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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Bernardino Cesari, Diana e Atteone

Photo by Massimo Gaudio
Bernardino Cesari, Diana e Atteone (1601-1613) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto è un probabile acquisto del cardinale Scipione Borghese. Menzionato in un poemetto che descrive la collezione scritto nel 1613, la tela reca sul sasso la firma del pittore. Si tratta di una copia fedele di un dipinto di analogo soggetto eseguito dal fratello di Bernardino, Giuseppe cesari detto il Cavalier d’Arpino, di cui esistono varie versioni. Di grande interesse è la presenza della firma dell’autore, al quale si possono riferire con certezza ben poche opere.  (testo tratto dal sito Galleria Borghese)
Autore: Bernardino Cesari (Arpino 1571 - 1622)
Titolo: Diana e Atteone
Supporto: Olio su tela
Anno: 1601 - 1613
Misure (cm.): 62,5 x 83
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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