mercoledì 15 luglio 2020

Scipione Pulzone, Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta

Photo by Massimo Gaudio

Scipione Pulzone, Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta (dopo 1570) Galleria Borghese - Roma

L’opera compare, con l’esatta attribuzione a Scipione Pulzone, nell’inventario della collezione del 1693. Il dipinto costituisce uno dei capolavori d’arte sacra del pittore per l’attenzione alla resa dei particolari e lo studio della luce che evidenzia le figure in primo piano, sottolineando la modestia della Madonna e la semplice umanità di Elisabetta. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Scipione Pulzone (Gaeta 1550 ca - Roma 1598)
Titolo: Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta
Supporto: Olio su tela
Anno: 1570 - 1598
Misure (cm.): 135 x 105
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

martedì 14 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, David con la testa di Golia

Photo by Massimo Gaudio
Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, David con la testa di Golia (1609-1610) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto fu eseguito con tutta probabilità a Napoli, dove Caravaggio, fuggito da Roma nel 1606, si trovava in esilio per l’accusa di omicidio. La scelta del soggetto, con la vittoria dell’eroe d’Israele sul gigante filisteo Golia, si deve probabilmente allo stesso pittore. David non manifesta un fiero atteggiamento di trionfo mentre regge e osserva il capo mozzato di Golia; la sua espressione è piuttosto di pietà verso quel “peccatore”, nel cui viso Caravaggio avrebbe raffigurato il proprio autoritratto. La descrizione del volto di Golia, così vividamente espressiva nella fronte corrugata, la bocca spalancata per l’ultimo respiro, lo sguardo sofferente, l’incarnato esanime, rappresenta il risultato del dramma umano vissuto dall’artista. L’iscrizione che compare sulla spada “H.AS O S” è stata sciolta dalla critica con il motto agostiniano Humilitas occidit superbiam. L’episodio biblico diventa quindi impressionante testimonianza degli ultimi mesi di vita di Caravaggio, rendendo plausibile l’ipotesi secondo la quale il pittore avrebbe inviato la tela al cardinale Scipione Borghese, quale dono da recapitare al pontefice Paolo V per ottenere il perdono e il ritorno in patria. La grazia fu accordata ma Caravaggio, quasi al termine del viaggio verso Roma, morì sulla spiaggia di Porto Ercole per circostanze ancora misteriose. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: David con la testa di Golia
Supporto: Olio su tela
Anno: 1609 - 1610
Misure (cm.): 125 x 100
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

lunedì 13 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Giovanni Battista

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Giovanni Battista (1609-1610) Galleria Borghese - Roma
Probabilmente la tela fa parte delle tre portate dall’artista durante il viaggio da Napoli a Roma, intrapreso nel 1610, con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte per omicidio inflittagli (1606) da Paolo V. L’intento era quello di ottenere l’intercessione presso il papa, offrendo in dono le opere al cardinal nepote Scipione Borghese, appassionato collezionista che già possedeva la Madonna dei Palafrenieri, Il ragazzo con il canestro di frutta e l’Autoritratto in veste di Bacco. Nei pressi di Palo, sulla costa a nord di Roma, Caravaggio per uno scambio di persona venne imprigionato per due giorni, perdendo così la nave che portava il suo bagaglio. Nel disperato tentativo di recuperarlo, trovò la morte sulla spiaggia di Port’Ercole.
Il dipinto è stato tradizionalmente identificato come una variazione introspettiva sul tema dell’adolescente Battista segnato dal digiuno e dalla rinuncia, sorpreso a meditare in una cornice naturalistica ombrosa, con la presenza dell’ariete a prefigurare la redenzione dell’uomo attraverso il sacrificio del Cristo. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)



Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: San Giovanni Battista
Supporto: Olio su tela
Anno: 1609 - 1610
Misure (cm.): 159 x 124
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

domenica 12 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri (1605-1606) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto fu commissionato dalla Arciconfraternita dei Palafrenieri per il proprio altare, dedicato a Sant’Anna, nella nuova basilica di San Pietro. L’opera rimase nella sede originaria solo pochi giorni, poi venne trasferita nella chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri e infine acquistata dal cardinale Borghese. Sono ancora incerte le cause della sua rimozione dall’altare: forse per motivi di decoro – vista la scollatura della Vergine e la nudità di un bambino non più in fasce – oppure per ragioni di carattere teologico, o più probabilmente per assecondare il desiderio di possesso del cardinal Scipione, nella cui collezione subito dopo il dipinto entrò a far parte. Caravaggio illustra il tema dell’Immacolata Concezione dipingendo la Vergine, simbolo della Chiesa, mentre schiaccia il serpente del Peccato aiutata dalla spinta del piede del Figlio. Accanto a loro, ma in posizione più distaccata, compare Sant’Anna, personificazione della Grazia: proprio questa apparente separazione della Grazia dall’opera di salvezza dell’umanità, in anni di acceso dibattito in seno alla Controriforma, poteva essere guardata con sospetto. Quali che furono i motivi reali, il cardinal nepote riuscì a ottenere il dipinto per una cifra irrisoria. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Madonna dei Palafrenieri
Supporto: Olio su tela
Anno: 1592 - 1595
Misure (cm.): 292 x 211
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

sabato 11 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)

Photo by Massimo Gaudio
Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino Malato) (1592-1595) 
Come il Giovane con canestra di frutta, la tela proviene dal gruppo di opere che nel 1607 furono confiscate al Cavalier d’Arpino (1568-1640) dopo la pretestuosa incarcerazione per possesso illegale di archibugi. Il pittore, per essere rilasciato, fu costretto a donare la propria quadreria alla Camera Apostolica, così che Paolo V la potè regalare al nipote Scipione Borghese, presumibile autore della pianificata sottrazione. Si tratta di una raffigurazione di tipo allegorico in cui il soggetto, ritratto con estremo realismo, è ornato con gli attributi di Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza. Il giovane si rivolge allo spettatore in posa atipica, di tre quarti, mostrando fra le mani un naturalistico grappolo d’uva bianca, in evidente contrasto con il suo incarnato ceruleo e insalubre. La critica individua nel soggetto un possibile autoritratto dell’artista, facendo risalire il dipinto a un avvenimento biografico, il ricovero presso l’Ospedale della Consolazione di Roma, per circostanze non meglio definite. Da qui l’interpretazione da cui ha origine la titolazione dell’opera come Autoritratto in veste di Bacco o più comunemente Bacchino malato. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)
Supporto: Olio su tela
Anno: 1592 - 1595
Misure (cm.): 67 x 53
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

venerdì 10 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giovane con canestro di frutta

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giovane con canestro di frutta (1593-1595) Galleria Borghese - Roma
La tela proviene dal gruppo di opere che, nel 1607, furono confiscate al Cavalier d’Arpino (1568-1640) dopo l’incarcerazione seguita all’accusa pretestuosa di possesso illegale di alcuni archibugi. Il pittore, per essere rilasciato, fu costretto a donare la propria quadreria alla Camera Apostolica, in questo modo Paolo V potè consegnarla al nipote Scipione Borghese, presumibile autore della pianificata sottrazione. Il dipinto risale con ogni probabilità al periodo in cui Caravaggio lavorava presso la bottega del celebre pittore arpinate, dove assolveva al compito di “generista”.Il soggetto raffigurato non è contraddistinto da alcun elemento iconografico esplicito e utile per poter individuare un preciso contenuto simbolico. Il giovane, in posa di tre quarti, con la camicia che lascia intravedere una spalla, mostra  un canestro colmo di frutti autunnali, fra questi splendono pomi e grappoli d’uva, insieme a foglie e altri frutti che presentano le tipiche imperfezioni della natura. Con questa tela l’artista dimostra di saper indagare il dato naturale con una profonda capacità di mimesi, priva di interpretazioni estetizzanti; il dipinto è prova mirabile di rappresentazione del vero, la cui indagine giungerà a maturazione nell’isolata perfezione della Canestra di frutta (1599, Milano, Pinacoteca Ambrosiana). (testo tratto dal sito Galleria Borghese)


Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Giovane con canestra di frutta
Supporto: Olio su tela
Anno: 1593 - 1595
Misure (cm.): 70 x 67
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

giovedì 9 luglio 2020

Giovanni Baglione, Giuditta con la testa di Oloferne

Photo by Massimo Gaudio

Giovanni Baglione, Giuditta con la testa di Oloferne (1608) Galleria Borghese - Roma

Il dipinto fu commissionato dal cardinale Scipione all’artista, quando questi partecipava alle grandi imprese borghesiane del momento. Nell’opera Giuditta, protagonista della scena, è vista come un’eroina della mitologia classica, fiera e obbediente al suo destino, come riportato nell’Antico Testamento (Giuditta 13, 1-10). Ha appena mozzato la testa di Oloferne, terribile comandante dell’esercito di Nabucodonosor; accanto a lei, dipinta con realismo, è l’anziana ancella Abra, pronta ad accogliere il macabro bottino. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Giovanni Baglione ( Roma 1566 - 1644)
Titolo: Giuditta con la testa di Oloferne
Supporto: Olio su tela
Anno: 1608
Misure (cm.): 220 x 150
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

Paolo Caliari detto IL VERONESE - 6 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Paolo Caliari detto IL VERONESE (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588) Paolo Caliari detto IL VERONESE,  Vision...