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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri (1605-1606) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto fu commissionato dalla Arciconfraternita dei Palafrenieri per il proprio altare, dedicato a Sant’Anna, nella nuova basilica di San Pietro. L’opera rimase nella sede originaria solo pochi giorni, poi venne trasferita nella chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri e infine acquistata dal cardinale Borghese. Sono ancora incerte le cause della sua rimozione dall’altare: forse per motivi di decoro – vista la scollatura della Vergine e la nudità di un bambino non più in fasce – oppure per ragioni di carattere teologico, o più probabilmente per assecondare il desiderio di possesso del cardinal Scipione, nella cui collezione subito dopo il dipinto entrò a far parte. Caravaggio illustra il tema dell’Immacolata Concezione dipingendo la Vergine, simbolo della Chiesa, mentre schiaccia il serpente del Peccato aiutata dalla spinta del piede del Figlio. Accanto a loro, ma in posizione più distaccata, compare Sant’Anna, personificazione della Grazia: proprio questa apparente separazione della Grazia dall’opera di salvezza dell’umanità, in anni di acceso dibattito in seno alla Controriforma, poteva essere guardata con sospetto. Quali che furono i motivi reali, il cardinal nepote riuscì a ottenere il dipinto per una cifra irrisoria. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Madonna dei Palafrenieri
Supporto: Olio su tela
Anno: 1592 - 1595
Misure (cm.): 292 x 211
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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