo, altrimenti si rischia di ottenere l’immagine mossa, se invece la riduzione delle vibrazioni non c’è, meglio non scendere sotto il 1/100 di secondo, sempre per lo stesso motivo. Il diaframma da impostare è conseguente al tempo di esposizione.
Ci sono alcune situazioni di luce scarsa od un’ottica poco luminosa che potrebbe richiedere tempi di esposizione più lunghi, in questo caso consiglio di trovare un posto dove appoggiarsi (se possibile) come ad esempio un muro o una colonna in modo da evitare il più possibile l’effetto mosso, anche sedersi per terra è una buona cosa (sempre nel rispetto del posto in cui ci si trova), ma se non ci sono muri o colonne o qualsiasi altra cosa che ci permetta di appoggiarsi, un consiglio ulteriore è quello di prendere la fotocamera con tutte e due le mani, poggiare le braccia al proprio busto, trattenere il respiro e scattare, magari facendo qualche scatto in più per avere la possibilità di scegliere il migliore.

OBIETTIVI
Di obiettivi sul mercato ce ne sono di vari modelli, da quelli dedicati ad un pubblico di neofiti a quelli che della fotografia ne fa una professione. Di certo quando si deve fotografare un soggetto posto in un luogo con poca luce, un obiettivo luminoso può risolvere positivamente molte situazioni, però non sempre è la scelta giusta, perché più il diaframma dell'obiettivo viene aperto (es. f/1.4 - f/1,8 - f/2,8) e meno campo di messa a fuoco si ha a disposizione. Per esempio, in una sala di un museo i quadri ovviamente sono posti sulle pareti e spesso se ne trovano collocati sulla stessa parete uno sopra l'altro. Se il quadro che ci interessa si trova in alto e mettiamo a fuoco al centro di esso, risulterà a a fuoco soltanto la parte centrale, mentre quella superiore e quella inferiore risulteranno sfuocate.
Per ovviare a questo problema, il mio consiglio è di utilizzare un diaframma almeno di f/5,6 , ma va bene anche un diaframma più chiuso se serve e se si ha tanta luce da sfruttare perché così facendo la profondità di campo aumenta e quindi anche il quadro risulterà tutto (o quasi, poi dipende sempre cosa si fotografa) a fuoco. Chiudere troppo il diaframma, richiede un intervento di compensazione tramite l'aumento degli ISO il che comporta un aumento del disturbo (una volta si chiamava grana) il quale determina il verificarsi di un deterioramento dell'immagine. Fortunatamente negli ultimi anni le case produttrici di ottiche, hanno inserito al loro interno un sistema di riduzione delle vibrazioni (ognuno lo chiama in modo diverso: VR, OS, VC, IS ecc.), molto utile per attenuare il mosso che si verifica quando si utilizza un tempo di esposizione lungo (es. 1/80, 1/60, 1/30 e così via), è molto utile perché, come scritto già in precedenza, nei musei NON è permesso l'utilizzo di treppiedi e monopiedi. 
Si possono utilizzare tutti i tipi di focali, ovvero dal grandangolare da utilizzare per fotografare ad esempio una sala, fino ad arrivare al teleobiettivo per catturare il dettaglio del soggetto fotografato. Di solito le focali che si utilizzano sono quelle intermedie, ovvero dal 35mm fino al 105mm per il formato pieno (24x36mm) mentre per il formato ridotto (per esempio il DX per Nikon) le focali più usate vanno dal 24mm al 70mm.

FLASH
Qui c'è poco da scrivere perché l'utilizzo del flash è VIETATO.

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