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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Giovanni Battista Gaulli detto IL BACICCIA, Il Trionfo del nome di Gesù

Photo by Massimo Gaudio
Giovanni Battista Gaulli detto IL BACICCIA, Il Trionfo del nome di Gesù (1677 ca.) Galleria Spada - Roma
Questo luminoso "bozzettone" è un grande modello preparatorio per la più importante decorazione a fresco del barocco romano, la volta della chiesa del Gesù, a pochi passi da piazza Venezia. Si tratta di una testimonianza preziosa sia per le dimensioni che per il grado di finitura, nonchè per la qualità eccelsa della pittura e per l'importanza dell'affresco finale che ad essa fa riferimento. Giovan Battista Gaulli, fondamentale protagonista della pittura romana della seconda metà del Seicento, eseguì la decorazione del Gesù tra 1668 e 1679; i Gesuiti richiesero dei modelli per l'approvazione dell'opera da compiersi e il pittore presentò, quindi, la sua visione dello sfolgorante trionfo, al centro del sole e in mezzo alle schiere angeliche, del monogramma di Cristo, IHS, emblema della compagnia di sant'Ignazio. E' anche il trionfo dell'illusionismo prospettico, della retorica cattolica, dell'insegnamento morale per lo spirito mentre la vista trae diletto: al centro della scena, nel pulviscolo d'oro, si trovano la Chiesa, i Santi, i Magi; in basso, sprofondano le allegorie del Peccato, dell'Eresia, della Vanità. Fu il cardinal Fabrizio Spada a rendere possibile l'entrata in collezione di questo dipinto così speciale: forse fu un dono degli stessi padri Gesuiti, con cui il cardinale intratteneva solidi rapporti.  (testo tratto dal sito Gebart)
Autore: Giovanni Battista Gaulli detto Il BACICCIA (Genova 1639 - Roma 1709)
Titolo: Il Trionfo del nome di Gesù
Supporto: Olio su tela
Anno: 1677 ca.
Misure (cm.): 179,5 x 120
Posizione: Galleria Spada
Località: Roma

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