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La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598) L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Federico Barocci detto il Fiori   (Urbino 1535 -1612) Titolo: La fuga di Enea da Troia Datazione: 1598

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giovane con canestro di frutta

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giovane con canestro di frutta (1593-1595) Galleria Borghese - Roma
La tela proviene dal gruppo di opere che, nel 1607, furono confiscate al Cavalier d’Arpino (1568-1640) dopo l’incarcerazione seguita all’accusa pretestuosa di possesso illegale di alcuni archibugi. Il pittore, per essere rilasciato, fu costretto a donare la propria quadreria alla Camera Apostolica, in questo modo Paolo V potè consegnarla al nipote Scipione Borghese, presumibile autore della pianificata sottrazione. Il dipinto risale con ogni probabilità al periodo in cui Caravaggio lavorava presso la bottega del celebre pittore arpinate, dove assolveva al compito di “generista”.Il soggetto raffigurato non è contraddistinto da alcun elemento iconografico esplicito e utile per poter individuare un preciso contenuto simbolico. Il giovane, in posa di tre quarti, con la camicia che lascia intravedere una spalla, mostra  un canestro colmo di frutti autunnali, fra questi splendono pomi e grappoli d’uva, insieme a foglie e altri frutti che presentano le tipiche imperfezioni della natura. Con questa tela l’artista dimostra di saper indagare il dato naturale con una profonda capacità di mimesi, priva di interpretazioni estetizzanti; il dipinto è prova mirabile di rappresentazione del vero, la cui indagine giungerà a maturazione nell’isolata perfezione della Canestra di frutta (1599, Milano, Pinacoteca Ambrosiana). (testo tratto dal sito Galleria Borghese)


Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Giovane con canestra di frutta
Supporto: Olio su tela
Anno: 1593 - 1595
Misure (cm.): 70 x 67
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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