lunedì 21 ottobre 2024

SALA DEL MAPPAMONDO di Palazzo Farnese a Caprarola

© Photo by Massimo Gaudio

Sala del Mappamondo

Palazzo Farnese con la sua maestosità svetta dalla parte più alta di Caprarola che si trova vicino Viterbo. La Sala del Mappamondo che fa parte del percorso museale, era il salone di rappresentanza dell'appartamento invernale, diventato celebre per le decorazioni di soggetto astronomico e geografico visto il crescente interesse verso le navigazioni e scoperte di nuovi territori che in quel periodo aveva apportato nuove conoscenze che però non erano ancora terminate, infatti, tra le varie rappresentazioni dei vari continenti non si trova quella che riguarda l'Oceania, continente non ancora scoperto fino a quel momento.
Il programma decorativo della sala è stato realizzato da Orazio Trigini de' Marij che lo aveva tratto da fonti sia letterarie che cartografiche. Sulle pareti si possono ammirare splendide carte geografiche dipinte da Giovanni Antonio da Varese detto Vanosino sulla base delle indicazioni del de' Marij. Oltre alle carte dei quattro continenti, c'è quella del planisfero e di fronte, dall'altra parte della sala, sono rappresentate l'Italia e la Giudea, terre dalle quali ha avuto origine il Cristianesimo. Le porte e le finestre sono sovrastate dai ritratti dei più illustri esploratori conosciuti fino allora. Anche la volta, realizzata molto probabilmente da Giovanni de' Vecchi, è splendidamente arricchita da una mappa celeste che descrive in forma universale le costellazioni attraverso i personaggi mitologici legati a esse. Se la volta è in forse, di sicuro i lunettoni sono stati dipinti dal de' Vecchi in collaborazione con Raffaellino da Reggio. Al loro interno, seguendo le stagioni, è raccontata l'origine mitologica dei dodici segni zodiacali.
Nel 1578, a lavori ultimati, si svolse un banchetto che ospitò papa Gregorio XIII che, forse preso dalla forte emozione suscitata dalle pitture, poco dopo commissionò la Galleria delle carte geografiche che si possono vedere nel percorso museale ai Musei Vaticani.



La volta

La sala vista dall'Anticamera degli Angeli

Planisfero con le personificazioni di America, Europa, Africa e Asia

Europa

Africa

America

Asia

Giudea

Italia

La Mappa Celeste

Marco Polo

Ferdinando Cortez

Amerigo Vespucci

Cristoforo Colombo

Ferdinando Magellano

Vi ringrazio.

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Massimo

domenica 13 ottobre 2024

FEDERICO ZUCCARI e il Gabinetto dell'Ermatena (1566)

  © Photo by Massimo Gaudio

Hermatena (fig.1)


Palazzo Farnese si trova a Caprarola nella provincia di Viterbo. Visitarlo significa rimanere a bocca aperta grazie sia all'architettura, sia alle opere pittoriche e ai bellissimi giardini annessi alla struttura.
Tra le molte sale che si trovano nei due livelli visitabili, ce n'è una che per le piccole dimensioni, risulta accogliente, intima e in una posizione appartata rispetto al resto del Palazzo. È il Gabinetto dell'Ermatena (fig.7).
Il grande tondo al centro del soffitto realizzato da Federico Zuccari nel 1566, raffigura un essere androgino costituito dalla fusione di Mercurio e Minerva identificato da un cartiglio in greco come Hermathena (fig.1). Nei pennacchi agli angoli della volta sono raffigurati oggetti relativi alle scienze e alle arti che alludono alle invenzioni di Mercurio e Minerva (fig. 2,3,4,5).
Nelle lunette sono inseriti paesaggi e scene mitologiche come il Serapeo di Villa Adriana e l'episodio di Ulisse con le sirene (fig.6).


(fig. 2)

(fig. 3)

(fig. 4)

(fig. 5)

(fig. 6)

(fig.7)



Vi ringrazio.

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Massimo

lunedì 7 ottobre 2024

CICLO CRISTO BENEDICENTE ED EVANGELISTI al Monastero di San Bebedetto (Sacro Speco) di Subiaco

 © Photo by Massimo Gaudio

Sala del Capitolo vecchio

Il Monastero di San Benedetto, detto anche Santuario del Sacro Speco, si trova addossato a una parete rocciosa del monte Taleo a un'altezza di 600 m slm nel comune di Subiaco nella provincia di Roma. Il monastero è formato da due chiese sovrapposte unite tra loro da una serie di scalinate che servono anche le varie cappelle.
Prima di arrivare alle due chiese, si deve passare attraverso una porta gotica di piccole dimensioni sormontata da una croce cosmatesca. Da qui si accede al corridoio d'ingresso che corre addossato alla parete della montagna che conduce alla Sala del Capitolo vecchio dove si trova una serie di affreschi realizzati nel primo quarto del XVI secolo. Tra questi risalta un ciclo pittorico formato da cinque affreschi che raffigurano Gesù Cristo nell'atto di impartire la benedizione, mentre di lato, sia a destra che a sinistra, sono raffigurati i quattro evangelisti: a sinistra ci sono Giovanni e Marco, mentre a destra ci sono Luca e Matteo. A seguito di studi effettuati su questo ciclo, gli affreschi sono stati attribuiti a Cola dell'Amatrice o alla scuola del Perugino.

Gesù Cristo redentore e Benedicente

San Giovanni Evangelista

San Luca

San Marco

San Matteo

Vi ringrazio.

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Massimo

martedì 1 ottobre 2024

FARMACIA della CERTOSA DI TRISULTI

 © Photo by Massimo Gaudio

L'antica farmacia settecentesca


Nella provincia di Frosinone e più precisamente nel territorio del comune di Collepardo, si trova a 825 m.s.l.m la Certosa di Trisulti, un antico monastero che risale al XIII secolo che, nonostante faccia parte dei Beni dello Stato Italiano, è gestito dalla congregazione dei Cistercensi di Casamari.
Tra i vari edifici presenti all'interno delle mura, ce n'è uno che è stato adibito a Farmacia risalente al XVIII secolo, costituito da vari ambienti disposti su due livelli. 
Dopo aver salito le scale che portano all'Antica Farmacia, si arriva di fronte a un affresco sotto il loggiato realizzato da Filippo Balbi che rappresenta l'Immacolata Concezione. Dal loggiato si accede alla farmacia e subito si viene accolti da vari tromp-l'oeil realizzati da Filippo Balbi. Da questo corridoio si accede in tre distinti locali. Il primo, a sinistra, ospita la Farmacia dove ci sono arredi di fine Settecento con vetrine contenenti preparati di erbe medicamentose all'interno di bottiglie, calici e contenitori vari risalenti all'epoca. In passato alcuni dei vasi esposti contenevano veleni estratti da serpenti. La volta completamente decorata a crociera, è stata decorata da Giacomo Manco.
Il secondo locale è il Salotto d'attesa o Salottino Balbi, dal nome di colui che ha decorato la maggior parte dei locali, compreso questo salotto dove tra i vari decori, c'è il ritratto del monaco Benedetto Ricciardi, all'epoca direttore della farmacia che è particolarmente realistico, infatti, si ha l'impressione che uscendo da una porta ci venga a chiedere di cosa abbiamo bisogno. Anche qui gli arredi risalgono a fine Settecento. Al centro del pavimento del salotto, intorno al tavolo rotondo, c'è una scritta in latino che recita:

MEMINI VOLAT IRREPARABILE TEMPU

Ricorda, il tempo vola irrimediabilmente

Il terzo locale è semplicemente il prolungamento del corridoio dove sulle due pareti sono state addossate due grandissime credenze. Per le ante, al posto dei vetri ci sono reti che favorivano l'aerazione e quindi la conservazione delle piante essiccate, le stesse che venivano coltivate nell'orto botanico dove ora c'è il giardino.

L'ingresso alla Certosa di Trisulti è libero.


Loggiato con l'Immacolata Concezione di Filippo Balbi

Corridoio visto dalla porta d'ingresso

Corridoio, Ingresso al Salottino Baldi

Corridoio, Ingresso alla Farmacia

Corridoio con opere realizzate da Filippo Balbi: Allegoria dell'Avarizia e dell'Abbondanza e Fanciullo con anfora (1857-1865)

Farmacia



Volta decorata da Giacomo Manco




Salotto d'attesa o Salottino Balbi

Salotto d'attesa o Salottino Balbi

Filippo Balbi, ritratto del monaco Benedetto Ricciardi



Corridoio, dispensa con piante officinali

Corridoio, dispensa con piante officinali

Giardino

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Massimo

Trophime Bigot - 4 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Trophime Bigot (Arles, 1579 – Avignone, 1650) Trophime Bigot, Giuditta decapita Oloferne (1630 ca.) Olio su tela,...