© Photo by Massimo Gaudio
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| Piazza della Minerva, Obelisco della Minerva con l'elefante berniniano ferito |
È successo nuovamente! Ancora una volta l'elefante di Gian Lorenzo Bernini è rimasto vittima di distacco della parte finale di una zanna. Come già successo nel novembre del 2016, il frammento è stato ritrovato e consegnato alla Sovrintendenza Capitolina per effettuare il dovuto restauro dell'opera. Non si sa cosa sia successo veramente, se il distacco sia da considerarsi come un atto vandalico volontario oppure un cedimento a seguito degli avversi eventi atmosferici, quello certo è il fatto che verranno visionati i video ripresi dalle telecamere dislocate su tutta la piazza per capire la dinamica di questa nuova ferita. "Poro Pulcino"
Le origini
Fino al 14 giugno 2026 a Palazzo Barberini, sarà possibile ammirare il modello in terracotta realizzato dallo stesso "Cavalier Bernino".
Questa terracotta è una delle più spettacolari, nonché una delle più grandi e meglio conservate tra quelle di Bernini. In un foglio di Gian Lorenzo con lo stesso soggetto (Windsor) sono presenti le Api Barberini. Terrecotte e disegno sono da ricollegare a un progetto di sistemazione di quell'obelisco che già nel 1632 era attestato nel giardino di Palazzo Barberini. Nel 1658 è documentato il progetto di “Porto (l’obelisco) nel dorso di un grande elefante da farsi in pietra detta granito o vero di metallo, et il signor Cavalier Bernino ne ha fatto già un disegno”. Nel 1666 la terracotta venne prestata dai Barberini allo stesso Bernini affinché fosse impiegata come modello per l'elefante che Alessandro VII fece sistemare davanti a Santa Maria sopra la Minerva.
Da notare che sotto la pancia dell'elefante non c'è il cubo di pietra coperto con una gualdrappa fino al basamento imposto al Bernini da Alessandro VII perché si pensava che così avrebbe resistito meglio al peso dell'obelisco.
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Gian Lorenzo Bernini, Elefante obeliscoforo (1632 ca o 1658) Terracotta, 59,5 x 54,5 x 27 cm, Collezione privata |
Vi ringrazio.
Arrivederci al prossimo articolo.
Massimo
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