sabato 31 gennaio 2026

L'elefantino berniniano in Piazza della Minerva

 © Photo by Massimo Gaudio

Gian Lorenzo Bernini, L'elefantino di piazza della Minerva

A pochi passi dal Pantheon nel rione Pigna, si trova piazza della Minerva e al centro di essa è collocata un'opera progettata da Gian Lorenzo Bernini: L'elefantino di piazza della Minerva, realizzata nel 1667 dallo scultore Ercole Ferrata su disegno del suo maestro.
Tutto inizia dal volere di Papa Alessandro VII della famiglia dei Chigi, che decise di far erigere l'obelisco nella piazza antistante la chiesa della Minerva e per questo progetto molti architetti si proposero con vari progetti. Anche un domenicano, padre Domenico Paglia propose un suo progetto, ma venne bocciato. Il pontefice chiese così al Bernini di presentargli vari progetti e tra i ben dieci diversi progetti proposti da lui e la sua bottega, Alessandro VII scelse quello dell'elefantino che tiene sul dorso l'obelisco. Il progetto fu critico dei domenicani, forse anche di padre Paglia, perché secondo loro il progetto berniniano era contro natura, ovvero che le zampe dell'elefantino da sole non avrebbero potuto sopportare il peso dell'obelisco. Poiché anche il papa supportò la tesi dei domenicani, Bernini si vide costretto a inserire sotto il ventre dell'elefantino un cubo di pietra a sostegno di tutta l'opera. Nella realizzazione tentò di coprire il cubo con una gualdrappa fino al basamento ma non fu sufficiente e alla fine l'opera risulta appesantita e un po' goffa, tanto che i romani cominciarono a chiamarlo il "Porcino della Minerva", divenuto più tardi "purcino" che in dialetto significa "pulcino" e quindi "Pulcino della Minerva". Bernini forse per vendicarsi dei domenicani, disegnò l'elefante con le terga volte al convento e con la proboscide e la coda che ne accentuarono, con la loro posizione, l'intenzione irriverente e offensiva.
L'obelisco egizio è uno dei nove che si trovano a Roma e in origine si trovava nel tempio di Iside in Campo Marzio. Risalente al VI secolo a.C. è in granito rosa con geroglifici sui quattro lati e ha un'altezza di 5,47 metri. Venne rinvenuto dai domenicani nel loro giardino due anni prima della realizzazione dell'elefantino.




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Massimo

Bocca della Verità

 © Photo by Massimo Gaudio

Basilica di Santa Maria in Cosmedin, Bocca della Verità.

La Bocca della Verità è un antico mascherone al cui volto sono state svariate interpretazioni e origini. Molto probabilmente si tratta di un chiusino di un tombino che serviva a far defluire l'acqua, per questo gli occhi, le narici del naso e la bocca sono forati. Si tratta di una scultura marmorea risalente al IV secolo a.C. che misura circa 180 cm di diametro e si trova su una parete del pronao della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin nel rione Ripa, tra il Circo Massimo e il fiume Tevere.
Alla scultura nel coso dei secoli sono state collegate varie legende, tutte indirizzare sulla credulità popolare. La più accreditata è sicuramente quella che riguardava la relazione tra le coppie, dove la fedeltà era messa alla prova attraverso l'inserimento della mano nella bocca. Se riusciva fuori intatta, la persona accusata di adulterio aveva detto la verità sulla sua fedeltà, nel caso contrario la mano sarebbe stata morsa dal mascherone. Celebre è la scena del film Vacanze romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck dove lui fa finta di essere stato morso dalla scultura e di avervi perso la mano.
Leggende a parte, la Bocca della Verità attira moltissimi turisti ogni giorno, tant'è che è stato necessario limitare la durata della permanenza davanti essa. Le foto dell'articolo risalgono a a più di trent'anni fa, quando non c'era ancora l'affluenza di oggi ed era libera da transenne e cordoni che ne penalizzano la visione.

Basilica di Santa Maria in Cosmedin


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Massimo

Fontana del Moro in Piazza Navona

 © Photo by Massimo Gaudio

Fontana del Moro

La Fontana del Moro è una delle fontane più famose di Roma, situata nella Piazza Navona. È un capolavoro dell'arte barocca, progettata da Giacomo della Porta nel 1570 e successivamente restaurata e ampliata da Gian Lorenzo Bernini nel 1654.
La fontana rappresenta un gruppo scultoreo con un tritone, o un moro, che lotta con un delfino, circondato da quattro tritoni che soffiano in conchiglie da cui esce acqua. La figura centrale è considerata un simbolo della potenza del mare e della natura.
Originariamente progettata per raccogliere l'acqua dell'acquedotto Acqua Vergine, è considerata una delle tre fontane più belle di Roma, insieme alla Fontana di Trevi e alla Fontana dei Quattro Fiumi. 







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Massimo

Pantheon

 © Photo by Massimo Gaudio

Pantheon

Il Pantheon è uno dei simboli più iconici di Roma e della storia dell'architettura mondiale! Costruito nel 126 d.C. durante l'impero di Adriano, questo tempio romano è un capolavoro dell'architettura antica.
La sua cupola, con un diametro di 43,4 metri, è stata la più grande del mondo per oltre 1.700 anni! E ancora oggi, è considerata una delle più belle e innovative mai costruite. La luce che entra dall'oculo in alto è semplicemente magica.








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Massimo

Campidoglio

 © Photo by Massimo Gaudio

Piazza del Campidoglio


Il Campidoglio è uno dei luoghi più iconici di Roma, situato sulla cima del Colle Capitolino, tra il Foro Romano e il Campo Marzio. Questa storica piazza è stata progettata da Michelangelo nel XVI secolo, su commissione di Papa Paolo III, per impressionare l'imperatore Carlo V di Asburgo in visita a Roma.
La piazza è circondata da tre edifici principali:
Palazzo Senatorio: il municipio di Roma, costruito sui resti del Tabularium, l'antico archivio di Roma (al centro)
Palazzo dei Conservatori: parte dei Musei Capitolini, ospita importanti opere d'arte antica, tra cui la Lupa Capitolina (a destra)
Palazzo Nuovo: completato nel 1654, è una copia speculare del Palazzo dei Conservatori (a sinistra)
Michelangelo ha progettato anche la cordonata, la rampa che conduce alla piazza, e ha posizionato al centro la statua equestre di Marco Aurelio, ora sostituita da una copia (l'originale è nei Musei Capitolini). La piazza è stata il cuore della vita politica e amministrativa di Roma sin dal Medioevo ed è stato anche il luogo dove si svolgevano i mercati e le esecuzioni pubbliche.


Palazzo Senatorio e Palazzo dei Conservatori


Statua equestre di Marco Aurelio e dietro Palazzo Nuovo

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Massimo

Teatro Marcello

 © Photo by Massimo Gaudio

Teatro Marcello

Il Teatro di Marcello è un antico teatro romano costruito tra il 46 a.C. e il 12 a.C. da Giulio Cesare e inaugurato da Augusto in onore del nipote Marco Claudio Marcello. Questo teatro è uno degli esempi più notevoli di architettura teatrale romana e poteva ospitare tra 11.000 e 20.000 spettatori.
Nel Medioevo, fu trasformato in fortezza dalla famiglia Faffo, mentre nel XVI secolo fu inglobato nel Palazzo Orsini, progettato da Baldassare Peruzzi, oggi invece il teatro ospita appartamenti di lusso.





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Massimo

Fontana dell'Acqua Paola al Gianicolo

 © Photo by Massimo Gaudio

Fontana dell'Acqua Paola

Sul Gianicolo in Roma si trova la Fontana dell’Acqua Paola. È posta al termine dell’acquedotto riattivato da Paolo V Borghese, proveniente dal lago di Bracciano per fornire approvvigionamento idrico al rione Trastevere. La fontana si chiama così dal nome del papa che la fece costruire e lo stesso diede il nome anche all'acquedotto Paolo che in origine si chiamava acquedotto Traiano dal nome di colui che lo fece costruire in epoca imperiale romana. La fontana fu costruita tra il 1610 e il 1612 da Flaminio Ponzio in collaborazione con Giovanni Fontana il quale curò la costruzione della grande vasca. La monumentale facciata della fontana, chiamata anche Fontanone, è costituita da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro provengono dalla facciata dell’antica basilica di San Pietro.
Dal piazzale antistante si gode una strepitosa vista su Roma, che raggiunge il suo massimo splendore nelle ore pomeridiane perché il sole che si trova alle spalle, illuminata perfettamente Roma. Una curiosità: la fontana si vede nelle prime scene del film La Grande bellezza del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, che con la sua maestria è riuscito a mettere in evidenza tutto il suo splendore. 







Vista panoramica su Roma da uno dei finestroni 

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Massimo

Fontana di Trevi

 © Photo by Massimo Gaudio

Salvi Nicola, Fontana di Trevi (1735)

La Fontana di Trevi è una delle più famose e iconiche fontane di Roma, situata nel cuore del centro storico della città. Questa maestosa opera d'arte barocca è stata progettata da Nicola Salvi e completata nel 1762. La fontana è stata costruita tra il 1732 e il 1762 utilizzando il travertino. La sua costruzione è stata commissionata da Papa Clemente XII, che voleva creare un'imponente fontana per celebrare l'acquedotto dell'Aqua Virgo, che portava l'acqua a Roma fin dall'antichità.
È alta 26,3 metri e larga 49,15 metri, ed è considerata la più grande fontana barocca di Roma. Al centro della fontana, c'è la statua di Oceano, il dio del mare, che guida un carro trainato da due cavalli marini. La fontana è anche decorata con numerose statue e rilievi che rappresentano la storia e la mitologia romana.
Giocando un po' con la fotografia, nella foto in alto ho voluto isolare la fontana dal resto dei palazzi vicini per vedere come apparirebbe la fontana se si trovasse in un'altro luogo, ad esempio sul Gianicolo come la fontana dell'Acqua Paola. Nell'ultima foto si vede la fontana agli inizi degli anni '90.



Cavallo agitato

Cavallo placido

La Salubrità

L'Abbondanza

Oceano

Stemma arandico della Casata dei Corsini, papa Clemente XII


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Massimo

Ara Pacis Augustae

 © Photo by Massimo Gaudio


Ara Pacis Augustae

L'Ara Pacis è un monumento incredibile a Roma, dedicato alla pace romana, la Pax Romana. Fu commissionato dal Senato romano nel 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalla Spagna e dalla Gallia.
L'Ara Pacis è un altare che rappresenta la visione di Augusto della religione civile romana. Le sue decorazioni mostrano immagini di prosperità, abbondanza e stabilità, associate alla Pax Romana. Il monumento è anche un esempio di propaganda politica, che sostiene il regime di Augusto.
È composta da un altare centrale circondato da pareti di marmo di Luna. Le pareti esterne presentano due registri: quello inferiore mostra un fregio vegetale, mentre quello superiore presenta scene mitologiche e processionali. Le scene raffigurano la famiglia imperiale, sacerdoti e magistrati, e sono considerate un esempio di arte romana del I secolo a.C.
L'Ara Pacis fu riscoperta nel 1568 e successivamente restaurata negli anni '30 del Novecento. Oggi è ospitata in un museo apposito, progettato dall'architetto Richard Meier, che ha sostituito il precedente padiglione fascista.


Ara Pacis, Lato anteriore

Ara Pacis, Altare, Lato anteriore

Ara Pacis, Altare, Lato Posteriore

Ara Pacis, Altare, Leone alato

Ara Pacis, Lato nord, Processione

Ara Pacis, Lato posteriore

Ara Pacis, Lato sud. Processione dei Flamini


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Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...