Passa ai contenuti principali

In primo piano

Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)

Photo by Massimo Gaudio
Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino Malato) (1592-1595) 
Come il Giovane con canestra di frutta, la tela proviene dal gruppo di opere che nel 1607 furono confiscate al Cavalier d’Arpino (1568-1640) dopo la pretestuosa incarcerazione per possesso illegale di archibugi. Il pittore, per essere rilasciato, fu costretto a donare la propria quadreria alla Camera Apostolica, così che Paolo V la potè regalare al nipote Scipione Borghese, presumibile autore della pianificata sottrazione. Si tratta di una raffigurazione di tipo allegorico in cui il soggetto, ritratto con estremo realismo, è ornato con gli attributi di Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza. Il giovane si rivolge allo spettatore in posa atipica, di tre quarti, mostrando fra le mani un naturalistico grappolo d’uva bianca, in evidente contrasto con il suo incarnato ceruleo e insalubre. La critica individua nel soggetto un possibile autoritratto dell’artista, facendo risalire il dipinto a un avvenimento biografico, il ricovero presso l’Ospedale della Consolazione di Roma, per circostanze non meglio definite. Da qui l’interpretazione da cui ha origine la titolazione dell’opera come Autoritratto in veste di Bacco o più comunemente Bacchino malato. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)
Supporto: Olio su tela
Anno: 1592 - 1595
Misure (cm.): 67 x 53
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

Commenti

Post più popolari