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Danzatrice con il dito al mento

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio
Il prototipo di questa statua, priva di testa, braccia e piedi, può essere sicuramente considerato la “Danzatrice con il dito al mento” o “Danzatrice Manzoni” dal nome di Domenico Manzoni che la commissionò ad Antonio Canova nel 1811 per 4.400 scudi. Ne esistono molte riproduzioni e nella Gipsoteca di Possagno si può ancora vedere il modello in gesso, realizzato da Canova nel 1809, da cui derivarono varie sculture. Di sicuro sappiamo che Alessandro Torlonia fece eseguire da Luigi Bienaimé (1795-1878), della scuola di Thorvaldsen, una copia della “Danzatrice” del Canova, che ora si trova nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. L’esemplare esposto rivela una lavorazione accurata e di buona qualità, con un effetto di non finito, dovuto probabilmente ai danni atmosferici provocati dall’esposizione all’aria. (testo tratto dal sito Musei di Villa Torlonia) Autore: Anonimo
Titolo: Danzatrice con il dito al mento Supporto…

VENERE CHE BENDA AMORE DI TIZIANO VECELLIO

Tiziano Vecellio, Venere che benda Amore (1565) - Galleria Borghese - Roma
Nella Sala di Psiche posta al primo piano di Galleria Borghese a Roma, sono esposti quattro tele del pittore veneto Tiziano Vecellio (1490-1576). Qualche mese fa ho dedicato un post al dipinto Amor Sacro e Amor Profano. Quello di oggi si trova sempre nella stessa sala ma sulla parete opposta ed è intitolato Venere che benda Amore del 1565 ed è un olio su tela che misura 116 x 184 cm.
Tiziano in questo splendido dipinto ha saputo rendere la scena elegante e molto ben curata. Sulla sinistra si vede Venere che benda Amore poggiato sul suo grembo nel mentre guarda da qualche parte fuori dalla scena. Alle sue spalle è poggiato un'altro putto che assiste con interesse al bendaggio, mentre le due donne a destra sembra si stiano avvicinando per portare l'una un arco e l'altra la faretra con le frecce. Sullo sfondo si vede un paesaggio con montagne sovrastate da un cielo minaccioso ed infuocato tipico del tardo pomeriggio che però lascia presagire qualcosa di poco bello.




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