domenica 13 agosto 2023

VILLA BORGHESE

© Photo by Massimo Gaudio



Il Parco di Villa Borghese si estende per 80 ettari all'interno del quartiere Pinciano e occupa una vasta area nel cuore della città, compresa tra il tratto delle Mura Aureliane che unisce Porta Pinciana a Piazzale Flaminio. La Villa è sicuramente tra le più ricche di testimonianze artistiche con edifici, sculture, monumenti e fontane, opere di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica, in più al suo interno ci sono alberi secolari, laghetti, giardini all'italiana e grandi spazi liberi. Comprende una gran quantità di specie sempreverdi, tra cui lecci e platani, pini domestici con esemplari bicentenari, abeti, cedri, oltre a piante di alloro e bosso. Per la grande concentrazione di strutture museali e culturali, una su tutte la Galleria Borghese, la Villa è definita come Parco dei Musei. Preziosi arredi ornavano il Parco: fontane e piccole fabbriche, quali la Mostra dell'AquaFelix, la fontana dei Cavalli Marini, il Tempio di Diana, il Tempio di Antonino e Faustina e il Tempio di Esculapio.
La sua realizzazione si deve al cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V, che avviò i lavori nel 1606 dopo aver acquistato varie vigne limitrofe occupando così una vasta area lungo la via Pinciana. Nel contempo iniziarono i lavori di costruzione del Casino Nobile e di armonizzazione e unificazione dei vari appezzamenti mediante la creazione di viali, la recinzione della proprietà e lo spianamento delle irregolarità del terreno. Il principe Marcantonio IV dal 1766 fece importanti lavori tra i quali la realizzazione del Giardino del Lago, avvalendosi dell'opera degli architetti Antonio e Mario Asprucci e di numerosi artisti, giardinieri, paesaggisti. 
Nel corso del XIX secolo la Villa visse un periodo florido per quello che concerne la vita sociale, infatti fu teatro di manifestazioni e feste popolari, inoltre la Villa veniva aperta al passaggio pubblico festivo grazie alla ben nota accoglienza dei principi Borghese. Nel 1901 la proprietà fu acquistata dallo Stato italiano e nel 1903 fu ceduta al Comune di Roma con la definitiva apertura al pubblico. Nella cessione non fu incluso il Casino Nobile con tutte le opere contenute al suo interno, che rimane ancora oggi di proprietà dello Stato.


Fontane oscure

Fontana dei Pupazzi e piazza di Siena

Fontana della Venere e i giardini del Casino Nobile

Loggia dei Vini

Casina di Raffaello









Tempio di Antonino e Faustina e Viale dei Cavalli Marini

Tempietto di Diana



Casina del Lago

Il Laghetto ed il Tempio di Esculapio

Galleria Borghese

Fontana dei Cavalli marini

Museo Pietro Canonica

Vi ringrazio.

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Massimo

VILLA ALDOBRANDINI

© Photo by Massimo Gaudio


Il parco di Villa Aldobrandini

Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo.
La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quest'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora oggi esistenti. Il palazzo un tempo ospitava un'importante collezione di opere d'arte ma gli eredi del cardinale, le famiglie Pamphilj e Borghese la spostarono nelle Gallerie dei propri palazzi.
Per un breve periodo, tra il 1811 e il 1814 divenne la sede del governatore francese a Roma. Terminato questo periodo ritornò nelle mani degli Aldobrandini, i quali nel 1926 la cedettero allo Stato italiano perché le sue dimensioni erano state ridotte nel 1870 per la costruzione di via Nazionale a seguito all'avvento di Roma Capitale.
Il palazzo e parte dei giardini sono recintati e chiusi al pubblico e vi si accede da un portone su via Panisperna, il resto del parco è passato nelle mani del Comune di Roma.

Affaccio su largo Magnanapoli, Chiesa di santa Caterina da Siena e la Torre delle Milizie

Villa Aldobrandini, Affaccio sul Quirinale

Il parco di Villa Aldobrandini

Il parco di Villa Aldobrandini

Il parco di Villa Aldobrandini

Villa Aldobrandini, Ingresso

Villa Aldobrandini, Ingresso

Villa Aldobrandini, La Villa

Vista su Chiesa di santa Caterina da Siena e la Torre delle Milizie


Vi ringrazio.

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Massimo

VILLA TORLONIA

© Photo by Massimo Gaudio


Obelisco in memoria di Giovanni Torlonia e il Casino Nobile

I Musei di Villa Torlonia, si trovano all'interno di un parco che nel corso dei secoli è appartenuto a varie famiglie nobili che fecero di questa tenuta una terra rigogliosa di frutteti, vigne e canneti. Tra loro spicca la famiglia Pamphilj, la famiglia Colonna e infine la famiglia Torlonia che la trasformarono in una vera e propria residenza fastosa. Fu Giovanni Torlonia ad acquistare la proprietà dai Colonna nel 1797 con l'intento di trasformare la tenuta in una complessa e sontuosa dimora, articolata in vari corpi architettonici a tema, immersi nel verde. Per fare ciò nel 1806 chiamò l'architetto Giuseppe Valadier che oltre alla costruzione degli edifici principali, si dedicò alla costruzione nella parte nord del parco, che è caratterizzata da un impianto tradizionale, con viali di lecci rettilinei e simmetrici di cui rimangono testimonianze vicino al Palazzo principale. Alla morte di Giovanni Torlonia, il figlio Alessandro incaricò dell’ampliamento del parco il paesaggista Giuseppe Jappelli con percorsi liberi e sinuosi, conferendo al paesaggio un'immagine romantica riferibile alla tipologia "all'inglese".
Durante il periodo della residenza di Benito Mussolini, il giardino ebbe una doppia funzione: una parte, quella vicino agli edifici divenne scenario di manifestazioni sportive e mondane, mentre quello che rimaneva venne riportato a uno stato rurale con l'introduzione degli orti di guerra, con colture di grano e patate, pollai e conigliere. Con la Seconda Guerra Mondiale, la Villa ebbe una forte decadenza e l’occupazione militare anglo-americana, con manomissioni e danneggiamenti generalizzati, diede il colpo di grazia definitivo. 
Passarono vari decenni prima che la Villa cominciò ad avere le giuste cure manutentive e grazie a un importante intervento di recupero ambientale, dalla sua riapertura avvenuta nel 1978 Villa Torlonia è tornata a vivere.

Casina delle Civette

Casino dei Principi

Serra Moresca

Obelisco in memoria di Giovanni Torlonia


La fontana di Giovan Battista Caretti

Obelisco dedicato ad Anna Maria Schulteiss






Vi ringrazio.

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Massimo

VILLA CELIMONTANA

© Photo by Massimo Gaudio


L'ingresso al Parco da piazza dei Ss.Giovanni e Paolo

Villa Celimontana si estende su un terreno di 110.000 mq. che si trova nel rione Celio sull'omonimo colle ed ha due ingressi: da via della Navicella e da piazza SS. Giovanni e Paolo. Il terreno che era occupato da orti e vigneti in epoca medievale e nel primo rinascimento, fu acquistato verso la metà del '500 da Giacomo Mattei, che la diede in dote alla figlia Claudia, sposa e cugina di Ciriaco Mattei e proprio a lui si deve la trasformazione della vigna in un giardino ricco di statue e di fontane impegnando architetti, artisti e maestranze. La Villa durante il corso dei secoli successivi, rimase di proprietà della famiglia Mattei la quale continuò a trasformare quello che era l'impianto originale fino all'estinzione della linea maschile all'inizio dell'Ottocento, anche se già nel 1770 uno degli eredi Mattei, Giuseppe, vendette gran parte delle sculture antiche alla Chiesa, che andarono a costituire il nucleo originario del Pio Museo Clementino ai Musei Vaticani. Dal 1804 in poi i nuovi proprietari, per lo più stranieri, acquistarono e vendettero la Villa nel giro di pochi decenni, fino a quando dopo la prima guerra mondiale, la Villa fu confiscata dallo Stato italiano che la incamerò come bene nemico, essendo la famiglia Hoffmann di nazionalità tedesca. Dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 1926 la palazzina Mattei venne consegnata al suo definitivo assegnatario, la Regia Società Geografica Italiana mentre il parco fu destinato a verde pubblico e nel 1928 aperto alla cittadinanza.

Obelisco Matteiano con ai lati due dolium

Obelisco Matteiano

Obelisco Matteiano

Resti della Basilica Hilariana, eretta da Manius Publicius Hilarus

Resti della Basilica Hilariana, eretta da Manius Publicius Hilarus


Fontana con la personificazione di un fiume


Fontana circolare di viale delle palme


Villa Mattei

Vasca romana trasformata in fontana

Tempio Gotico

Viale Pietro Gribaudi

Monumento in memoria di Marcus Larcius dedicatogli dalla moglie


Busto di Paul Harris, fondatore del Rotary International

Viale cardinale Spellmann

Vi ringrazio.

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Massimo

Fontana della Botte

  © Photo by  Massimo Gaudio Pietro Lombardi, Fontana della Botte Quando si entra nella parte più antica del Rione Trastevere, si entra in u...