martedì 6 luglio 2021

VENETIA 1600 Nascite e rinascite a cura di Manuela Moschin

Mostra visitabile dal 4 settembre 2021 al 25 marzo 2022 - Palazzo Ducale, Venezia

Vittore Carpaccio, Leone di San Marco (1516) tempera su tela, 130x368 cm, Palazzo Ducale, Venezia.

A cura di Manuela Moschin del blog https://www.librarte.eu/

Secondo la tradizione, la fondazione di Venezia avvenne il 25 marzo 421. Quest'anno, dunque, ricorrono i 1600 anni dalla sua nascita, che si fa risalire, in modo indicativo, alla posa della prima pietra della chiesa di San Giacometo (San Giacomo) e ai primi insediamenti sulla Riva Alta (Rialto).
E' interessante sapere che dal 4 settembre 2021 sarà possibile visitare, nel Palazzo Ducale di Venezia, una mostra dedicata alle vicende storiche e artistiche della Serenissima. Il nucleo dell'esposizione si concentrerà sulle nascite e rinascite che la città lagunare visse nei secoli. Una sintesi stimolante, che accompagnerà lo spettatore tra i meandri della storia di questa celeberrima città. Saranno esposte opere di artisti, architetti e uomini di lettere, che lasciarono un segno perenne. Tra le varie opere, che verranno esibite, ci saranno dipinti di Carpaccio, Tiziano, Tiepolo, Canaletto, Guardi, oltre a una selezione di miniature, disegni, tessuti, sculture, ceramiche e oggetti in vetro. Il patrimonio storico-artistico e culturale, appartenente alla collezione dei Musei Civici di Venezia, assieme a vari capolavori provenienti da alcuni musei e da collezioni private saranno i protagonisti dell'evento. La mostra rappresenterà un'occasione straordinaria per conoscere alcuni tratti salienti, legati alla storia della Serenissima, giungendo a scoprire fatti e personaggi, che hanno contribuito alla creazione della città più nota al mondo.

La Direzione scientifica è di Gabriella Belli.

A cura di: Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino e Andrea Bellieni. Vi ringrazio e vi saluto con affetto.Manuela.

mercoledì 30 giugno 2021

Crocifissione tra i santi Cristoforo e Girolamo del Pinturicchio

 © Photo by Massimo Gaudio


Bernardino di Betto detto PINTURICCHIO, Crocefissione tra i santi Cristoforo e Girolamo (1473 ca.)

È sconosciuta la destinazione originaria della tavola, forse la parte centrale di un’anconetta portatile che, per le ridotte dimensioni, è di sicura destinazione privata. Le sue perfette condizioni di conservazione permettono di apprezzarne la tecnica quasi miniaturistica, i colori smaltati e la nitida messa a fuoco dei particolari. L’atteggiamento narrativo e favolistico dell’artista, che lo spinge a ricercare continuamente effetti di prezioso decorativismo, non gli impedisce di aprirsi alle tendenze più moderne dell’arte. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Bernardino di Betto detto Pinturicchio (Perugia 1454 ca - Siena 1513)
Titolo: Crocifissione tra i santi Cristoforo e Girolamo
Datazione: 1598
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 59 x 40
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

mercoledì 23 giugno 2021

Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma alla Galleria Borghese

   #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Giovanni Antonio Bazzi detto SODOMA, Pietà (1540)

Il dipinto risulta in Collezione già dalla metà del XVII secolo, come opera di Leonardo o di Sodoma, nome quest’ultimo poi definitivamente accettato.La Pietà appartiene alla produzione tarda dell’artista. Il forte chiaroscuro delle figure e il paesaggio cupo nello sfondo infondono un forte sentimento di melanconia. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Bazzi Giovanni Antonio detto Sodoma (Vercelli 1477 - Siena 1549)
Titolo: Pietà
Datazione: 1540
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 69 x 58
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma
Giovanni Antonio Bazzi detto SODOMA, Sacra Famiglia (1525-1530)

L’opera, documentata nella raccolta dalla metà del Seicento, è menzionata nell’ inventario del 1790 con l’attribuzione al Sodoma, nome poi sempre accettato dalla critica. Il dipinto fa parte di una serie di tavole devozionali di piccole dimensioni, adibite a uso domestico, nelle quali l’artista rielabora il tema della Sacra Famiglia. San Giuseppe porge una rosa al piccolo Gesù, stabilendo con lui un rapporto di tenerezza. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Bazzi Giovanni Antonio detto Sodoma (Vercelli 1477 - Siena 1549)
Titolo: Sacra Famiglia
Datazione: 1525 - 1530
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 86 x 69
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

martedì 15 giugno 2021

La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

L'Arte di fotografare l'Arte

© Photo by Massimo Gaudio

Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598)

L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Federico Barocci detto il Fiori (Urbino 1535 -1612)
Titolo: La fuga di Enea da Troia
Datazione: 1598
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 179 x 253
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

giovedì 10 giugno 2021

Andrea d'Agnolo detto ANDREA DEL SARTO alla Galleria Borghese

  #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Andrea d'Agnolo detto ANDREA DEL SARTO, Pietà con quattro santi (1507)

Citata per la prima volta nell’inventario del 1693 con l’attribuzione al Perugino, l’opera ha mantenuto il riferimento all’area umbra fino a quando è stata assegnata al catalogo di Andrea del Sarto, includendola tra le opere giovanili. Si tratta verosimilmente della predella della dispersa tavola della chiesa delle monache di Monte Domini a Greve in Chianti. Le figure (nel centro Cristo, la Madonna,san Giovanni evangelista e la Maddalena e ai lati da sinistra a destra, i santi Apollonia, Antonio da Padova, Elisabetta d’Ungheria e Margherita) sono coerentemente disposte nello spazio secondo quel rapporto architettonico figura-ambiente che diverrà costante nella sua produzione più matura. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Andrea d’Agnolo detto Andrea del Sarto (Firenze 1486 -1531)
Titolo: Pietà e quattro santi
Datazione: 1507
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 22,5 x 172
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Andrea d'Agnolo detto ANDREA DEL SARTO, Madonna col Bambino e san Giovannino (1517-1518)

Il dipinto, secondo la testimonianza del Vasari, venne eseguito per Giovanni Gaddi, colto e raffinato mecenate e collezionista fiorentino. L’opera costituisce la testimonianza più alta della capacità del Maestro di aggiornare il proprio stile sulle tendenze più innovative del linguaggio artistico della ‘Maniera’. L’invenzione compositiva presenta il gruppo della Madonna col Bambino e il san Giovannino, ripresi da modelli classici, dislocati su due diagonali convergenti al centro. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Andrea d’Agnolo detto Andrea del Sarto (Firenze 1486 -1531)
Titolo: Madonna col Bambino e san Giovannino
Datazione: 1517 - 1518
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 154 x 101
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

mercoledì 5 maggio 2021

Danae di Antonio Allegri detto Correggio

 #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531)

L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei, segno inequivocabile di un amore superiore ed eterno. 

La storia delle varie proprietà: Mantova (metà del sec. XVI); vendita di Pompeo Leoni all’ambasciatore di Rodolfo II (1603); a Stoccolma (1652); a Roma presso Cristina di Svezia (1689); acquisto di Pierre Crozat in Francia (1721); collezione d’Orleans (1727); acquisto di Camillo Borghese a Parigi (1827). (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Antonio Allegri detto Correggio (Correggio 1489 ca. -1534)
Titolo: Danae
Datazione: 1530 - 1531
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 161 x 193
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma





giovedì 8 aprile 2021

Francesco Albani alla Galleria Borghese

   © Photo by Massimo Gaudio


Francesco Albani, L'acconciatura di Venere (1616-1617)

Acquistato dal cardinale Scipione Borghese nel 1622, insieme agli altri tondi raffiguranti Venere nella fucina di Vulcano, Venere e Adone e Il trionfo di Diana, la serie celebra gli amori degli Dei che si risolvono con la vittoria finale della casta Diana su Venere.
Nel tondo, il primo della serie, Venere si specchia mentre le ninfe la acconciano; sull’albero e in terra i putti giocano con i pomi, il risveglio della natura annuncia l’arrivo della primavera, stagione degli amori. L’artista, nel dipingere le quattro tele, utilizzò come modelli gli stessi membri della sua famiglia: per Venere le due mogli e per i puttini i figli. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: L'acconciatura di Venere (la Primavera)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Francesco Albani, Venere nella Fucina di Vulcano (1616-1617)

La tela è la seconda della serie rappresentante il tema dell’amore raccontato attraverso le storie mitologiche di Venere e Diana, sovrapposte alle stagioni; ne fanno parte anche L’acconciatura di Venere, Venere e Adone e Il trionfo di Diana.
Qui è raffigurata Venere in visita all’officina di Vulcano dove si stanno forgiando le armi che serviranno alla dea per colpire i cuori indifesi. Sullo sfondo piccoli putti sono intenti a colpire un cuore, riportato sullo scudo appeso all’albero. Dall’alto delle nuvole la dea Diana, circondata dalle sue caste ancelle, osserva con sdegno la futile attività di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Venere nella Fucina di Vulcano (L'Estate)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Francesco Albani, Venere e Adone (1616-1617)

Il dipinto è il terzo della serie con le storie di Venere. Qui è raffigurato il giovane Adone che saluta per l’ultima volta l’amata Venere, vittima di suo figlio Cupido. Dall’alto del cielo il dio Marte, geloso della dea della Bellezza, prepara la vendetta: ordina ai cinghiali, nascosti nel bosco a destra, l’uccisione di Adone, la cui morte annuncia il prossimo declino di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Venere e Adone (L'Autunno)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Francesco Albani, Il trionfo di Diana (1616-1617)

Il dipinto, l’ultimo della serie con Le storie di Venere, venne acquistato dal cardinale Scipione Borghese nel 1622. Nell’opera i putti sono ormai addormentati, le ninfe di Diana sono riuscite a disarmarli e si apprestano a togliere dall’albero lo scudo, bersaglio dei loro giochi. La casta Diana domina la scena dall’alto; è lei la vincitrice sulla futile bellezza di Venere. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660)
Titolo: Il trionfo di Diana (L'Inverno)
Datazione: 1616 - 1617
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 154 (diametro)
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Paolo Caliari detto IL VERONESE - 6 opere

© Photo by  Massimo Gaudio Paolo Caliari detto IL VERONESE (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588) Paolo Caliari detto IL VERONESE,  Vision...