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Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

     #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621) Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti   (Utrecht 1590 - 1656) Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto) Datazione: 1621 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 168 x 202 Si trova:

Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo


Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC



Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

A cura di Manuela Moschin

Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868- 1907) nacque a Volpedo in provincia di Alessandria. L'artista è celebre soprattutto per aver dipinto "Il Quarto Stato" che realizzò nel 1901 ed è conservato nel Museo del Novecento a Milano. Il dipinto raffigura un gruppo di lavoratori che sta marciando in segno di protesta.  
Sfogliando, invece, il catalogo della mostra “ Da Canova a Modigliani - il volto dell’Ottocento” che visitai nel 2010 nel Palazzo Zabarella a Padova mi soffermo a osservare un'opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo intitolata “Ricordo di un Dolore” (ritratto di Santina Negri) 1889. 
Tra le straordinarie opere esposte ricordo che rimasi affascinata da questo ritratto di Giuseppe Pellizza per la capacità di rappresentare la sofferenza.
C'è un motivo particolare che indusse l'artista a realizzare quest'opera. Risulta, infatti, che a causa della perdita della sorella Antonietta dipinse il volto di una giovane donna (Santina Negri) evidenziandone l’espressione triste e pensierosa. Possiamo notare che introdusse nel dipinto una viola, comunemente detta del pensiero, allo scopo di dare maggiore enfasi al momento tragico. 
L'immagine esprime nel suo insieme una drammaticità straziante che si percepisce dallo sguardo assente, dal volto pallido e dalla postura del corpo che si trova in una condizione di completo abbandono. Il bianco contrapposto al nero crea un'atmosfera lugubre in relazione con la morte. 
Quel vuoto incolmabile per la perdita di una persona cara traspare in modo lancinante ed evidente. 
Dedico il dipinto a tutte le persone che hanno sperimentato questa situazione dolorosa. 
Un abbraccio forte 💔












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