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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, La cattura di Cristo

Photo by Massimo Gaudio
Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, La cattura di Cristo (1598) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto venne definito già nel Seicento come la più bella opera eseguita dal Cavalier d’Arpino. Giunse nella collezione di Scipione Borghese in seguito al sequestro delle opere conservate nello studio del pittore, ordinato nel 1607 da Paolo V. L’aggressione notturna rappresentata nel dipinto è tra le composizioni più celebri e imitate del Cesari.  (testo tratto dal sito Galleria Borghese)
Autore: Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO (Arpino 1568 - 1640)
Titolo: La cattura di Cristo
Supporto: Olio su rame
Anno: 1598
Misure (cm.): 79 x 58
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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