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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Giovanni Baglione, Giuditta con la testa di Oloferne

Photo by Massimo Gaudio

Giovanni Baglione, Giuditta con la testa di Oloferne (1608) Galleria Borghese - Roma

Il dipinto fu commissionato dal cardinale Scipione all’artista, quando questi partecipava alle grandi imprese borghesiane del momento. Nell’opera Giuditta, protagonista della scena, è vista come un’eroina della mitologia classica, fiera e obbediente al suo destino, come riportato nell’Antico Testamento (Giuditta 13, 1-10). Ha appena mozzato la testa di Oloferne, terribile comandante dell’esercito di Nabucodonosor; accanto a lei, dipinta con realismo, è l’anziana ancella Abra, pronta ad accogliere il macabro bottino. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Giovanni Baglione ( Roma 1566 - 1644)
Titolo: Giuditta con la testa di Oloferne
Supporto: Olio su tela
Anno: 1608
Misure (cm.): 220 x 150
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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