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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

BACCO E UN BEVITORE DI BARTOLOMEO MANFREDI

Bartolomeo Manfredi, Bacco e un bevitore - Palazzo Barberini - Roma
Rimaniamo in tema di caravaggismo. Questa volta il pittore è Bartolomeo Manfredi (Ostiano 1582 - Roma 1622) con il suo dipinto dal titolo Bacco e un bevitore, un olio su tela che misura 115 x 90 cm ca. esposto a Palazzo Barberini a Roma. L'artista prende quasi alla lettera lo stile di Caravaggio, infatti il volto di Bacco ricorda l'autoritratto in veste di Bacco dello stesso Caravaggio. Lo sfondo scuro che schiarisce per mettere in risalto la sagoma del bevitore, il suo abito elegante messo in risalto dal colore rosso intenso della manica, la piuma sul cappello e la luce di taglio, sono particolari che fanno del Manfredi un degno esponente dei caravaggisti italiani.

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