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Danzatrice con il dito al mento

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio
Il prototipo di questa statua, priva di testa, braccia e piedi, può essere sicuramente considerato la “Danzatrice con il dito al mento” o “Danzatrice Manzoni” dal nome di Domenico Manzoni che la commissionò ad Antonio Canova nel 1811 per 4.400 scudi. Ne esistono molte riproduzioni e nella Gipsoteca di Possagno si può ancora vedere il modello in gesso, realizzato da Canova nel 1809, da cui derivarono varie sculture. Di sicuro sappiamo che Alessandro Torlonia fece eseguire da Luigi Bienaimé (1795-1878), della scuola di Thorvaldsen, una copia della “Danzatrice” del Canova, che ora si trova nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. L’esemplare esposto rivela una lavorazione accurata e di buona qualità, con un effetto di non finito, dovuto probabilmente ai danni atmosferici provocati dall’esposizione all’aria. (testo tratto dal sito Musei di Villa Torlonia) Autore: Anonimo
Titolo: Danzatrice con il dito al mento Supporto…

Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo


Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC



Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

A cura di Manuela Moschin

Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868- 1907) nacque a Volpedo in provincia di Alessandria. L'artista è celebre soprattutto per aver dipinto "Il Quarto Stato" che realizzò nel 1901 ed è conservato nel Museo del Novecento a Milano. Il dipinto raffigura un gruppo di lavoratori che sta marciando in segno di protesta.  
Sfogliando, invece, il catalogo della mostra “ Da Canova a Modigliani - il volto dell’Ottocento” che visitai nel 2010 nel Palazzo Zabarella a Padova mi soffermo a osservare un'opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo intitolata “Ricordo di un Dolore” (ritratto di Santina Negri) 1889. 
Tra le straordinarie opere esposte ricordo che rimasi affascinata da questo ritratto di Giuseppe Pellizza per la capacità di rappresentare la sofferenza.
C'è un motivo particolare che indusse l'artista a realizzare quest'opera. Risulta, infatti, che a causa della perdita della sorella Antonietta dipinse il volto di una giovane donna (Santina Negri) evidenziandone l’espressione triste e pensierosa. Possiamo notare che introdusse nel dipinto una viola, comunemente detta del pensiero, allo scopo di dare maggiore enfasi al momento tragico. 
L'immagine esprime nel suo insieme una drammaticità straziante che si percepisce dallo sguardo assente, dal volto pallido e dalla postura del corpo che si trova in una condizione di completo abbandono. Il bianco contrapposto al nero crea un'atmosfera lugubre in relazione con la morte. 
Quel vuoto incolmabile per la perdita di una persona cara traspare in modo lancinante ed evidente. 
Dedico il dipinto a tutte le persone che hanno sperimentato questa situazione dolorosa. 
Un abbraccio forte 💔












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