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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Piero di Cosimo, Santa Maria Maddalena che legge


Piero di Lorenzo detto PIERO DI COSIMO, Santa Maria Maddalena che legge (1490-1495) - Palazzo Barberini - Roma
Santa Maria Maddalena è riconoscibile dal profilo segnato dall’aureola, dai lunghi capelli e dal vaso di unguenti. Quest’ultimo fa riferimento alla visita della Maddalena e delle pie donne al sepolcro nella mattina di Pasqua: giunte sul luogo per imbalsamare il corpo di Gesù con oli profumati, trovarono il sepolcro vuoto, testimoniando per prime la Resurrezione. I lunghi capelli con cui solitamente viene raffigurata la Maddalena derivano invece da un’erronea interpretazione del Vangelo, che ha portato a confondere la Maddalena con l’ignota prostituta che, pentendosi dei peccati commessi, pianse sui piedi di Gesù e li asciugò con i propri capelli. Nel dipinto di Piero di Cosimo vi sono tuttavia degli elementi che vanno oltre la tradizionale rappresentazione della santa e rimandano invece alla contemporaneità dell’artista: la foggia dell’abito, il libro aperto e la posa della donna, oltre all’architettura che la incornicia, hanno riferimenti diretti con la ritrattistica quattrocentesca. Non è infatti da escludere che il dipinto sia stato commissionato da o per una donna di nome Maddalena, che volle essere ritratta come la santa di cui portava il nome. Degna di nota è la raffinatissima esecuzione dell’opera, che colpisce per qualità della superficie pittorica e definizione dei dettagli. Riguardo questi aspetti, Piero di Cosimo ha inoltre dimostrato di apprezzare e di comprendere fino in fondo i valori formali della pittura fiamminga. (dal sito Palazzo Barberini)

Autore: Piero di Lorenzo detto PIERO DI COSIMO (Firenze 1462 - 1522)
Titolo: Santa Maria Maddalena che legge
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1490 - 1495
Misure (cm.): 72 x 53
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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